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Luce tra artificio e natura   < Sommario

testo di Rossella Letizia Mombelli

L'ora magica scatta inesorabile. E chi lavora sui set sa che insieme alla "luce a cavallo" se ne va anche l'onirico desiderio di immagini virtuose ma naturali. L'artificio della natura di creare per pochi attimi una situazione di luce spettacolare, unica e irripetibile svanisce. La luce è stata indagata nel corso dei secoli poiché elemento indispensabile sul piano funzionale, tecnologico, estetico e di confort. L'alternarsi di luce naturale e artificiale trova una primaria spiegazione nel quotidiano ritmo altalenante di notte e giorno ma in realtà rientra in un gioco ben più complesso che non possiamo riferire se non ad un concetto spaziale.
L'indagine pittorica protrattasi per secoli chiarisce questo aspetto e mi si consenta di dire che chi ha la possibilità di visionare l'evento multimediatico "L'ultima cena di Leonardo" presentato tra la primavera e l'estate 2008 a Milano nella splendida cornice della Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale di Milano ha avuto un'ulteriore occasione per riflettere su questo tema. Greenaway agisce su un clone dell'Ultima Cena con l'intento di "risvegliare" il capolavoro tramite multimedia, focalizzando la sua opera non solo sull'uso leonardesco della luce ma anche sulla bidimensionalità e la tridimensionalità dell'opera. "Le luci che animano il dipinto sono un'analisi e un'interpretazione dell'opera. Il mio lavoro è ipertesto del capolavoro leonardesco" dice il registra. Il lavoro da lui operato come ipertesto è in un certo qual modo il medesimo del lighting designer che lavorando con architetti e tecnici focalizza sulla qualità dello spazio accertandone i requisiti in base alla funzione e al luogo.

Lighting: la progettazione della luce tra tecnologia ed arte
La progettazione della luce è un'attività molto complessa in quanto risultato di molteplici fattori che spaziano dagli aspetti psicologici ed emozionali che la luce è in grado di innescare sino a questioni puramente fisico-tecniche. Il progettista deve garantire la luce più funzionalmente adatta, sufficiente a svolgere con sicurezza il compito visivo assegnato in condizioni di comfort ed il risparmio energetico. Gli strumenti attualmente a disposizione hanno raggiunto dei risultati eccezionali, riescono a calcolare e a visualizzare alla perfezione la luce diurna, progettano e forniscono documentazione realistica di scene luminose con il supporto di standard nazionali e internazionali tramite visualizzazione interattiva 3D.
Programmi di visualizzazione della luce come "Vivaldi" sono formati da una serie di tool con tre potenziali di base: la visualizzazione interattiva di impianti illuminotecnici e relativa ottimizzazione energetica, il calcolo del consumo energetico (LENI) e la quantità di luce (ELI) oltre al calcolo dei costi di installazione, funzionamento e manutenzione delle lampade.
Certamente oggi è possibile simulare situazioni ad elevato grado di affidabilità anche se i calcoli illuminotecnici, i rilievi fotometrici e i programmi avanzati di simulazione non andranno a surrogare il progetto di lighting, sorta di espressione artistica che non sostituirà in alcun modo l'evento virtuale. "La macchina non potrà mai dare la "percezione integrata dell'ambiente luminoso": essa comprende il gioco (di luce e d'ombra), le sfumature, le gradazioni di colore". E a questa percezione integrata Pablo Bonocore aggiunge anche che la luce in architettura non è un fenomeno valutabile isolatamente, ma è leggibile in parallelo a colori, rumori, sensazioni tattili dei materiali, temperatura interna, umidità e odori che costituiscono i requisiti di un progetto architettonico.

La luce: tra natura, biodinamica e personalizzazione Human Aspects+Energy Efficiency=Humanergy Balance
La luce, indispensabile regolatore di bioritmi, agisce favorevolmente sull'organismo tramite la quantità di luce eterocromatica, la composizione delle radiazioni di differente frequenza e la variabilità.
"Il benessere psico-fisico deriva da quella che si può definire una "dinamica degli opposti": l'esposizione alla luce e la permanenza nell'oscurità, secondo un alternarsi ciclico giornaliero (circadiano), consente all'organismo di produrre alcune sostanze (ormoni endocrini) che hanno la proprietà di regolare, come dei direttori di orchestra, una serie complessa di processi chimico-fisici, che sono alla base delle più importanti funzioni dell'organismo umano. In questi processi compaiono altre sostanze ormonali". La deduzione sfata il mito di luce=vita presente nella quasi totalità delle culture e delle religioni, in quanto biologicamente è l'equilibrio dinamico tra luce e oscurità a determinare la vita e l'oscurità risulta determinante quanto la luminosità nella rigenerazione psico-fisica. Tutte le funzioni dell'organismo umano sono, dunque, influenzate dall'alternarsi del giorno e della notte.
