Nel cuore della Milano che cambia

Snodo tra le parti storiche e quelle più nuove della città di Milano, è stata inaugurata la Piazza Gae Aulenti che, nell’area Porta Nuova Garibaldi, costituisce il cuore di uno degli interventi di riqualificazione più grandi d’Europa

Piazza Gae Aulenti il giorno dell’inaugurazione. Al centro la grande fontana circondata da una “panchina scultura”

Lo skyline di Milano è in continuo mutamento. Da qualche anno a questa parte, porzioni di città in disuso o fatiscenti sono state trasformate in eccellenze architettoniche e urbane, in complessi che guardano al futuro realizzati grazie a tecnologia e processi progettuali e costruttivi innovativi.

Una sinuosa panchina-scultura circonda la fontana. Ha una circonferenza di 105 metri ed è stata realizzata con getti prefabbricati in cemento e graniglia bianca

Intere aree urbane sono state rimodellate secondo le esigenze del vivere contemporaneo, sono state ridisegnate partendo dal sottosuolo per svettare in alto, nel cielo meneghino.

La fontana è divisa in quattro quadranti irregolari, suddivisi da altrettanti camminamenti radiali in ardesia, tre dei quali ospitano dei fori ovali con gradinate che consentono la formazione delle cascate d’acqua

E lo scorso 7 dicembre, un altro brano di città è stato restituito, trasformato, ai cittadini. Dopo anni di lavoro, che nemmeno la pesante crisi che il nostro Paese ha subito è riuscita a interrompere, ha visto la luce un nuovo spazio pubblico, un nodo importante destinato a trasformare l’intera area di Garibaldi-Repubblica, una singolare piazza urbana come a Milano non se ne erano mai viste.

In questo centro nevralgico, crocevia di infrastrutture e di identità, il primo tema per noi è stato gestire la trasformazione della città in chiave qualitativa. Per spiegare al meglio l’approccio del nostro lavoro, posso citare un nostro motto che rispecchia molto bene la filosofia dei Raggi Verdi: conosci il passato, comprendi il presente, vivi il futuro. Il secondo tema è invece legato a un bisogno strutturale di Milano: questa città altamente “mineralizzata”, ancorata a terra con i suoi solidi edifici, desidera un grande, autentico spazio pubblico nella miglior tradizione di una cultura Milanese del costruire.

Andreas Kipar, Studio Land Milano

Il quarto spicchio della fontana può essere coperto d’acqua, può ospitare getti verticali o essere prosciugato per dare spazio a eventi all’aperto

D’altra parte anche la sua ubicazione è molto particolare: è al centro dell’area Porta Nuova che vedrà lo sviluppo complessivo di 360mila metri quadrati di nuove strutture ad uso misto (tra uffici, retail e spazi culturali), divenendo così la più grande opera di qualificazione del centro della metropoli milanese.

Planimetria del progetto dei Raggi Verdi dello studio Land Milano

Un punto nevralgico per la città, essendo adiacente alla Stazione Garibaldi, importantissimo polo di mobilità che, ospitando l’alta velocità di Rfi e di Italo, oltre al Tgv francese, accoglie, incrociando anche la stazione della metropolitana e del passante ferroviario, più di 200mila passeggeri al giorno.

La piazza ritratta da Marco Garofalo nelle diverse fasi di costruzione (dal 2008 al 2011)

Significativi anche i risvolti di questo intervento per l’economia nazionale, se si pensa che attraverso la ricomposizione dei tre quartieri Garibaldi, Varesine e Isola, il progetto Porta Nuova restituirà alla città oltre 290mila metri quadri di superficie riqualificata, consentendo appalti per circa 800 milioni di euro (concentrati nel triennio di maggiore crisi) e compensando la decrescita del fatturato del settore lombardo delle costruzioni. In termini finanziari, poi, Porta Nuova prevede, sotto la regia di Hines (promotore e investitore) investimenti pubblico-privati per oltre 2 miliardi di euro da parte di importanti investitori italiani e internazionali.

La piazza ritratta da Marco Garofalo nelle diverse fasi di costruzione (dal 2008 al 2011)

Dedicata alla signora dell’architettura, Gae Aulenti, scomparsa lo scorso primo novembre, la piazza circolare ha un diametro di 80 metri che le consente di occupare una superficie di 2300 metri quadrati. Rialzata di 6 metri rispetto al piano strada, la piazza è nata dalla collaborazione progettuale dell’architetto argentino Cesar Pelli con lo studio italiano Land Milano e Edaw (ora Aecom).

