L’Hotel Del Viento di Cazù Zegers sul Lago Sarmiento

Pendio artificiale che ricrea il paesaggio preesistente in continuità con il tetto dell’edificio (foto di Morten Andersen)
Pendio artificiale che ricrea il paesaggio preesistente in continuità con il tetto dell’edificio (foto di Morten Andersen)

L’Hotel si trova sulle sponde del lago Sarmiento, all’ingresso del parco nazionale Torres del Paine, dichiarato riserva della biosfera dall’Unesco nel 1978. Si tratta di un’area di grande importanza sotto il profilo naturalistico e paesaggistico le cui peculiari caratteristiche sono state fonti di ispirazione per la concezione del progetto.

Il legno non è trattato per ricordare il tipico colore degli essiccatoi per lana (foto di Pía Vergara)
Il legno non è trattato per ricordare il tipico colore degli essiccatoi per lana (foto di Pía Vergara)

Gli elementi naturali che caratterizzano il luogo divengono principi fondanti il progetto, così il vento genera la forma dell’architettura che sorge dalla topografia del terreno, un elemento che appartiene al paesaggio integrandosi con esso. La metafora usata dagli autori è quella di un fossile adagiato sul terreno “un gigantesco animale preistorico arenato sulle rive del lago come quelli trovati e studiati da Charles Darwin” quando passò in questi luoghi; o quella di un grande tronco restituito alla terra dal lago, dopo averne modellato la forma.

L’architettura si rivela piano piano da un pendio artificiale che ricrea il paesaggio preesistente. Per fare ciò è stata rimossa la flora nativa per custodirla in una serra durante il cantiere, poi rimessa a dimora con successo in tutta l’area interessata dal progetto. Così l’architettura passa dai colori della vegetazione locale al legno del tetto e la facciata, mantenendo una forte continuità tra architettura e paesaggio.

L’intero involucro esterno è rivestito con il tipico legno Lenga (foto di Pía Vergara)
L’intero involucro esterno è rivestito con il tipico legno Lenga (foto di Pía Vergara)

L’edificio è rivestito con Lenga, un legno locale, non trattato per ottenere il colore grigio del legno sottoposto alle intemperie. Per la struttura si è usato cemento armato, sopra la quale è stato posto un tetto realizzato con una trama in acciaio e legno, quest’ultimo usato come elementi reticolari o travi lamellari.

La copertura lignea con doppia curvatura e la sua struttura reticolare (foto di Pìa Vergara)
La copertura lignea con doppia curvatura e la sua struttura reticolare (foto di Pìa Vergara)

L’edificio rappresenta una grande sfida sotto il profilo costruttivo, è formato da tre curve, cosa che rende necessario che gli assi corrispondenti a ogni curvatura siano diversi l’uno dall’altro. Anche i profili delle travi hanno forme differenti, è stato quindi impossibile industrializzare il processo, ogni elemento è stato fabbricato in loco per poterlo adeguare alla originalità della forma. Tutte le capriate sono differenti, realizzate con lo stesso principio strutturale, ma con forma che cambia lungo lo sviluppo dell’edificio.

Piante. Legenda: 1 Accesso principale; 2 Reception e negozi; 3 Salotto e sala da pranzo; 4 Patio; 5 Cucina con servizi; 6 Zona carico e scarico; 7 Sala lettura; 8 Camere al primo livello; 9 Piscina; 10 Spa; 11 Camere del personale; 12 Sala riposo e Tv; 13 Percorsi destinati al personale e cantina; 14 Camere  al secondo livello; 15 Sala impianti (foto Cazù Zefers Arquitectura)
Piante. Legenda: 1 Accesso principale; 2 Reception e negozi; 3 Salotto e sala da pranzo; 4 Patio; 5 Cucina con servizi; 6 Zona carico e scarico; 7 Sala lettura; 8 Camere al primo livello; 9 Piscina; 10 Spa; 11 Camere del personale; 12 Sala riposo e Tv; 13 Percorsi destinati al personale e cantina; 14 Camere al secondo livello; 15 Sala impianti (foto Cazù Zefers Arquitectura)

Vista la complessità dell’edificio e in particolare del tetto, si è reso necessario creare un algoritmo che ne controlli la forma sotto il profilo strutturale e della posa del rivestimento. Tale approfondimento è stato condotto dallo studio Arquitectura Integrada che ha definito un set di divisioni programmate e controllate attraverso specifiche funzioni parametriche.

Sezione trasversale (foto di Cazù Zegers Arquitectura)
Sezione trasversale (foto di Cazù Zegers Arquitectura)

Tali funzioni definiscono 45 capriate principali e 43 secondarie tutte diverse l’una dall’altra, le quali nel loro insieme appaiono come una superficie con doppia curvatura, ovvero una forma fluida perfettamente integrata nel paesaggio.