Dalle ricerche è, dunque, emerso che l'uomo non ha ricettori sensibili allo spettro visibile della luce solo negli occhi. È provvisto anche di ricettori che determinano un effetto biologico: in particolare, la produzione di due ormoni, la melatonina che ci rilassa e il cortisolo che ci rende attivi.
La luminosità e la percezione della luce variano a livello sensoriale da individuo ad individuo e dipendono da vari fattori
a) da un aspetto caratteriale. Secondo il grande psicoterapeuta Lüscher, la preferenza, l'antipatia o l'indifferenza nei confronti di certe qualità di luce può rivelare con precisione i tratti di personalità, gli aspetti caratteriali e le tendenze emotive dell'individuo nei confronti della vita affettiva e di relazione.
La psicologa Angela Wright distingue:
- Le personalità solari, amichevoli ed ottimiste prediligono i toni chiari, delicati e caldi e cioè le sorgenti incandescenti caratterizzate da una luce bianco-calda (2700K). La preferenza per una certa qualità di luce sembra rappresentare una potente chiave d'accesso all'inconscio, sia nei bambini che negli adulti.
- Le personalità eleganti, fredde, equilibrate, rilassanti scelgono i colori freddi, non luminosi, ma al contempo delicati.
- Le personalità calorose, socievoli, affidabili e concrete scelgono toni caldi ma molto più intensi, luci calde (sulle tonalità del giallo-arancio) tra i 2500K e i 20000K
- Le personalità moderne e "high-tech" prediligono toni molto netti e forti, corrispondenti alla luce di tonalità bianco-azzurro (sorgenti fluorescenti spesso con una luce bianco-azzurra di 4-6000K)
b) da un'appartenenza territoriale
A nord si prediligono le tonalità calde, le distribuzioni morbide delle brillanze e tenui fotovariazioni, mentre dai paesi mediterranei si predilige una luce forte e vivace.
c) dalla funzione dello spazio in cui si trova l'utente
- negli ospedali la luce deve portare un'atmosfera serena ma stimolante
- nelle scuole e nelle sale di lettura la luce deve favorire un'atmosfera creativa
- negli ambienti di lavoro stimolare la concentrazione e l'attività
- nei musei e nelle esposizioni favorire la visione e l'esame dell'esposto senza affaticare
- nelle aree di interni destinate ad ospitare animali ricreare habitat diversi
- nei locali per attività ricreative creare un'atmosfera confortevole e favorire un uso ottimale degli spazi
- nelle grandi aree in interni come aeroporti, stazioni, ecc. un'atmosfera confortevole ma formale.
Per evitare disagi psicologici e fisiologici come la SAD (Seasonal Affective Disorder), SBS (Sick Building Syndrome) e ADD (Attentional Deficit Disorder), per incrementare il senso di benessere della persona e, di conseguenza, veicolare una forte spinta motivazionale ad esempio negli ambienti di lavoro, elevando il livello prestazionale si interviene con svariati accorgimenti che garantiscono soluzioni illuminotecniche intelligenti:
a) si cerca di migliorare la qualità della luce incrementandone l'efficienza luminosa
b) si adottano accorgimenti costruttivi per migliorare l'illuminazione
c) si selezionano materiali secondo il passaporto dei requisiti: dai sistemi più moderni per direzionare la luce alle ottime proprietà di riflessione, all'ottimizzazione del regime termico

a) La qualità della luce e la sua efficienza luminosa
- illuminazione dinamica
- illuminazione personalizzata
- sistemi di gestione avanzata
L'innovazione di maggior portata dell'ultimo ventennio è senz'altro l'illuminazione dinamica e personalizzata in quanto in grado di creare uno stimolante scenario luminoso 'naturale' controllando l'illuminazione in base alle preferenze dell'utente.
Immaginiamo di trascorrere una giornata lavorativa in uno spazio con illuminazione artificiale biodinamica.
Quali sono le reazioni del nostro corpo?
Quale tipo di luce viene richiesta per un massimo rendimento e per un minimo affaticamento da fenomeni luminosi?
Ore 09:00 - La luce diurna mattutina (alba: 4000° Kelvin) segnala al cervello di aumentare la produzione di cortisolo, l'ormone responsabile della stimolazione corporea. A quest'ora del giorno ci sentiamo attivi e non accusiamo problemi di concentrazione.
