L’Hawe Factory a Kaufbeurén di Barkow Leibinger Architects

Vista panoramica della fabbrica da nord verso sud, con le alpi sullo sfondo (foto di Ina Reinecke/Barkow Leibinger)
Vista panoramica della fabbrica da nord verso sud (foto di Ina Reinecke/Barkow Leibinger)

Nel 2008, la ditta Hawe, produttrice tedesca di componenti e sistemi idraulici mobili, ha indetto un concorso per la progettazione di un nuovo centro di produzione a Kaufbeurèn (cittadina extracircondariale del distretto bavarese di Svevia, nell’Allgäu, regione geografica ai confini con l’Austria), in  un contesto rurale ai margini del tessuto urbano.

Vista diurna dello stabilimento Hawe dalla campagna circostante (foto di David Franck)
Vista diurna dello stabilimento Hawe dalla campagna circostante (foto di David Franck)

Vincitore del concorso è risultato lo studio tedesco/americano Barkow Leibinger, il quale, dopo una ridefinizione del programma d’intervento a causa di un rinvio dovuto alla crisi economica internazionale, ha portato a termine il progetto di circa 50mila metri quadri nel 2014.

Vista notturna della stessa facciata (foto di David Franck)
Vista notturna della stessa facciata (foto di David Franck)

Concepita come una “fabbrica verde”, attraverso uno stretto dialogo tra esigenze della committenza,  ricerca tecnologica e architettonica, secondo i canoni tipici dell’approccio progettuale di Frank Barkow e Regine Leibinger, la Hawe Factory travalica il concetto della classica “Big Box”, che prolifera in gran parte dei distretti industriali della regione, instaurando un delicato rapporto con il contesto fatto di rimandi ed allusioni che, coerentemente con i materiali utilizzati, stemperano e mediano il salto di scala tra il tessuto urbano della cittadina bavarese e lo skyline della non distante catena alpina.

Vista di dettaglio delle geometrie di facciata (foto di David Franck
Vista di dettaglio delle geometrie di facciata (foto di David Franck

Una ricerca di relazione che declina nel tentativo di mimare la vicina topografia alpina di picchi e valli nella silhouette dei capannoni. Il profilo dei volumi di produzione è infatti, ritmato da una allitterazione di “cunei di luce” trapezoidali che, oltre a scandire le facciate laterali, hanno la funzione di modulare la luce naturale, conferendo agli spazi interni una gradevole morbidezza di tonalità luminosa.

La pensilina in legno lamellare che taglia trasversalmente la corte interna (foto di David Franck)
La pensilina in legno lamellare che taglia trasversalmente la corte interna (foto di David Franck)

Geometrie che, soprattutto nelle ore serali, quando l’illuminazione interna è filtrata dal tessuto longitudinale del vetro traslucido, smaterializzano i volumi e trasformano la Hawe Factory in un leggero alternarsi di luci e ombre, rendendo ancor più leggibile l’idea.

Vista della corte interna. Uno spazio chiuso e contrapposto alla relazione con il contesto ricercata nelle facciate della fabbrica  (foto di David Franck)
Vista della corte interna. Uno spazio chiuso e contrapposto alla relazione con il contesto ricercata nelle facciate della fabbrica (foto di David Franck)

L’organizzazione planimetrica dello stabilimento si impernia intorno ad una corte centrale, vero cuore della composizione. Uno spazio verde che evoca i chiostri medievali (attraversato trasversalmente da una scultorea pensilina in legno e acciaio) che muta improvvisamente la percezione architettonica, ricreando uno spazio intimo, inatteso e sorprendente.  L

La hall d'ingresso con il volume a doppia altezza e la parete in legno sagomato alle spalle della reception's desk (foto di David Franck)
La hall d’ingresso con il volume a doppia altezza e la parete in legno sagomato alle spalle della reception’s desk (foto di David Franck)

a corte è circondata da ritmiche vetrate che contengono gli spazi degli uffici al piano terra; la sala conferenze, la cucina e la caffetteria al piano superiore; quest’ultima adiacente ad una ampia terrazza che permette, oltre alla vista sulla corte, un suggestivo affaccio a sud, verso le Alpi.

Vista dall'interno degli spazi di produzione dei cunei di luce (foto di David Franck)
Vista dall’interno degli spazi di produzione dei cunei di luce (foto di David Franck)

A concludere lo schema compositivo, i quattro grandi volumi delle sale di produzione, i quali sono disposti in pianta come i petali di un ideale quadrifoglio e sono direttamente connessi agli spazi di servizio.

Scala interna nel blocco degli uffici con illuminazione zenitale.(foto di David Franck)
Scala interna nel blocco degli uffici con illuminazione zenitale (foto di David Franck)

Tra i due capannoni a nord, infine, si inserisce  il blocco che contiene i locali spogliatoio per gli operai. Questo parallelepipedo ad un piano (sul cui estradosso di copertura sono sistemate le macchine degli impianti) collega il raffinato edificio della hall d’ingresso e degli uffici dirigenziali, posto all’estremità nord, con la zona dei servizi.

La zona consumazione della mensa e caffetteria, con vista sulla corte interna (foto di David Franck)
La zona consumazione della mensa e caffetteria, con vista sulla corte interna (foto di David Franck)

Questo tipo di disposizione consente a chi lavora all’interno della struttura produttiva di mantenere la fruizione visiva con il paesaggio circostante ed in parte con la corte interna, relazionandosi percettivamente con il paesaggio esterno e allo stesso tempo, con il verde privato della fabbrica.

