Linguaggio contemporaneo e tecniche tradizionali

Foto di Santo Eduardo Di Miceli

A Castiglione di Sicilia, paesino alle pendici dell’Etna, è stata da poco completata la cantina enologica progettata da Gaetano Gulino e Santi Gaetano Albanese.

Foto di Santo Eduardo Di Miceli

Durante la fase progettuale gli architetti si sono anzitutto interrogati su come mettere in relazione l’architettura al particolare contesto nel quale si sarebbe inserita, ricco di elementi di alto valore paesaggistico e di particolati connotazioni cromatiche quali il nero lavico ed il verde delle ginestre.

Foto di Santo Eduardo Di Miceli

Il programma funzionale prevedeva un insediamento capace di produrre circa 2 mila ettolitri di vino, con un edificio adibito alla lavorazione ad all’imbottigliamento ed una bottaia.

Foto di Santo Eduardo Di Miceli

Il primo è costituito da un monolitico blocco rettangolare in cemento armato precompresso, rivestito in blocchi di pietra lavica montati a secco, secondo le tradizionali tecniche costruttive locali, che si relaziona con il vulcano attraverso uno studio degli affacci, che indirizzano lo sguardo verso l’Etna.

Foto di Santo Eduardo Di Miceli

La bottaia, parzialmente interrata, è invece pensata come una pietraia, anch’essa tamponata con elementi in pietra lavica nella parte fuori terra. La copertura, posta ad 1,80 metri fuori terra, è ricoperta da pietrisco lavico ed utilizzabile come terrazza.

Foto di Santo Eduardo Di Miceli

Un intervento, quindi, che si caratterizza per la capacità di adottare un linguaggio architettonico essenziale e contemporaneo capace di dialogare, attraverso gli affacci e le tecniche costruttive adottate, con un contesto paesaggistico rurale e dalla forte identità.

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