Lo Sheraton Hot Spring Resort di Mad Architects

La sagoma a portale dell’albergo costituisce il nuovo landmark per l’intera regione del lago Tai Nan (foto Sheraton)

Circa centocinquanta chilometri a ovest del delta del Fiume Azzurro, l’antica città di Huzhou è un centro dalle consolidate tradizioni culturali, dal quale si possono raggiungere mete di elevato valore naturalistico fra cui le coste del lago Tai Nan, sorgenti termali e foreste di bambù.

Le sistemazioni esterne comprendono luoghi per attività all’aperto immersi nella natura (foto Sheraton)

Queste opportunità hanno trasformato la città in una delle mete di soggiorno più ambite dalla ricca borghesia dell’operosa Shanghai e, di conseguenza, terreno di confronto fra le catene alberghiere che si contendono il competitivo mercato turistico interno.

Vista della hall principale, caratterizzata da linee morbide e dall’uso di materiali pregiati (foto Sheraton)

Per il momento la sfida sembra essersela aggiudicata il brand Sheraton, lo stesso che una trentina d’anni fa aprì a Pechino il primo albergo a cinque stelle della storia cinese. La commessa per la nuova struttura ricettiva fu conferita nel 2007 al giovane studio Mad Architects, con l’obiettivo di realizzare un albergo di lusso capace di assurgere a icona contemporanea della città – traguardo raggiunto sia durante il giorno, grazie alla peculiarità del concept architettonico, sia sotto le stelle, sfruttando le potenzialità mediatiche dell’involucro edilizio.

Visto dalla costa del lago, l’edificio si presenta come un’enorme «ciambella» semisommersa (foto Mad Architects, Xiazhi)

Il corpo principale della composizione sorge lungo le rive del lago, dalle quali si eleva per centodue metri d’altezza descrivendo un arco a ferro di cavallo, che si protende sulle tranquille acque del bacino costruendo una connessione, concreta quanto ideale, fra la solida terra e il fluido mondo acquatico.

L’enorme arcata interna si eleva per quasi ottanta metri sulla superficie dell’acqua (foto Mad Architects, Xiazhi)

Esito surreale di questa intuizione progettuale è un edificio in grado di restituire sensazioni di simmetrica robustezza e, al contempo, di fluttuante provvisorietà, che lasciano all’osservatore il compito di ricomporre questo labile equilibrio. L’impianto funzionale è, al contrario, razionale e rigoroso. Un basso volume circolare, posto a fianco dell’arco, ospita gli spazi per l’accoglienza dei clienti e per le attività logistiche, mentre tutte le altre funzioni sono distribuite nell’edificio principale.

Il grandissimo spazio vuoto al centro dell’edificio è simbolicamente «riempito» dal cielo (foto Mad Architects, Xiazhi)

Esito surreale di questa intuizione progettuale è un edificio in grado di restituire sensazioni di simmetrica robustezza e, al contempo, di fluttuante provvisorietà, che lasciano all’osservatore il compito di ricomporre questo labile equilibrio. L’impianto funzionale è, al contrario, razionale e rigoroso. Un basso volume circolare, posto a fianco dell’arco, ospita gli spazi per l’accoglienza dei clienti e per le attività logistiche, mentre tutte le altre funzioni sono distribuite nell’edificio principale.

Al crepuscolo, l’involucro si trasforma in un animato schermo tridimensionale (foto Mad Architects, Xiazhi)

Il complesso ospita locali di servizio e tecnici nella piastra sommersa; bar, ristoranti e meeting room ai livelli inferiori; camere e suites dal quarto al diciassettesimo piano; spazi per eventi collettivi, caffetteria e spa, ristoranti, camere vip e locali di supporto in sommità. Fino al ventiduesimo piano la struttura portante a travi e pilastri si sviluppa attorno a due nuclei parallelepipedi, destinati al connettivo verticale e ai cavedi impiantistici, realizzati in calcestruzzo armato e coronati da una copertura metallica a pianta ellittica, completamente trasparente.

L’albergo stesso è diventato una delle principali attrazioni turistiche della città (foto Mad Architects, Xiazhi)

Gli oltre trecento ambienti a disposizione degli ospiti sono distribuiti lungo il perimetro esterno, prevalentemente rivolti verso il lago e la vicina città, lasciando all’attività alberghiera gli spazi a contatto con la fascia interna dell’arco. La fluidità dei prospetti è la caratteristica più evidente dell’involucro. Le facciate strutturali, completamente cieche nell’intradosso e ampiamente vetrate in corrispondenza degli spazi abitati, sono scandite da balconate continue e marcapiano che ne irruvidiscono la silhouette curva, quasi che l’atmosfera possa incresparla come fa con la superficie del lago.