Gli spazi interni dei volumi di produzione e gli uffici adiacenti con le pareti in vetro che lasciano fruire la vista fino alla corte interna (foto di David Franck)
Gli spazi interni dei volumi di produzione e gli uffici adiacenti con le pareti in vetro che lasciano fruire la vista fino alla corte interna (foto di David Franck)

Il principio organizzativo della struttura a quadrifoglio, concorde alle esigenze della committenza, riflette e articola il processo logistico-produttivo. Il flusso di lavoro rotazionale inizia nella parte più orientale, dove sono disposte le zone per la consegna delle materie prime; prosegue poi con la prefabbricazione, la produzione, il trattamento di superficie, l’assemblaggio e infine la  spedizione dei prodotti finiti.

Il corridoio di collegamento tra i due capannoni sud.(foto di David Franck)
Il corridoio di collegamento tra i due capannoni sud.(foto di David Franck)

La razionale e fluente organizzazione del lavoro fornisce così agli operatori un buon orientamento, flessibilità e possibilità di crescita professionale all’interno delle dinamiche aziendali.

Pianta a livello del terreno e pianta del piano superiore
Pianta a livello del terreno e pianta del piano superiore

Al fine di aumentare la velocità di costruzione e la conseguente riduzione dei costi, le grandi  travi dei padiglioni e gli elementi sandwich in lamiera per la copertura sono stati prefabbricati.

Dettaglio costruttivo delle geometrie trapezoidali delle facciate
Dettaglio costruttivo delle geometrie trapezoidali delle facciate

L’integrazione tra i sistemi meccanici ed il sitema strutturale a griglia, ha poi permesso di avere un layout di pianta molto flessibile, ottenendo di conseguenza una migliore organizzazione dello spazio di lavoro.

Energy concept
Dal punto di vista energetico, lo stabilimento segue criteri di sostenibilità e di massimizzazione energetica. Le coperture dei capannoni sono classicamente orientate a nord, in modo da garantire una costante luce diurna, mentre le superfici opache sono orientare verso sud, ideali per l’impiego di pannelli fotovoltaici.
Il sistema di riscaldamento e raffreddamento è integrato con un sistema sostenibile di recupero del calore di scarto delle macchine. Inoltre, l’elettricità ed il raffreddamento sono prodotti attraverso un gas termico che alimenta la centrale elettrica.

Vista notturna dei capannoni produttivi (foto di David Franck)
Vista notturna dei capannoni produttivi (foto di David Franck)

Tutta la struttura inoltre è illuminata mediante lampade a Led. Le acque reflue della produzione sono completamente reintegrate nel processo attraverso un evaporatore. Complessivamente, attraverso l’efficienza energetica dovuta anche alle eccezionali prestazioni termiche della facciata, grazie all’utilizzo di finestrature in triplo vetro traslucido isolante, si ha un risparmio energetico di oltre il 40 per cento.

Barkow Leibinger Architects
Cattura3Frank Barkow, (Kansas City -1957). Ha studiato  alla Montana State e alla Harvard University; attualmente insegna presso l’Architectural Association di Londra, la Harvard University e altri istituti. Regine Leibinger (Stoccarda -1963). Ha studiato  a Berlino e presso la Harvard University; anche lei insegna a Londra ed a Harvard; dal 2006  è professore presso la Technische Universität di Berlino. Lo studio, fondato nel 1993 con sedi a Berlino e New York, ha un ampio range operativo. Tappe importanti sono: la Biosfera di Potsdam, il Client e Administration Building, il Gate House, il Campus di Ditzingen e la Torre Total in Germania, il Palazzo Trutec a Seoul. Il loro lavori sono stati presentati alla Biennale di Venezia del 2008 e 2014, alla Biennale di Marrakech 2012 e sono inclusi nelle collezioni permanenti del MoMa di New York e del Deutsches Museum Architektur di Francoforte. Vincitori di numerosi premi tra cui l’Honor Awards, il Premio Marcus per l’Architettura di Milwaukee, oltre che del Global Holcim Innovation Award per la sostenibilità.

 
Scheda
Hawe Factory
Località
Kaufbeuren, Germania
Committente
Hawe Hydraulik
Progettisti
Barkow Leibinger Architects, Berlin
Collaboratori (design)
Martina Bauer, Natascha Bauer, Frederic Beaupere, Aki Nagazaka, Ruwen Rimpau, Morihide Seki, Jens Wessel
Collaboratori (construction)
Lukas Weder, Matthias Anke, Franz Brunnert,  Ulrich Fuchs, Johannes Gestering, Michael Johl, Henrike Kortemeyer, Arne Löper, Mathias Oliva Y Hausmann, Andrea Hronjec, Ruwen Rimpau, Morihide Seki, Antje Steckhan, Jonas Troescher, Tim Unnebrink.
Project Management
Ingenics AG, Ulm
Construction Management
Höhler + Partner, Aachen
Progetto Strutture
Dobler GmbH & Co. KG Planungsbüro, Kaufbeuren
HVAC and Plumbing
Albrecht GmbH, Kammlach
Electrical Engineer
Christian Kaindl, Nandlstadt
Energy Design
Rögelein + Partner Ingenieure GbR, München
Consulente Facciate
Priedemann Fassadenberatung GmbH, Berlin
Building Physics
Müller-BBM GmbH, Planegg
Paesaggista
Stefanie Jühling, München

 

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