La luce bianca diurna (5600K) stimola ed energizza l'organismo umano così come anche la luce fredda e brillante innalza il livello di energia delle persone in arrivo in ufficio e regala un buon inizio di giornata.
Ore 11:00 - Durante il giorno, nelle ore di luce, il livello di cortisolo rimane sufficientemente elevato da mantenerci vigili e pieni di energia. Le forti componenti di luce indiretta, di tonalità neutra, ricordano la posizione alta del sole e creano un legame con l'esterno. Se necessario un elevato grado di concentrazione, si richiede una luce fredda ma intensa sulla scrivania o nell'area adibita allo svolgimento di determinate funzioni.
Ore 12:30 - Pausa pranzo (6000° Kelvin). La vista esterna e il contatto con la luce naturale diventa indispensabile per "staccare la spina".
Ore 14:00 - Dopo pranzo avvertiamo generalmente un senso di sonnolenza. Il livello di luminosità deve aumentare nuovamente e la luce diventare bianca fredda, per contrastare il "calo postpranzo".
Ore 15:30 - Gli intervalli di maggiore intensità luminosa aumentano l'attenzione. Un modo ideale per completare questo effetto è l'illuminazione delle pareti in tonalità diurna.
Ore 17:00 - Poco prima della fine della giornata lavorativa, il passaggio a una luce bianca più fredda rappresenta un'iniezione di energia che ci rende più pronti ad affrontare il viaggio di ritorno a casa oppure ad affrontare l'ultimo meeting o l'ultima performance della giornata. Per si chi trattiene fino a tardi al lavoro, la luce bianca calda (3000K) crea una piacevole atmosfera domestica trasmettendo un senso di calore che ricorda quello del sole al tramonto. L'illuminazione generale calda di media intensità, abbinata a un'illuminazione d'accento, crea un'atmosfera fresca e rilassante che ricorda i toni del tramonto (2000° Kelvin).
Ore 20.00 - Si continuano a prediligere toni caldi, e si consuma una cena la lume di candela (1700° Kelvin) Per prepararsi al riposo notturno, la luce emozionale colora la sala da bagno di un riposante blu, uno stimolante rosso o un rallegrante verde, oppure in tutti questi colori alternati,e incrementa il potenziale distensivo di un'immersione in un bagno.
Ore 03:00 - L'assenza di luce naturale innalza i livelli dell'ormone della melatonina nell'organismo umano. Per questo, chi svolge turni notturni accusa un senso di sonnolenza, unitamente a un drastico calo del livello di concentrazione verso queste ore della notte. A partire da alcune ricerche scientifiche avviate da laboratori universitari, gli architetti Douglas Skene e Piera Scuri hanno creato un sistema computerizzato sviluppato con il supporto di Spazio S.a.S. di Milano, il CNR (Centro Nazionale Ricerche), il Lighting Research Center del Rensselaer Polytechnic Institute di Troy (New York) e la Futuro di Firenze basandosi su una nuova concezione della luce artificiale che considera non solo la funzione visiva della luce ma anche quella psico-fisiologica. Sivra è il primo risultato di un lavoro iniziato nel 1988 finalizzato alla soluzione di alcuni problemi d'illuminazione presentati dalle sale controllo Himont e Enichem negli impianti chimici di Ferrara. In seguito modificato e perfezionato, Sivra è un sistema a luce dinamica in grado di produrre stimoli luminosi e di creare un ritmo temporale anche negli ambienti artificiali e una luce biologico-dinamica che cambia intensità e colore col passare delle ore; può raggiungere livelli di illuminamento anche molto elevati.
