Luci a Marghera

Un’iniziativa internazionale propone, per la terraferma veneziana da bonificare, un nuovo complesso polifunzionale caratterizzato da un alto edificio splendente, progettato con avanzati criteri di eco-sostenibilità, e dalla creazione di un grande parco che metta in comunicazone Mestre e Marghera

di Pietro Cremona

Vista generale del progetto

Il progetto “Palais Lumière” per Venezia-Marghera, nato da un concept di Pierre Cardin, rappresenta una particolare proposta di recupero e valorizzazione urbano-paesaggistica di un’area produttiva dismessa oggi altamente degradata.

Vista del Palais Lumière verso Venezia

L’intervento accompagna l’erezione di una grande torre vitrea alla bonifica del suoli e delle acque, con la piantumazione di un grande parco e la realizzazione di nuove connessioni viarie, quasi rifacendosi all’idea originaria che voleva fare di Marghera una città-giardino, attraverso la ricucitura dello strappo esistente con il contiguo tessuto urbano di Mestre. L’aspetto visivo emergente è l’articolato grattacielo, previsto con un’altezza massima di 255 metri distribuiti su 65 livelli; la struttura è composta da sei elementi a disco sostenuti da tre torri  disposte a raggiera, una conurbazione verticale destinata a una miscela di residenze, alberghi, ristoranti, attività direzionali e commerciali, centri di istruzione e ricerca, congressistica, teatri e impianti sportivi, per una superficie complessiva di circa 250mila mq in costante relazione ottica con la città storica.

Schizzo ideativo di Cardin

Le torri sono orientate con un’inclinazione reciproca di 120° e hanno una larghezza variabile (massimo 30 m) per consentire una distribuzione interna idonea alla variegata destinazione d’uso: la torre più alta è ruotata di 55° in senso orario rispetto al nord geografico in modo che  la bisettrice tra questa e la vicina coincida con la direzione di Venezia insulare.

Pianta della torre a livello di uno dei dischi
Esempio di allestimento residenziale di un’ala del grattacielo
Lay-out a uffici del 52mo piano di una delle torri

Il grattacielo è concepito per rimanere stabile anche nello scenario eccezionale di disconnessione in un punto tra torre e disco. I dischi di collegamento sono perciò dimensionati per resistere alle sollecitazioni gravitazionali e bilanciare le eccentricità dei carichi verticali, lavorando come bielle in trazione o compressione; poggiano sia sulle strutture verticali delle  torri sia sulle “mega colonne” che ospitano gli ascensori panoramici di collegamento interpiano.

L’edificio vitreo dalla darsena

Il complesso si presenta come un continuo fluire di superfici vitree, costituite da un doppio involucro a bassa emissione caratterizzato da un sistema di schermatura solare a polarizzazione elettrica anti-effetto serra.

L’effetto notturno dell’involucro cristallino

Il fabbisogno energetico dell’edificio è garantito dall’integrazione fra sistemi produttivi di energia rinnovabile e impianto geotermico di climatizzazione la quale assicura, al contempo, efficienti processi di ricambio d’aria per via dello sfruttamento dei flussi termici ascendenti generatisi all’interno dei corpi verticali. La scelta di rivestire con pannelli fotovoltaici ogni possibile superficie esterna del palazzo, per un totale di  38mila mq, permette di ottenere una produzione di energia elettrica complessiva stimata pari a 3,73Gwh e di evitare l’immissione in atmosfera di circa 2mila tonnellate l’anno di anidride carbonica; nel nucleo tra le torri sono alloggiate sei pale eoliche ad asse verticale che consentono un’ulteriore produzione energetica annua di circa 6 Gwh. Alla riduzione dell’impatto ambientale contribuisce inoltre il trattamento dei rifiuti, attraverso un sistema integrato di differenziazione che ne consente  l’immediato riciclo.

Prospettiva dall’accesso al nuovo parco naturale

STUDIO PIERRE CARDIN E STUDIO ALTIERI

Pierre Cardin, celebre creatore di moda e di oggetti, parigino nato a San Biagio di Callalta, ambasciatore onorario dell’Unesco e componente del consiglio di amministrazione del  Comitato francese per la salvaguardia di Venezia, è l’autore del concept dell’edificio, sviluppato, sotto il profilo del design, da Rodrigo Basilicati. Allo Studio Altieri di Thiene, centenaria realtà nel campo dell’edilizia e delle costruzioni civili, con all’attivo opere pubbliche e private in tutto il mondo, sono affidati l’ingegnerizzazione e il management dell’opera.

Esempio di allestimento interno
Scheda 
Committente:
Pierre Cardin
Concept e design:
Studio Pierre Cardin,
Parigi (artista Daniel You, designer Rodrigo Basilicati)
Ingegneria e management:
Studio Altieri,
Thiene (responsabile Guido Zanovello)
Energia e impiantistica:
Modutech,
Bari (responsabile Alessandro Cariani)
Uno spazio abitativo duplex

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