L’House of Toilet di Daigo Ishii + Future-scape a Ibukijima

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Sulla piccola isola di Ibukijima in Giappone, il progetto “House of Toilet” ospita la modesta – ma ugualmente importante – funzione di bagno pubblico collocato, per la comunità, in un cortile alla periferia dell’isola, ed è stato ideato da Daigo Ishii + Future-scape Architects come opera artistica parte dell’Art Setouchi Triennale 2013.

Nelle case tradizionali dell’isola, la toilette è generalmente disposta in piccole costruzioni separate dall’abitazione principale: l’ambiente bagno è uno spazio periferico che viene respinto ed escluso dalla casa principale, secondo un rapporto che ricorda la relazione tra la terraferma e l’isola di Ibukijima o tra la città e un quartiere periferico, come quello in cui l’architettura trova luogo.

Vista dell'edificio nell'isola di Ibukijima, Giappone (foto di Daigo Ishii + Future-scape Architects)
Vista dell’edificio nell’isola di Ibukijima, Giappone (foto di Daigo Ishii + Future-scape Architects)

Attraverso il progetto, la toilette “si annida” al di fuori dall’abitazione fino a formare essa stessa “una casa”, a ritrovare la forza per costituire un nucleo indipendente. Il volume dell’edificio, dalle forme caratteristiche con copertura a falda, rimanda alla tipologia delle architetture residenziali e viene aperto verso l’esterno con numerose fenditure apparentemente casuali.

Il tempo peculiare di Ibukijima e il rapporto che l’isola mantiene con il mondo sono elementi sovrapposti: seguendo l’orientamento solare delle nove di mattina, nel giorno in cui si svolgono tre cerimonie tradizionali, il giorno del solstizio d’estate ed il solstizio d’inverno, la luce naturale passa nelle feritoie dell’architettura, rendendo visibile il passaggio della stagione.

Studio dell'illuminazione (foto di Daigo Ishii + Future-scape Architects)
Studio dell’illuminazione (foto di Daigo Ishii + Future-scape Architects)

L’architettura intende perciò innescare un racconto con il quale l’identità dell’isola Ibukijima è chiarita. Le linee di luce naturale, o meglio i tagli che la rendono sempre presente nello spazio, sono in effetti direzionati alle principali città di sei continenti, Tokyo, Londra, Nairobi, New York, San Paulo e Sydney.

«Ho considerato che l’isola Ibukijima potesse riacquistare il rispetto di sé, quello legato al suo importante passato, solo essendo consapevole del suo rapporto con il mondo» spiega il progettista. Inoltre, il luogo in cui l’asse di questi sei angoli attraversa lo spazio architettonico è il punto di coordinate che indicano la posizione dell’isola, quindi, il rapporto con il mondo coincide con un’identità locale ritrovata.

L'accesso verso gli interni (foto di Daigo Ishii + Future-scape Architects)
L’accesso verso gli interni (foto di Daigo Ishii + Future-scape Architects)

Le forme architettoniche sono un omaggio alla tradizione, non direttamente all’architettura contemporanea, «sono legate alla considerazione per il paesaggio dell’isola dove il tradizionale segno rimane», ed anche il colore della parete esterna si basa su quello della casa locale, riferendosi a gruppi di abitazioni poco più lontane dal sito, «perché volevo realizzare uno stato che è in continuità con il paesaggio, e indipendente in una misura che non genera discordia».

Le fenditure  dell’”House of Toilet” compongono la suddivisione del complesso in tre piccoli edifici intagliati, simili a un labirinto, e configurati riproponendo il rapporto tra isola e continente. Il muro esterno e la parete interna dei bagni, pur essendo composti di pannelli in policarbonato, rimandano all’immagine della tavola di cedro bruciato, finitura tipica utilizzata sull’isola. Infine, la luce naturale e la pioggia cadono nella “casa” in spazi simili a pozzi: l’architettura è aperta anche da bucature circolari, ideate per realizzare ambiti di raccolta dell’acqua, scarsa sull’isola.

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