Uno scorcio della terrazza e della copertura (foto di Morten Andersen)
Uno scorcio della terrazza e della copertura (foto di Morten Andersen)

La sostenibilità è uno dei temi fondamentali del progetto, oltre all’uso intenso di un materiale naturale e locale come il legno, si è lavorato molto con l’isolamento termico per ridurre il consumo energetico, raggiungendo ottimi risultati, in inverno a riscaldamento spento l’edificio mantiene una temperatura di 5°C mentre all’esterno ci sono -14°C. Molto interessante la soluzione trovata per il tetto dove si è creata una camera d’aria tra l’ultima soletta e il tetto di circa 3 m, oltre ad una particolare cura nell’evitare i ponti termici.

Il legno viene usato anche allo stato originale, come tronco appena tagliato (foto di Christian Spies)
Il legno viene usato anche allo stato originale, come tronco appena tagliato (foto di Christian Spies)

L’intera illuminazione è realizzata con corpi illuminanti Led, inoltre, la fluidità degli spazi interni, le doppie altezze e le aperture verso l’esterno, favoriscano la ventilazione passiva dell’edificio. La soluzione spaziale scelta cerca una dimensione raccolta in grado di proteggere dal meraviglioso ma ostile ambiente circostante.

Pavimenti, pareti, infissi e soffitti. Il legno riveste completamente gli interni (foto di Pia Vergara)
Pavimenti, pareti, infissi e soffitti. Il legno riveste completamente gli interni (foto di Pia Vergara)

L’hotel si sviluppa dall’orizzontalità dei percorsi interni che sono la dimensione attraverso cui fruire i 4900 mq che lo compongono. In esso sono presenti 40 stanze tra le quali 3 suite a doppia altezza. L’intera operazione è costata 2.200 $ a mq, non molto se pensiamo alle difficili condizioni logistiche del cantiere.

Travi curve in legno lamellare di pino e rivestimenti in legno lenga (foto di Christian Spies)
Travi curve in legno lamellare di pino e rivestimenti in legno lenga (foto di Christian Spies)

Il Parco nazionale Torres del Paine, un luogo da rispettare.

Istituito il 13 maggio del 1959, il parco si estende per circa 24.200 km² ricchi di biodiversità. Situato nella Regione delle Magellane e dell’Antartide Cilena, ha un clima temperato umido in tutte le stagioni caratterizzato da estati fresche (max 16°c) e inverni rigidi con delle temperature che arrivano a -10°c.

Il profilo dell'edificio ricorda una duna scolpita dal vento perfettamente integrato nel paesaggio (foto di Pìa Vergara
Il profilo dell’edificio ricorda una duna scolpita dal vento perfettamente integrato nel paesaggio (foto di Pìa Vergara)

L’orografia è molto varia e ricca di fiumi e laghi. È presente sia la steppa cilena che numerose aree forestali in cui abbonda il “Nothofagus pumilio” da cui deriva il legno Lenga. Nel 1978 l’Unesco dichiarò il parco Riserva della biosfera in funzione del programma “MaB – Man and Biosphere”. Questo programma fu istituito nel 1971 per promuovere la conservazione di aree naturali e il loro uso in modo sostenibile. All’interno di una riserva della biosfera, oltre alla protezione della biodiversità, si incentiva l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali. Il programma MaB funzione come un network globale che permette uno scambio di dati tra le diverse riserve per concorrere a un continuo sviluppo dell’uso sostenibile di queste aree.

Cazù Zegers
00_foto cazu zegers (foto di Cristina Alemparte)Dopo aver ottenuto la laurea in Architettura nel 1984 presso la “Pontificia Universidad Católica de Valparaíso”, frequenta la “Parsons School of Design” di New York dal 1987 al 1988. Partecipa a numerose conferenze in Cile e all’estero. Tra il 2000 e il 2005 insegna e tiene seminari presso l’università di Talca e la Scuola di Architettura dell’Università Cattolica del Cile. Dal 1989 si dedica alla libera professione sviluppando diversi progetti di architettura, installazioni, lampade e mobili di design, di pianificazione urbana, di gestione culturale e territoriale oltre che a progetti di ricerca in vari ambiti. Il suo lavoro è volta alla ricerca di forme poetiche in grado di integrarsi nel paesaggio, anche con l’utilizzo di tecniche low-tech.

 

Scheda
Sarmiento Lake, XII Region, Chile
Committente
Katari S.A.
Progetto
Cazù Zegers –
Architetti associati
Rodrigo Ferrer, Roberto Benavente
Gruppo di progetto
Grupo Aira, Estudio AI (Arquitectura Integrada)
Strutture
Enzo Valladares y Asociados
Impianti
Olegario Pérez, Sergio Alemparte, Rolf Thiele, George Somerhoff, Paulina Sir, Gaspar Arenas
Interni
Carolina del Piano, Alexandra Edwards
Paesaggio
Catalina Phillips, Gerardo Ariztía
Lighting Design:
Paulina Sir, Gaspar Arenas

 

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