Nel programma My White Light approntato da un gruppo di studio multidisciplinare coordinato dall'Architetto Carlotta de Bevilacqua e dal Professor Paolo Inghilleri dell'Università degli Studi di Milano, l'iniziale ricerca di personalizzazione trova nel colore una prima risposta alla necessità dell'individuo di crearsi un ambiente luminoso ad hoc nonché di supporto allo stato di benessere psico-fisico e di gratificazione ludica (Metamorfosi) raggiunge una maturità progettuale nei contenuti di "THE HUMAN LIGHT" e trova una seconda declinazione nel progetto A.L.S.O. dove la ricerca si estende anche ad altre variabili relative all'ambiente quali suono e qualità dell'aria. Il progetto Luxerion presentato al Light & Building di Francoforte 2008 con il motto "la luce che respira" introduce il concetto di apparecchi multifunzione in grado di integrare illuminazione e trattamento dell'aria. Michele De Lucchi, Karim Rashid e Alessandro Pedretti-Studio Rota & Partners regalano nuove forme ad impianti di depurazione dell'aria e alle cappe aspiranti. I vantaggi dell'illuminazione personalizzata sono la possibilità di regolare il livello luminoso e la temperatura di colore in base alle preferenze dell'utente, un numero di scenari preimpostati con temperatura di colore e livello luminoso predefiniti, la possibilità di controllo separato del livello luminoso e/o della temperatura di colore per impostare l'illuminazione in base alle proprie preferenze. La regolazione da parte degli utenti avviene mediante sistemi remoti:
-tramite telecomando
-tramite pannello di controllo
-tramite interruttore a radiofrequenza
-tramite e-mood collegato ad un sistema dati BUS (binary unit system)
I moderni sistemi di alimentazione elettronica per sorgenti luminose si basano sul nuovo standard internazionale di comunicazione digitale DALI (Digital Addressable Lighting Interface). Con il cablaggio tradizionale, anche se integrato con la diffusa interfaccia analogica 1-10V, difficilmente il sistema di controllo potrebbe rispondere ai requisiti richiesti attualmente dimostrandosi poco flessibile (limitazione nelle accensioni, ecc.). Per questo, finanziato da gruppi leader del settore, è stato sviluppato un sistema ad "intelligenza distribuita"; in altri termini, i valori di emissione luminosa di differenti scenari illuminotecnici e il raggruppamento delle diverse sorgenti luminose sono memorizzate negli alimentatori elettronici. Il sistema ha solo la funzione di richiamare determinati scenari. Mentre l'EIB (European Installation Bus) e il LON (Local Operating Network) sono sistemi che coprono completamente tutte le funzioni necessarie per la gestione di un edificio consentendo il controllo di illuminazione, impianti di riscaldamento, di aria condizionata e di climatizzazione, il DALI punta alla gestione dell'illuminazione relativa all'ambiente da illuminare favorendo una riduzione dei costi. A tali caratteristiche si accompagna anche l'importante funzione di ottimizzare i consumi energetici.
I pannelli di controllo di nuova generazione sono spesso dotati di Smart Card disponibile con programmi personalizzati, regolazione manuale della temperatura colore e dell'intensità luminosa, riproduzione e controllo della luce naturale (ad es. i pannelli Light Equalizer). La gestione della luce induce a risparmiare in teoria fino al 60% di energia con un solo impianto che sfrutti l'incidenza della luce diurna regolando di conseguenza quella artificiale. E basterebbe installare un sistema di comandi orari e segnalatori di presenza che spengano la luce nei locali vuoti per risparmiare fino al 30%. La gestione della luce artificiale comporta anche la possibilità di creare scenari luminosi, sistemi modulari plug&play lasciano spazio ad ogni idea creativa sulla luce offrendo una valida alternativa all'illuminazione tradizionale soprattutto in ambienti di piccole dimensioni e con destinazioni particolari come ad esempio sale riunioni, reception, zone wellness, negozi o showroom.

b) Accorgimenti costruttivi per la regolazione e la direzione dei fasci di luce
Lo studio e la progettazione dell'illuminazione naturale o "daylighting" è sicuramente la sfida del prossimo decennio. L'illuminazione naturale degli interni è, di solito, dovuta a tre componenti: la luce diretta del sole, la luce proveniente dalla volta celeste e la luce proveniente per riflessione dalle superfici interne ed esterne. L'illuminazione così composta è contrassegnata da variabili che vanno considerate nel corso della progettazione degli ambienti interni e si ottiene facendo penetrare la luce fondamentalmente in tre modi:
-"Toplighting"
-"Sidelighting"
-"Lightshelves" e "Corelighting"
Nel primo caso la luce entra dall'alto tramite lucernari, cupolini e shed. In questo settore, i sistemi avanzati di prefabbricazione attualmente sono in grado di realizzare finestre a nastro senza soluzione di continuità con luci di utilizzo fino a 30 ml. Questo tipo di copertura permette di utilizzare l'illuminazione naturale durante tutte le ore del giorno anche in capannoni di ampie dimensioni.
Nell'edilizia residenziale o assimilabile, la finestra da tetto evolve andando a dotarsi di requisiti che soddisfano la casa clima oro nella zona più fredda F con un Uw pari a 1.0. Inoltre, puntando molto anche al settore sicurezza, alcuni produttori si sono dotati di sistemi antieffrazione composti di triplice blocchetto di chiusura in acciaio con serratura posizionati sul battente, cornice fermavetro rinforzato in acciaio e vetro interno stratificato antivandalismo. Nelle finestre da tetto vengono applicati vetri autopulenti che per loro funzione garantiscono oltre ad un effetto estetico migliore anche un maggior ingresso di luce.
