L’Occitane di Valentiny Hvp Architects a Trancoso

Vista panoramica del centro culturale e dell'intorno (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)
Vista panoramica del centro culturale e dell’intorno (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)

Sede del festival internazionale di musica classica “Musica em Trancoso”, tenutosi per la prima volta a marzo di quest’anno, L’Occitane ospiterà attività culturali e socio-educative legate alla musica, diventando un centro permanente di produzione culturale.
Trancoso, a pochi chilometri da Porto Seguro, sul litorale meridionale dello stato di Bahia, è uno dei pochi villaggi di fondazione portoghese dove è ancora leggibile l’impianto architettonico e urbano originario. In un paesaggio esuberante di spiagge, scogliere e foreste tropicali il L’Occitane emerge e marca la propria presenza sul territorio integrandosi con l’ambiente, poiché la forma archiitettonica è reminiscenza della natura circostante.

Vista del palco inferiore (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)
Vista del palco inferiore (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)

Il complesso è la realizzazione del sogno di quattro amici, tra cui anche l’architetto François Valentiny, appassionati di musica e attivi in progetti socio-culturali promossi nei dintorni di Trancoso e Porto Seguro. Con l’obiettivo di divulgare la musica classica in Brasile, L’Occitane è oggi propulsore di un nuovo sviluppo economico e sociale garantito anche nei periodi di bassa stagione, in una regione dove il turismo è attività principale.
Famoso internazionalmente per la realizzazione di altri auditorium, Valentiny, artista e amante dell’arte, sostiene che la musica sia estensione dell’architettura e dimostra un passionale coinvolgimento per questo progetto, sia per il fascino del luogo in cui è inserito sia per il programma funzionale a lui così caro.

Piante dell'edificio di servizio e vista della facciata sud  (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)
Piante dell’edificio di servizio e vista della facciata sud (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)

Il complesso, raggiungibile attraverso una stretta strada sterrata che attraversa un campo da golf, è costituito da due edifici separati disposti uno di fronte all’altro: quello degli auditorium e quello dei servizi.
La grande conchiglia, interrata per ben 11 metri, ospita due auditorium sovrapposti, uno interno e uno esterno, ciascuno con 1100 posti a sedere, adatti a concerti, opere, teatro ed altre manifestazioni artistiche.
La probabilità di disperdere il suono in un luogo aperto e vuoto era molto alta.

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La geometria a conchiglia ha risolto questo rischio e garantito ottimi risultati di acustica. Alcune verifiche tecniche hanno dimostrato che il tempo di riverbero del suono nel teatro all’aperto è di soli 2 secondi e ancora meno in quello interrato. Il foyer di accesso è esterno e delimitato spazialmente dalle facciate dei due edifici. Le aree dei camerini, spogliatoi, backstage, deposito e bagni pubblici sono distribuiti ai livelli 30.87 metri, quota del palco inferiore, e 36.61 metri, collegati da un ascensore e una scala interna.

Sezione longitudinale: relazione tra i due auditorium sovrapposti (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)
Sezione longitudinale: relazione tra i due auditorium sovrapposti (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)

Dal foyer superiore due scale esterne e laterali alle platee danno accesso al palco inferiore coperto.
L’edificio di servizio, con un bar e sette sale prova al piano terra e uno spazio deposito al piano superiore, si sviluppa su una pianta sinuosa e curvilinea. Tali curve sono contrastate dal ritmo geometrico delle aperture triangolari del porticato che corre lungo tutta la facciata nord e attraverso il quale si accede ai vari spazi interni. Imponenti pannelli in bronzo incisi dall’artista italo-brasiliana Maria Bonomi sono fissati in corrispondenza di ogni apertura. Le incisioni rimandano alla natura locale e alla storia della nascita della nazione brasiliana.

Planimetria generale (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)
Planimetria generale (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)

Come metodo progettuale, la forma non è esplicitazione di una scelta intenzionale, ma espressione di un equilibrio di diversi elementi: il luogo, i materiali e la tecnica costruttiva. Il cemento, frequentemente utilizzato nelle opere di Hvp Architects, è trattato ogni volta in modo nuovo e qui uniforme e integrante, crea un aspetto monolitico e scultoreo. Sostenibile e di rapida esecuzione, il calcestruzzo proiettato non utilizza casseformi, normalmente impiegate per il comune cemento armato. La struttura portante è metallica, proprio per superare grandi luci senza appoggi intermedi nelle platee. Il legno, applicato nelle pareti dei palchi, come sfondo per il bar e sul lato interno del porticato di accesso all’edificio di servizio, genera un contrasto tra un aspetto rustico del legno e liscio del cemento. Il contrasto è in questo senso una scelta estetica ricercata.

Oggetti che parlano
Il risultato formale non è ripetizione di qualcosa che giè esiste, non è espressione di una ideologia, ma è conclusione di una ricerca spontanea di quegli aspetti culturali e sociali legati al luogo e al tempo del contesto in cui si interviene. La memoria e l’esperienza permeano questa indagine e l’oggetto parla con l’intorno creando un dialogo.

Modelli 3D di studio (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)
Modelli 3D di studio (foto di Jean de Mattei, Valentiny HVP Architects)

Il bello nasce da una libertà intellettuale di interpretazione e di percezione. Il carattere unico, l’individualità dell’Occitane emerge laddove il contrasto volumetrico, cromatico ed anche tipologico dimostrano la loro necessità di esistere proprio nel luogo in cui il teatro è e non in un altro. Il programma funzionale specifico di un auditorium, in una localizzazione tropicale ancora vergine e “vuota”, è il motivo del successo dell’opera architettonica di Hvp Architects. Non solo un teatro dalle alte qualità acustiche, ma anche e soprattutto un centro culturale che instaura nuove relazioni con la comunità, un motore per un nuovo sviluppo socio-economico del territorio.

François Valentiny
00_Francois ValentinyFrançois Valentiny ha studiato architettura alla Ecole d’Architecture di Nancy e alla University of Applied Arts di Vienna. Nel 1997 ha fondato, con Hubert Hermann, l´Hermann & Valentiny Associés Sarl. Nel 2002 ha pubblicato Adato, la prima rivista di architettura del Lussemburgo. È stato membro della commissione della Biennale di Venezia nel 2004 e poi nel 2006 e presidente della Fondation de l’Architecture et de l’Ingénierie del Lussemburgo e, nel 2008, premiato per le sue numerose realizzazioni nel Gran Ducato e all´estero, ricevendo il “Luxembourg Architecture Prize 2007”. Nel 2009 è diventato membro della “Academia Scientiarum et Artium Europaea” di Salisburgo. Lo studio HVP, coordinato a Vienna da Hermann e nel Lussemburgo da Valentiny, oggi conta altri quattro soci e si avvale di un team di architetti e ingegneri provenienti da vari paesi. Possiede una solida esperienza in progettazione architettonica alle varie scale di intervento: città, progetto urbano, opere pubbliche e architetture private.

 

 

Scheda
L’Occitane
Trancoso, Bahia, Brasile
Progetto architettonico
Valentiny HVP Architects
Progettista
François Valentiny
Direttore dei Lavori e Responsabile del Progetto – in Brasile e Lussemburgo
Margot Reuter
Ingegneria strutturale
França Associados / Ves Ambiental

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