Ouverture dello Yacht Club Monaco di Foster and Partners

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Un edificio di margine. Un grande ibrido tecnologico in guisa di yacht addossato alla costa, contemporaneamente figlio del dio Mare e della madre Terra.  Questa è la scommessa – vinta – che ha guidato la mano di Norman Foster sin dai primi schizzi del suo progetto per il nuovo Yacht Club de Monaco inaugurato nel giugno scorso. Al nuovo indirizzo lungo il Quai Louis II, si accede all’edificio-nave da entrambi i lati: da  “tribordo” lato città, con accesso in auto sino ai parcheggi interrati; da “babordo”, lato mare, lungo la banchina alla quale approdano le imbarcazioni del grande Port Hercule.  All’interno i due accessi confluiscono nella medesima grande hall che sale con una larga scala elicoidale verso i ponti superiori. E si è a bordo.

Norman Foster
Norman Foster

“L’edificio è un po’ come una città in microcosmo, con scuole, parchi, uffici, ristoranti, una rete di circolazione interna di “strade” e una gerarchia di spazi pubblici e privati​​, sociali e funzionali. Si tratta di una continuazione nella tradizione del denso tessuto edilizio di Monaco così come dello Yacht Club, e costituirà una parte importante della vita civile. Ogni bambino in Monaco si avvicina alla vela durante la sua formazione e quelle lezioni si terranno nel nuovo edificio, così radicando ancor più lo Yacht Club nel Principato e nel suo patrimonio culturale e urbano”. Norman Foster
Tutto l’edificio narra del mare. Dalle strutture: una successione di ponti, scale, parapetti, che confluiscono a prua sotto il grande bi-albero che sostiene l’ultima copertura in forma di grande vela. Agli arredi (Fendi Casa): in legno e acciaio per gli esterni, sui ponti e attorno alla piscina e quelli invece più morbidi per gli interni, a ricreare un paesaggio intimo, quasi di dimora privata tra libri e cimeli nautici ordinatamente esposti nelle varie lounge, anche griffate (Maserati, Riva). Sei ponti per oltre 15mila metri quadrati di superficie.

Lo Yacht Club de Monaco “attraccato” in porto (foto Nigel Young_Foster + Partners)
Lo Yacht Club de Monaco “attraccato” in porto (foto Nigel Young_Foster + Partners)

Al ponte 2 è lo spazio riservato allo Ycm e ai suoi 1300 iscritti, con una sala club, bar ristorante e piscina, al di sopra del quale sono gli uffici direzionali e una serie di “cabine” per gli ospiti in visita. Ai piani superiori è lo spazio pubblico destinato ad eventi sempre in forte correlazione con la città, sia lato mare che lato terra, attraverso grandi vetrate, largamente apribili, e deck open air.

Nigel Dancey
Nigel Dancey

«Come in tutti i nostri progetti, il nostro approccio alla sostenibilità è quello di massimizzare i vantaggi naturali del clima locale, mitigando i suoi estremi. Il nostro punto di partenza è stato un’ampia analisi del clima in funzione del modo di utilizzo dei diversi spazi».  Nigel Dancey, senior partner di Foster+Partners

La “grande nave” è realizzata su un’area sottratta alle acque del porto e in parte, verso poppa, aderisce alla costa definendo interessanti relazioni. Verso l’esterno, utilizzando le coperture della scuola vela e canottaggio, l’edificio si connette al tessuto urbano attraverso un sistema di spazi verdi e percorsi pedonali che si protendono verso la Piazza del Casinò. A bordo invece, al ponte piscina, il progetto risolve il lato cieco attrezzandolo con una serie di ambienti, bianchi e morbidi, separati da pareti-vela e allineati fronte piscina per il riposo all’ombra. Al livello del porto, negozi e spazi pubblici si aggiungono all’offerta didattica per i ragazzi (aule, laboratori e loft per piccole imbarcazioni) rafforzando il ruolo del YCM come nuovo spazio urbano per l’intera comunità.

Lo Yacht Club de Monaco “attraccato” in porto (foto Nigel Young_Foster + Partners)
Lo Yacht Club de Monaco “attraccato” in porto (foto Nigel Young_Foster + Partners)

L’edificio, progettato in collaborazione con l’architetto monegasco Alexandre Giraldi, guarda alla città: è un contenitore/piazza che celebra insieme tradizione (Principato, marina, lusso) e innovazione (tecnologia, design, sostenibilità) ponendosi come icona di un mondo giovane, sportivo, democratico, aperto ad eventi anche pubblici (come il Grand Prix che correrà proprio sotto le sue finestre e ponti) e non solo high-standing.
La struttura, leggera e slanciata pur nella dimensione complessiva di oltre 200 metri di lunghezza, contempera le esigenze di sostenibilità ambientale sia dal punto di vista dell’inserimento paesaggistico che dell’efficienza energetica. Ventilazione passiva, coperture avvolgibili, materiali anticorrosione da salino, l’edificio è alimentato da energia rinnovabile e incorpora celle fotovoltaiche, pannelli solari termici e sistemi di raffrescamento ad acqua di mare, così sfruttando le opportunità microclimatiche.

Luca Locatelli
Luca Locatelli

«Siamo arrivati in oltre 200 barche e abbiamo trovato un porto accogliente e molto ben organizzato, oltre una gran bella festa! E lo Yacht Club è certamente quello che ci si aspetta da Montecarlo per modernità e stile ben coniugati con la secolare tradizione marinara. Molto curato anche nei dettagli tecnici di ispirazione nautica, ho trovato di grande impatto gli arredi dei ponti esterni e della piscina».  Luca Locatelli, vincitore con il suo Swan 45 della Combinata Classe Irc A e secondo assoluto della Giraglia

Il nuovo YCM perfeziona il processo di rinnovo e potenziamento di Port Hercule, avviato già da alcuni anni e nel rispetto dei più innovativi criteri di sostenibilità ambientale. Come per il sistema di pontili e dighe in acqua che è stato ammodernato ed esteso, utilizzando nuovi pontili in cemento galleggianti per minimizzare l’impatto sul fondale marino (di Marinetek, lo specialista mondiale di tanti nuovi porti tra cui la grande palma Anchor Marina di Dubai).

La “pria” stondata col bi-albero strallato a terra (foto Nigel Young_Foster + Partners)
La “pria” stondata col bi-albero strallato a terra (foto Nigel Young_Foster + Partners)

Il nuovo porto, con capienza incrementata sino a 700 posti barca, comprese grandi imbarcazioni a vela e superyacht, punta ad affermare Monaco come capitale mondiale dello yachting. E già all’inaugurazione, oltre la famiglia reale, le autorità e 3500 invitati, anche il primo grande evento: l’arrivo della storica regata velica Giraglia Rolex Cup qui approdata per la prima volta. Così strutturato e largamente abitato da soci vip e cittadini comuni, dal giugno scorso lo Ycm si staglia in porto imponente e al contempo leggero, già protagonista di eventi nautici e manifestazioni anche culturali, in raccordo con la città (e i numerosi sponsor di alta gamma).  E la nave va.

di Flora Vallone

 

 

 

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