L'involucro dell'edificio è la pelle da cui permea luce negli spazi interni. L'incidenza laterale della luce richiede elementi di fotocatalizzazione come i davanzali riflettenti ma al contempo anche di controllo e selezione solare:
- frangisoli e lamelle orizzontali nei materiali più svariati (dall'alluminio riflettente al vetro)
- aggetti come balconi o sovrapposizione di pannelli fotovoltaici di difficile integrazione soprattutto in edifici sottoposti a vincolo
- persiane, avvolgibili all'interno, nell'intercapedine o all'esterno del vetro
- tende esterne o tessuti
Il Sino Italian Ecological and Energy efficient Building l'edificio che ospiterà dipartimenti e laboratori per la ricerca in campo energetico a Pechino con progetto architettonico firmato da Mario Cucinella e supporto ingegneristico del Politecnico di Milano/Favero & Milan è stato significativamente ribattezzato "edificio-foglia" in virtù della sua capacità di utilizzare e trasformare la luce in energia solare. Le facciate sono state progettate tenendo conto della forma dell'edificio e delle particolari condizioni climatiche del sito con caratteristiche differenziate a seconda dell'esposizione: pelle unica con parapetti che fungono da barriere isolanti a nord, un sistema a " doppia pelle" per le facciate esposte ad est ed ovest,- un sistema a "doppia pelle", a ventilazione naturale, con trasparenti lamelle esterne regolabili; un'unica pelle per le facciate esposte a sud con strutture a sbalzo (terrazze giardino) per la protezione dai raggi solari, sulle quali trovano spazio oltre 1000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che assicurano la maggior parte della richiesta elettrica interna, esempio di applicazione integrata di pannelli fotovoltaici in facciata.
Nel campo dei tessuti per l'architettura, l'evoluzione delle tende applicate esternamente ha portato alla proposta da parte delle aziende di tessuti selettivi, di forma e cromie accattivanti. Il tessuto Soltis® (disponibile in una gamma di 23 colori) usato nelle schermature applicate al Paul Klee Museum associa idealmente protezione solare e passaggio della luce del giorno ed elimina sino all'86% dell'irraggiamento solare. Grazie a queste caratteristiche contribuisce a creare un'atmosfera di luce di qualità e a gestire al meglio l'edificio dal punto di vista termico. Offre maggiore visibilità verso l'esterno ed uno straordinario comfort visivo.
Non c'è dubbio poi che la parte trasparente dell'involucro abbia subito negli ultimi decenni un input innovativo senza paragoni.
L'evoluzione ha toccato:
1) a tipologia di lastre
2) il settore dei film e delle applicazioni alle lastre
3) serramenti
Il requisito della selettività del vetro ha trovato sicuramente una componente ad ampio spettro di funzionalità nei vetri serigrafati laccati a fuoco in quanto oltre alla flessibilità di processo (ad es. possibilità di serigrafia parziale, ecc) non compromette in modo decisivo la trasparenza. Le lastre prismatiche integrate in aree limitate di finestratura per l'elevato costo consentono di riflettere verso l'esterno o contro il soffitto la luce del sole ma di lasciar permeare la luce diffusa dell'atmosfera.
Gli LCP o Laser Cut Panels riflettono il sole con l'ausilio di minuti tagli ricavati a laser nelle lastre di vetro acrilico, mentre gli HOE, elementi ottico-olografici sono composti di un film olografico disposto in vetro stratificato per deflettere la luce.
Un paragrafo particolare va dedicato alle finestre, occhi dell'edificio che permettono l'illuminazione e l'areazione degli ambienti; la loro capacità di far fluire la luce all'interno dell'edificio è data da vari fattori, la forma il vetro, il profilo e la posa del serramento.
La forma è determinata spesso da scelte puramente di design o da normative edilizie, mentre sarebbe preferibile avvenisse tenendo conto dell'esposizione al sole e di esigenze reali, non da consuetudini.
