Nel centenario della nascita di Lina Bo Bardi

Lina Bo Bardi nella sua Bardi's Bowl Chair
Lina Bo Bardi nella sua Bardi’s Bowl Chair

«Per un architetto, la cosa più importante non è costruire bene, ma sapere come vive la maggior parte della gente. L’architetto è un maestro di vita, nel senso modesto di impadronirsi del modo di cucinare i fagioli, di come fare il fornello, di essere obbligato a vedere come funziona il gabinetto, come fare il bagno. Ha il sogno poetico, che è bello, di un’architettura che dia un senso di libertà».

In occasione del centenario della nascita, il Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza – dove Achillina Bo si laureò nel 1939 – promuove un ciclo di eventi, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia e con la Casa dell’Architettura, per celebrare la persona e l’opera di questo grande architetto che, in modo unico, ha saputo costruire il proprio sogno poetico.

Lina Bo Bardi a Kamakura, Giappone, ottobre 1978
Lina Bo Bardi a Kamakura, Giappone, ottobre 1978

Per Lina Bo Bardi, infatti, «Il design non può esistere solo sulla carta o sullo schermo. È pensato per essere realizzato, costruito, utilizzato e vissuto. Amato, anche. È solo così che diventa qualcosa di più di un concetto o una filosofia – diventa una conversazione, un sistema vivente per migliorare la nostra vita».

Il Museo di Arte Moderna a San Paolo, progetto di Lina Bo Bardi
Il Museo di Arte Moderna a San Paolo, progetto di Lina Bo Bardi

Il Convegno Internazionale di Studi che si terrà il 4 e 5 dicembre 2014 nella Facoltà di Architettura di Roma, intende interrogare la comunità di studiosi italiani e brasiliani rispetto ai legami che uniscono le opere brasiliane di Lina Bo Bardi con gli anni della sua formazione a Roma, e della prima attività professionale a Milano.

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