La spa è situata nei livelli più elevati dell’edificio, riservati ai servizi più esclusivi (foto Sheraton)

Il dominante ritmo orizzontale è ulteriormente enfatizzato dall’impianto illuminotecnico concepito non solo per tracciare, sullo sfondo del cielo notturno, il profilo curvo dell’edificio, rendendolo visibile a grande distanza. L’impiego di un evoluto sistema di controllo dei punti-luce trasforma l’enorme portale in uno schermo convesso, sul quale proiettare vere e proprie sequenze animate che trasformano l’albergo stesso in una suggestiva attrazione turistica.

L’illuminazione a led consente di calibrare l’intensità della luce emessa, creando immagini fisse e in movimento (foto Sheraton, Xiazhi)

Attraverso la tecnologia, architettura e spettacolo si combinano sfiorando l’immedesimazione: la prima rinuncia alla profondità avvolgendosi in un manto bidimensionale, il secondo conferisce a entrambi l’estensione temporale propria della rappresentazione. L’integrazione fra edifici e media digitali, tipica di molte realizzazioni contemporanee orientali, configura una nuova frontiera espressiva che non può essere circoscritta alla mera opportunità di aggiungere comunicazione visiva al linguaggio architettonico.

L’intradosso dell’arco è rivestito da una facciata cieca in metallo e vetro che esalta il disegno dell’insieme (foto Sheraton, Xiazhi)

Liberati dal proprio isolamento, gli edifici diventano componenti attivi nell’ambiente urbano e nella vita delle persone. «Tutti i nostri progetti – scrivono gli architetti di Mad – nascono dalla volontà di tutelare il senso della comunità e di proteggere l’orientamento verso la natura, offrendo a ciascuno la libertà di valorizzare le proprie esperienze».

La materia della comunicazione

Sheraton Hot Spring Resort utilizza circa 19mila gruppi di apparecchi a led, alcuni dei quali impermeabili, per un totale di quasi 2.300.000 punti luce dotati elevate prestazioni di luminosità, consistenza cromatica, affidabilità e ampio angolo di visione. I gruppi lineari di diodi sono alloggiati in appositi carter, disposti su due file per ciascun piano lungo i parapetti delle balconate e i marcapiano aggettanti rispetto alla facciata continua in alluminio, rivestita con vetrate opacizzate in modo da creare uno sfondo uniforme.

Lo spettacolo luminoso è enfatizzato dal riflesso della luce sulla superficie dell’acqua (foto Sheraton, Xiazhi)

Il controllo del sistema illuminotecnico applicato all’esterno della facciata è affidato a 44 unità intelligenti, in grado di restituire circa 1.200 differenti settaggi delle caratteristiche dei fasci luminosi emessi. La gamma delle possibili configurazioni è perciò pressoché illimitata e permette la proiezione notturna di vere e proprie sequenze di immagini. In questa applicazione, la luce artificiale non si limita perciò al mero ruolo di sorgente d’illuminazione della facciata, ma diventa essa stessa «materia» del progetto.

Mad Architects

Ma Yansong, Mad Architects

Fondato nel 2004 da Ma Yansong, Mad Architects coniuga una visione dell’architettura proiettata nel futuro con la continua reinterpretazione del rapporto, tipico delle culture orientali, fra umanità e mondo naturale. Fra i progetti più significativi realizzati o in corso d’opera nella Rpc si segnalano il China Wood Sculpture Museum e la Culture Island ad Harbin, la sede di un grande marchio di moda a Xiamen e gli interventi residenziali a Huangshan e Qingdao. Esponente di spicco della nuova generazione di progettisti cinesi (2006 Young Architecture Award del New York Institute of Architects, 2011 Riba International Fellowship), lo studio è impegnato in progetti per Copenhagen e Toronto.

 

 

Scheda
Committente
Sheraton Hotels & Resort
Progetto architettonico
Mad Architect Co.
Design principal
Ma Yansong
Ingegneria
Shanghai SianDai Architecture Design (Group) Co.
Strutture
China Majesty Steel Structural Design Co.
Facciate e rivestimenti
Zhejiang Zhongnan Curtain Wall Co.
Illuminotecnica
Shanghai Timalco Curtain Wall Engineering Co.
Paesaggio
Edsa – Landscape Design
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