Milano. Il ponte di Lombardini 22 sulla Ripa di Porta Ticinese

del Il ponte sul Naviglio Grande, Milano (foto di Lombardini 22)
del Il ponte sul Naviglio Grande, Milano (foto di Lombardini 22)

A Milano, sulla Ripa di Porta Ticinese è oggi percorribile il primo dei due ponti ciclopedonali progettati nell’ambito della riqualificazione delle alzaie del Naviglio Grande e del Canale Villoresi verso il Ticino, tratti fondamentali del contesto progettuale ideato per Expo Milano 2015.
Il ponte, firmato da Lombardini 22, è situato nel cuore urbano milanese, in un’area densa di attività creative, tecnologiche, artigianali e nella quale, da molti anni, lo studio di progettazione si sta spendendo con progetti di valorizzazione.

. La struttura del ponte vista dal basso (foto di Lombardini 22)
. La struttura del ponte vista dal basso (foto di Lombardini 22)

Preziosa occasione per stabilire connessioni di qualità, tecnica ed architettonica, oltre che urbana e paesaggistica;  il ponte è il presupposto per un percorso esperienziale, che sappia fare dell’attraversamento un momento rallentato di osservazione.
I Navigli milanesi hanno, in passato, rappresentato un eccezionale sistema di irrigazione per le campagne eu una via di connessione territoriale per beni e persone; diventando, però, in epoca più recente, un elemento di divisione e di ostacolo allo sviluppo del sistema viario della città. Ora i nuovi ponti possono essere una significativa occasione di ritrovare la continuità urbana che apparteneva a Milano.

Visione aerea del ponte (foto di Lombardini 22)
Visione aerea del ponte (foto di Lombardini 22)

“Quasi tutti i ponti oggi esistenti hanno un indiscutibile valore dal punto di vista paesaggistico, storico e spesso artistico – spiega Marco Amosso, capoprogetto dell’intervento -. Ponti in pietra, in muratura, calcestruzzo o ferro rappresentano il momento storico nel quale sono stati realizzati e sono testimoni dei fatti che hanno caratterizzato la storia dei luoghi e dei milanesi.
I ponti esistenti hanno ad oggi privilegiato la navigabilitá dei Navigli: non era prescindibile. Noi pensiamo, forse, che oggi non sia piú “prioritaria” la funzione di navigazione, mentre riteniamo che la continuità urbana e la connessione ‘lenta’ di qualitá, lo sia. Abbiamo iniziato a pensare ad un nuovo ponte sul Naviglio in questa chiave. Si è pensato, all’inizio, che fosse prioritario l’attraversare. Si è così immaginato un ponte sostanzialmente in piano: la soluzione migliore del tema per una massima connessione; l’attraversamento indipendente per tutti i fruitori; il minimo impatto visivo, sia dell’attacco al suolo che del ponte stesso, oltre all’idea di una piacevole vicinanza all’acqua”.

Disegno progettuale in pianta (foto di Lombardini 22)
Disegno progettuale in pianta (foto di Lombardini 22)

Lo schema del progetto è, quindi, volutamente semplice e sfugge da sofismi strutturali. Le linee sono ispirate dall’immaginario tecnico di uno scalmo, di uno scafo da canottaggio, una lancia fluviale; ma pure la qualità tecnica dei ponti di ferro d’inizio secolo è stata riferimento del progetto. In pianta, l’impalcato superiore suggerisce la tolda di una barca, il cui profilo variabile crea al centro uno spazio per l’osservazione.

Studio assonometrico per la struttura (foto di Lombardini 22)
Studio assonometrico per la struttura (foto di Lombardini 22)

Grazie all’uso dell’acciaio, le sezioni sono snelle; mentre le balaustre, leggere e trasparenti, minimizzano l’impatto del ponte che sembra composto quasi solo da struttura e impalcato. Due scale metalliche a rampa unica sui lati contrapposti, e due piattaforme elevatrici aperte, permettono a tutti una fruizione piena ed indipendente, completando il progetto.
L’illuminazione è architettonica e integra i diversi livelli di luminosità: la luce lineare evidenzia in modo uniforme il disegno strutturale; quella radente delinea il percorso pedonale; luci ad incasso nel pavimento definiscono alcuni accenti. I sistemi adottati, tutti a led programmabili, minimizzano, inoltre, i consumi e la manutenzione.

Planimetria (foto di Lombardini 22)
Planimetria (foto di Lombardini 22)

A terra, le pavimentazioni delle piattaforme pedonali sono realizzate in granito di Montorfano e porfido della Valcamonica, mentre le piastre di ancoraggio sono in calcestruzzo con inerti a vista. Ciò realizza un sistema nuovo che è anche occasione per ripensare il livello della strada: integrando le fermate dei mezzi pubblici, occupando parte della carreggiata fino a una corretta distanza dai binari del tram e definendo aree protette dal traffico automobilistico, il ponte trova la sua completezza nell’immediato contesto urbano.

Sezione (foto di Lombardini 22)
Sezione (foto di Lombardini 22)

Il progetto è completo, ripetibile ed adattabile, non solo, ai due casi specifici dell’intervento, ma anche ad altre intersezioni future: l’idea è quella di un sistema flessibile, in grado di inserirsi in nuovi diversi contesti.

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