Le pergole dell’avinguda Icaria di Enric Miralles

La rambla centrale dell’avinguda icara (foto Giovanni Zanzi)

Realizzato per la Barcellona olimpica del 1992, il progetto vuole essere un gesto commemorativo del quartiere a vocazione industriale del Poblenou stravolto dagli interventi realizzati per i Giochi Olimpici, e allo stesso tempo un tentativo critico di riempire un vuoto mettendo in relazione le nuove edificazioni circostanti.

L’intervento può essere visto come una serie di interruzioni perpendicolari al movimento lineare della strada (foto Giovanni Zanzi)

Le strutture a forte carattere scultoreo che compongono il nuovo paesaggio urbano nella rambla centrale dell’avinguda Icaria si snodano con un ritmo indifferente al disegno stradale, interrompono la linearità del nuovo asse, e si impongono come una promenade virtuale tra il Montjuic e l’antico cimitero del Poblenou.

Pennoni metallici aggettanti ch sostengono una struttura secondaria che supporta a sua volta le assi di legno a completamento delle pergole (foto Giovanni Zanzi)

Lo studio delle ombre è parte fondamentale del progetto: data l’impossibilità di proseguire con la doppia alberatura in questo tramo del paseo a causa della presenza di un collettore generale delle acque nel sottosuolo, i progettisti, Enric Miralles e Carme Pinós hanno studiato un sistema di pensiline metalliche con elementi lignei, risultanti dalla contrapposizione di una matrice concettuale che si evolve acquisendo di volta in volta forme diverse. Citando Miralles, “le ombre proietatte dalle pergole sono come le impronte dei pilastri: marcano il ritmo della passeggiata e allo stesso tempo il passaggio della gente”.

Nell’impossibilità di piantumare questo tramo dell’avinguda Icara, le pergole offrono alla rambla centrale zone d’ombra (foto Giovanni Zanzi)

La “processione festante” di pilastri ritorti che sorreggono le pergole, insieme all’illuminazione, sono per Miralles e Pinós forme danzanti che evocano certi personaggi delle processioni tradizionali catalane, e che esprimono tutta l’euforia del momento storico vissuto dalla città.

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