Morphosis: un segno organico a Metanopoli

Metanopoli è uno degli esempi più significativi di progettazione organica. Il progetto vincitore del concorso aggiunge un “nuovo segno” confrontandosi con i landmarks esistenti che già caratterizzano il luogo.

Il progetto è un vero e proprio landmark urbano che esprime quei principi di sostenibilità economica, sociale e ambientale in continuità con la tradizione voluta da Enrico Mattei, fondatore di Eni

È del 2010 l’idea di Eni di dar vita a un nuovo intervento architettonico a San Donato Milanese, quartier generale del gruppo, a testimonianza di una rinnovata attenzione all’integrazione completa fra paesaggio, architettura e territorio urbano resa possibile dai più avanzati criteri di sostenibilità.

Un’architettura dinamica che racconta la ricchezza della stratificazione geologica e la composizione del suolo-paesaggio come fonte di energia e di vita

Sono stati poco più di cinquanta i progetti presentati al Concorso Internazionale per il concept design del nuovo Centro Direzionale dell’azienda a Metanopoli. Tra questi Morphosis Architects, lo studio di architettura statunitense fondato e guidato da Thom Mayne, che si è aggiudicato il primo posto. Tra i finalisti, il gruppo capitanato da Contec Ingegneria, quello guidato da Buro Happold London, quello il cui capoprogetto è Hoc, quello con Arata Isozaki come capogruppo, quello capitanato da Mario Bellini e quello di Studio Pesson in atp con Big.

Gli edifici sono quattro torri senza angoli retti, dell’altezza massima di 45 m, sviluppati orizzontalmente e comunicanti fra loro

Si tratta sicuramente di un’occasione unica nel panorama italiano, una tappa importante che ancora una volta conferma come nel dna di Eni ci sia l’architettura contemporanea e più in generale esprime il continuo e mai interrotto impegno dell’azienda per l’innovazione e la cultura.  Il territorio di San Donato, da sempre legato all’azienda energetica fondata da Enrico Mattei nel 1953, è stato infatti negli ultimi cinquant’anni terreno fertile per eccellenti interventi di architettura moderna, banco di prova per progettisti e architetti che hanno fatto la storia della disciplina nel nostro paese. Da sempre Eni ha messo al primo posto la qualità dei propri spazi istituzionali e di lavoro, l’attenzione al territorio circostante e al contesto urbano, l’importanza del progetto a 360°, a prescindere dal proprio core business energetico.

Il lotto di intervento è delimitato a Nord-Ovest da viale De Gasperi, via Ravenna a Nord-Est, via Correggio a Sud-Est e via Vannucchi a Sud-Ovest

Il progetto vincitore esprime la volontà di Thom Mayne e dei progettisti che hanno collaborato al suo sviluppo, di rielaborare e riattualizzare il tema dell’architettura organica attraverso un’entità metamorfica e fluida che si integra totalmente con il paesaggio tanto da essere concepita come un intervento di landscape design.

Planimetria

Una vera e propria architettura-paesaggio chiamata a esprimere, attraverso un “nuovo segno” nel territorio, i valori e l’identità di Eni, quei principi della sostenibilità economica, sociale e ambientale in continuità con la tradizione del suo fondatore Enrico Mattei che metteva al centro di tutta la sua attività l’uomo, la comunità e l’ambiente.

Vista dell’intervento all’angolo tra viale De Gasperi e via Vannucchi

L’area d’intervento si colloca nell’ex-Complesso Industriale, il primo insediamento Eni realizzato a San Donato Milanese denominato “De Gasperi Est” la cui demolizione è già avviata.

Vista d’insieme da viale De Gasperi

Il lotto in oggetto è delimitato a Nord-Ovest dall’omonimo viale De Gasperi, dalla via Ravenna a Nord-Est, dalla via Correggio a Sud-Est e dalla via Vannucchi a Sud-Ovest.

Render dell’edificio in cui è situato l’accesso principale al nuovo Centro Direzionale. L’edificio riservato a Snam sarà contraddistinto dal colore azzurro del gas

Grazie al continuo dialogo costruttivo e attento con la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed Ambientali, il portale d’ingresso all’ex complesso industriale, progettato nel 1953 da Bacigalupo e Ratti, non solo diviene l’accesso principale al nuovo Centro Direzionale, ma diventa memoria attiva della preesistenza nonché elemento di dialogo compositivo con il nuovo intervento.

I brise soleil, orientabili e girevoli, seguiranno l’orientamento del sole assicurando un disegno sempre variabile alla facciata

Da qui parte l’asse distributivo dell’insediamento ed il fulcro compositivo del complesso, ulteriormente rafforzato dallo spazio della “grande corte”, che viene mantenuto e valorizzato mediante la completa conservazione del corpo porticato sul lato sinistro e dal richiamo alla memoria delle pensiline e dei collegamenti aerei preesistenti.

Snodo centrale, punto di incontro e relazione tra le varie parti che costituisco il progetto

L’uomo e la comunità sono posti al centro: la piazza diventa il cuore simbolico e funzionale del nuovo edificio, mentre le torri direzionali perdono la propria autoreferenzialità dando origine a un’architettura a prevalente dimensione orizzontale e democratica.

Il corridoio di collegamento dell’ingresso centrale

Mayne ha presentato Il progetto vincitore nel 2012, in occasione di una mostra organizzata alla Triennale di Milano nella quale sono stati esposti i dieci progetti vincitori, “È un omaggio alla ricchezza della Terra, reso attraverso un gioco di edifici e piazze disposti su vari strati proprio come gli strati tettonici che compongono la Terra”.

La grande corte centrale, cuore simbolico e funzionale del nuovo complesso

Un progetto che ha nell’orizzontalità e nella negazione di qualsiasi ordine geometrico il proprio tratto distintivo, tipico delle architetture di Morphosis, ma in questo caso anche metafora della trasformazione fluida e continua della materia in energia. Un’architettura dinamica che vuole raccontare la ricchezza della stratificazione geologica e la composizione del suolo-paesaggio come fonte di energia e di vita.

La grande corte centrale, cuore simbolico e funzionale del nuovo complesso

Gli edifici non saranno grattacieli veri e propri, ma quattro torri senza angoli retti, dell’altezza massima di 45 m, sviluppate orizzontalmente e comunicanti fra loro. Il centro direzionale Exploration & Production avrà una superficie lorda di pavimento di 65.000 mq di cui 60.000 mq per uffici e 5.000 mq per servizi, ospiterà circa 3.500 persone, una sala conferenze per 360 ospiti, una biblioteca e un ristorante aziendale.

Il complesso verrà completato nel 2015, pronto per la grande Expo di Milano.

di Sabrina Piacenza

 

Scheda
Centro direzionale Exploration & Production

Committente
Eni
Progetto architettonico
Morphosis Architects
Partner
Nemesi & Partners
Progetto strutturale
Setec Tpi
Progetto impianti
Setec Batiment
Progetto paesaggistico
Pasodoble
 
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here