Se osserviamo le aperture delle facciate degli edifici costruiti fino agli inizi del secolo scorso, generalmente tendevano a catturare molta più luce, i serramenti enfatizzavano la verticalità permettendo in tutte le ore e stagioni un'ottima trasmissione dei raggi solari, rendendo le abitazioni al loro interno meno anguste. Ora, la tendenza a costruire con luce netta fra solai 270 cm e a costipare arredi negli interni rendono poco luminosi gli ambienti. Altro elemento rilevante è il vetro che dovrebbe essere extrachiaro (vetri di ultima generazione) visto che il vetrocamera composto da vetri accoppiati con plastico di forte spessore limita e riflette parecchio la luce. Elemento non meno importante è la tipologia del profilo del serramento che può essere in PVC, legno, alluminio e acciaio; minore è la sua dimensione a vista, maggiore è la trasmissione luminosa. I materiali ferrosi si sposano bene a tal proposito visto che le dimensioni dei profili possono essere molto ridotte grazie alla loro robustezza e con i quali si possono realizzare finestre di ampie dimensioni anche ad un'unica anta. A migliorare la trasmittanza luminosa soprattutto nei profili in acciaio intervengono, i bordi arrotondati, poche linee di costruzione, il materiale omogeneo, le superfici più lucide. A tal proposito profili verniciato bianco o meglio in acciaio inox riflettono la luce anche del 55%. Infine, la posa del serramento gioca un ruolo importante: se cassa e telaio vengono nascosti all'esterno, incassandoli nel muro, si sfrutta al massimo la dimensione delle aperture.
Nell'ambiente ufficio due grandi innovazioni consentono di eliminare barriere visive e alla luce in particolare in spazi di vasta metratura. I serramenti tagliafuoco di dimensioni ridotte abbinati a vetri idonei risolvono la questione delle porte tagliafuoco ora assimilabili con tutti gli altri serramenti dell'edificio, in armonia estetica ma ottemperanti alle nuove disposizioni per la sicurezza agli incendi in vigore da maggio 2007. Si tratta di sistemi integrati di profili, guarnizioni e accessori per la costruzione di porte, fissi e compartimentazioni con caratteristiche di resistenza al fuoco E30, EW60/90.
I profili in metallo sono dello spessore di 15/10 o 12/10 e sono ottenuti tramite profilatura a freddo di nastri in acciaio zincato, acciaio inox Aisi 316 e 304 e acciaio corten. Il sistema prevede l'utilizzo di speciali guarnizioni e accessori intumescenti che garantiscono anche le prestazioni di permeabilità all'aria e all'acqua.
Mentre aziende all'avanguardia hanno inserito programmi di pareti "frameless" che celano completamente il profilo integrandolo a soffitto e a pavimento e cablandolo ad un sistema d'illuminazione integrato. Le pareti acquisiscono assoluta trasparenza con sistemi come il gx2 voluto da Italo Rota per l'allestimento di alcune sale alla Triennale di Milano.
In ultima analisi, il "Lightshelves" e il "Corelighting". Svariati sono i progetti di ricerca attivati negli ultimi anni a tema di captazione solare tramite tunnel: la diffusione si deve alla disponibilità sul mercato di componenti ottici innovativi e materiali speciali che aumentano le prestazioni complessive di captazione e trasporto. Progetti come "Antelio", progetto cofinanziato dalla Commissione Europea, progettano, realizzano e monitorizzano prototipi destinati ad innescare l'evoluzione di prodotti finiti sul mercato.
Un ruolo fondamentale nella captazione tramite tunnel è il processo cui viene sottoposto l'alluminio sottoposto alle seguenti fasi di trattamento:sgrassaggio, brillantatura, decapaggio, ossidazione, colorazione e fissaggio. La brillantatura, in particolare, è un processo irrinunciabile nel trattamento di alluminio per illuminotecnica, o comunque se si desidera ottenere i migliori risultati per quanto riguarda la riflessione totale e speculare. È un'operazione che mira a rendere vivamente riflettente la superficie mediante l'asportazione selettiva dei microscopici "picchi" responsabili della rugosità del metallo base; ovviamente,
fornisce risultati migliori quanto più alta è la qualità della finitura del materiale grezzo. Le pellicole ottiche del sistema Lighting collegate a un impianto di illuminazione artificiale variabile con regolazione automatica, consentono ad esempio di progettare, combinando luce artificiale e luce naturale, sistemi integrati di captazione e trasporto della luce naturale con buoni livelli di uniformità.
Il sistema tecnicamente è costituito da una guida ottica di lunghezza variabile (Light Pipe), con un involucro trasparente in policarbonato e, lungo la superficie interna, una pellicola a microprismi 3M Optical Lighting Film (Olf) realizzata con la tecnologia della microreplicazione. Si tratta delle nuove pellicole prismatiche (Olf) e multistrato a specchio (Vmf) che permettono di distribuire, direzionare, uniformare, guidare e miscelare sia la luce naturale sia quella artificiale, raggiungendo livelli di omogeneità, flessibilità e design impensabili fino a poco tempo fa.
La superficie della pellicola si comporta in pratica sia come specchio riflettente, sia come pellicola trasparente e grazie a queste caratteristiche trasporta la luce in modo uniforme e soffuso, senza la produzione di ombre e a temperatura ambiente.
Il risultato è una fonte di luce molto simile a quella prodotta dal sole, con una superficie emittente fredda, una forte riduzione dell'abbagliamento, il massimo comfort visivo e la riduzione sia dei costi di installazione e manutenzione, sia del consumo energetico. Ci sono poi fotocondotti, dove la luce del sole raccolta da eliostati (specchi controllati da dispositivi computerizzati) o concentrata per mezzo di specchi o lenti è convogliata verso l'interno dell'edificio.
Le colonne di luce create da James Carpenter e Davidson Norris raggiungono un'altezza di 36 metri e costituiscono opere di grande interesse non solo per lo studio della captazione luminosa e per il suo effetto funzionale ma anche per il virtuoso percorso e per la poetica modulazione della luce.
Un eliostato mobile collocato sulla copertura "segue" il sole e deflette la luce attraverso uno specchio all'interno di un'anima di vetro dove i singoli elementi prismatici la riflettono verso il basso.
Infine, un sistema molto innovativo è quello di far arrivare la luce naturale all'interno con le fibre ottiche: il sistema è costituito da una serie di lenti di Fresnel che filtrano la luce solare captata da un eliostato che, grazie ad una cellula fotosensibile, un motore ed un minicomputer, è in grado di seguire il sole dall'alba al tramonto. Anche l'uso di "litrium" ovvero light+atrium, cioè un atrio la cui superficie decresce con la quota è ideale a garantire più luce ai piani inferiori e si rivela un elemento architettonico di ampio uso nell'architettura sostenibile

c) I materiali di nuova generazione e prodotti alternativi di design
Materiali e coating: la selettività e i requisiti di nuova generazione
Nel paragrafo precedente si accennava alla grande evoluzione seguita dal settore dei films e delle applicazioni che ha incrementato notevolmente la diffusione del daylighting. Dai pannelli prismatici realizzati con vetro, policarbonato, materiale acrilico o poliestere, ai films olografici, ai rivestimenti a comportamento angolare selettivo che hanno la proprietà di modificare il valore di trasmittanza del vetro a seconda dell'angolo di incidenza della radiazione diretta, sino ai microreticoli riflettenti ovvero griglie tridimensionali spessi 16mm con rivestimento di alluminio puro altamente riflettente.
I materiali isolanti trasparenti (TIMs) sono un'altra frande innovazione di questi ultimi anni; consentono la diffusione della radiazione solare ed impediscono la penetrazione dei raggi abbaglianti; sono costituiti da materiale solido trasparente a bassissima densità chiuso tra due lastre di vetro o tra due lastre acriliche trasparenti a causa della sua scarsa resistenza.
Ed infine, citiamo i materiali cromogenici, costituiti da una struttura multistrato realizzata con materiali ad alta tecnologia che hanno la capacità di variare le proprie caratteristiche di trasmissione ottica, ed in particolare la trasmittanza, al variare della radiazione solare incidente (fotocromici), della temperatura (termocromici) o all'applicazione di un campo elettrico esterno (elettrocromici).
In particolare, i coating per vetro depositati tramite processo a freddo sottovuoto spinto (polverizzazione catodica) o in linea (processo a caldo) tramite polverizzazione di alcune sostanza liquide o distribuzione di un mix di sostanze gassose (Chemical Vapour Deposition) consentono la produzione di vetri ad alta prestazione come i vetri magnetronici, quelli pirolitici, quelli fotocataliciti e idrofili (autopulenti).
Materiali e di prodotti per l'edilizia
Novità tra gli stucchi epossidici che alle peculiarità tecniche e funzionali aggiungono luminosità, brillantezza e raffinatezza. Grazie alla particolare lavorazione dell'impasto, un prodotto come Skycolors Shine rende unico e prezioso qualsiasi design ed è particolarmente indicato per centri wellness, piscine, bagni, centri termali e ambienti che necessitano di un'alta igienicità o, comunque, ambienti che richiedano una fuga inassorbente e resistente alle aggressioni chimiche.
Le 24 gradazioni cromatiche già disponibili, vengono integrate con quattro nuove brillanti e uniche tonalità: Oro, Argento, Madreperla, Polvere di stelle.
Pavimenti come lastre di luce
L'innovazione porta luce anche nella materia e "trasforma le piastrelle" di un pavimento in corpi illuminanti in grado di generare tramite tecnologia RGB 16,5 milioni di colori. Lumiled è un apparecchio che funziona a bassa tensione con 56 Led da 0,37 watt. La cornice frontale è in acciaio Inox AISI316 satinato spessore 8/10, la superficie centrale è in vetro temperato calpestabile, l'apparecchio ha grado di protezione IP67 e classe di isolamento III. Inoltre il dispositivo è a norma CEI EN60598-1. Per la posa in opera viene utilizzato un collante in pasta, costituito da resine elastomeriche poliuretaniche.
La tecnologia si riflette anche in Luminar, lastra che trasmette un sapere tecnologico proponendo una soluzione innovativa, che permette alla luce di riflettersi sulle lastre in qualsiasi condizione: in piena luce, in ombra e anche al chiaro di luna.
La superficie del materiale è sormontata da una serie continua di incisioni circolari concentriche: il risultato è una superficie lucida e riflettente, anche grazie ad una lavorazione particolare applicata al porcellanato tecnico, trattamento che garantisce risultati esteticamente superiori.
Controsoffitti
Tra i componenti d'interni, si distinguono controsoffitti standard di grande pregio estetico con eccellente assorbimento acustico ed un'elevata riflessione della luce (~ 90%), che contribuiscono a favorire il risparmio energetico ma anche elementi architettonici a soffitto che grazie ad avanzate tecnologie di specchiatura dell'alluminio consentono la diffusività della luce. Il soffitto teso è invece costituito da una lama in materiale polimerico morbido tesa da muro a muro, fabbricata su misura alle dimensioni e forme della stanza e fissata con dei profili. La tecnologia consente una diffusione morbida della luce.
Elementi e componenti illuminotecnici.
La nuova famiglia di LED high-power OSTAR® è un esempio straordinario di innovazione tecnologica pronta per la prassi. Disponibili in versioni a 4 o 6 chip connessi in serie, con o senza ottiche integrate, i nuovi LED high output OSTAR Lighting hanno livelli di efficienza luminosa sempre più spinti. La versione a 6 chip è in grado di generare 420lm con una corrente di funzionamento di 700mA. I nuovi LED, si presentano in una nuova forma esagonale che permette assemblaggi ad alta densità di componenti. Utilizzando OSTAR® Lighting è stato realizzato COINlight® OSTAR®, versatile spot per luce d'accento.
La sua elevata efficienza è il risultato della tecnologia thin film che permette di sfruttare quasi tutta la luce generata internamente. Questo piccolo spot ha una potenza nominale di 10W.
LED ceramici di grande potenza, in grado anche di essere comandati remotamente in modo da seguire il mutare delle stagioni: per sottolineare la fioritura oppure i colori dell'autunno, vengono usati nel Progetto 4seasons che si articola in una collezione di lampade da esterni che hanno una specifica vocazione e specializzazione nell'illuminazione di giardini e di piante. Si tratta di una serie omogenea di apparecchi dotati di differenti e particolari performance luminose, che hanno in comune la particolarità di illuminare ed ombreggiare contemporaneamente.
Estremamente adatto a valorizzare gli ambienti verdi naturali e i parchi, il Progetto 4seasons si basa su un sistema di focalizzazione che proietta - contemporaneamente ai fasci luminosi - ombre, differenti tra loro e a seconda dell'effetto che si vuole ottenere: questa integrazione luce - ombra deriva da uno studio sulla luce naturale e sulla visione umana. Con 4 seasons si può forzare un colore di fioritura accentuando la saturazione del punto di colore del fiore oppure si possono costruire scenografie fortemente innaturali.
Ad esempio colorando di blu un albero spoglio durante l'inverno.
Il progetto è stato ideato dagli architetti e ligthing designers Serena Tellini e Francesco Iannone.

Conclusione
Nell'intimità della sua camera, Luca Ronconi non smette i panni del regista e può chiedere alla realtà di farsi rappresentazione. Basta un gesto, e dalla "finestra" sorge un'alba pallida, che a comando si fa aurora, e via via mattino di sole o pomeriggio di temporale, fino ai tramonti, alle luci della sera e alle notti di luna piena. Se invece ci svegliamo nella notte, basta invocare "acqua!" e il comodino colora la brocca di una luce fresca.
Possiamo dissetarci senza rovesciare il bicchiere.
La camera del regista prevede anche una luce per alzarsi da letto. Così chiamando "Porta" un led ellittico disegnerà un taglio di luce bianca sulla soglia senza costringerci a cercare a tentoni un interruttore. Con la luce, dove finisce la realtà inizia la finzione e viceversa. E questo lo potremo sperimentare tutti in Hotel con la daylighting experience, uno scenario che varia solo sfiorando con le dita il vetro della finestra.