La piazza ritratta da Marco Garofalo nelle diverse fasi di costruzione (dal 2008 al 2011)

La piazza è interamente lastricata in pietra di Luserna, con dettagli in lastre di Granito e Porfiroide, e ospita una grande fontana rivestita di Ardesia.

La piazza ritratta da Marco Garofalo nelle diverse fasi di costruzione (dal 2008 al 2011)

Quattro camminamenti radiali, sempre in ardesia – all’incrocio dei quali si erge il Solar Tree, progettato da Ross Lovegrove per Artemide e da questa donato alla città – separano le quattro irregolari porzioni “d’acqua”, tre delle quali sono coperte appunto da un velo d’acqua che scompare a cascata in tre grandi fori ovali mentre la quarta, rivolta verso il futuro parco, può trasformarsi a seconda delle necessità: anch’essa coperta d’acqua, o ravvivata da getti d’acqua verticali, o ancora prosciugata per dare spazio a eventi o spettacoli all’aperto. La fontana è circondata da una “panchina-scultura” di 105 metri dalle linee sinuose realizzata con getti prefabbricati in cemento e graniglia bianca. Tutto attorno, due livelli di pensiline con struttura metallica. Le più basse, che fungono da brise soleil, sono realizzate con listelli di legno o con pannelli in vetro con moduli fotovoltaici e costituiscono un porticato discontinuo e un pergolato per il glicine a fioritura estiva, mentre “l’ordine superiore” è costituito da una copertura con andamento anulare e rivestimento in vetro con celle fotovoltaiche che contribuiscono al fabbisogno energetico delle torri-quinta circolare della piazza. E al di sotto di questi porticati, che coprono i tre quarti dell’anello di circonferenza, si affacciano i negozi che contribuiranno a rendere movimentata la vita del nuovo spazio urbano.


L’Italia ha insegnato al mondo a realizzare città straordinarie e infrastrutture innovative ed è il momento di riacquisire questa nostra tradizione e trasformare il paese in uno dei laboratori di urbanistica e di architettura più importanti a livello internazionale. Questa è la visione di Porta Nuova, esempio di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato.

Manfredi Catella, presidente e amministratore delegato di Hines in italia

Dalla stazione Garibaldi, l’ingresso alla piazza avviene attraverso scale e ascensori

«Quando la densità aumenta, la qualità della vita nella città può essere misurata a partire dai suoi vuoti – commenta Andreas Kipar,   Presidente  di  Land Milano –. Insieme al sistema dei collegamenti e al futuro parco Pubblico, Piazza Gae Aulenti è uno di questi spazi di pausa nella densità del tessuto urbano,  una cerniera tra vecchio e nuovo, un segno tangibile della grande permeabilità dell’intervento. Porta Nuova si trova così ad essere un tassello cruciale lungo il primo Raggio Verde di Milano, uno degli otto tracciati verdi e ciclo-pedonali che all’interno della strategia “Raggi Verdi” innervano la città dotandola di permeabilità tra aree centrali e zone esterne e mettendo a sistema i suoi vuoti, spazi pubblici con un grande potenziale qualitativo. La strategia dei Raggi Verdi mira a contrastare lo sprawl e l’abbandono dei centri urbani, e contemporaneamente investe sull’idea di una città densa come centro di ricchezza sociale e umana, basando lo sviluppo della città nuova considerando la densificazione come uno strumento strategico per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e miglioramento della qualità di vita».

Quest’area nel 2003, quando Hines ci ha invitato a partecipare al progetto, sembrava un buco nero nel centro della città: per questo abbiamo deciso di creare un punto focale, uno snodo tra le parti storiche e quelle più nuove di Milano. Per noi è stata una bella opportunità perché abbiamo partecipato, nella capitale del design, a uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana in Europa.

 Gregg E. Jones, Pelli Clarke Pelli Architects

Una strada in pendenza connette Piazza Gae Aulenti con il rinomato Corso Como

Densificazione, permeabilità e la realizzazione di una Green City sono per Kipar gli elementi messi in atto nel Progetto di Porta Nuova cogliendo l’occasione di questa grande trasformazione per Milano che ha visto con l’inaugurazione al pubblico in una giornata molto rappresentativa per i Milanesi, qual è la festa di Sant’Ambrogio, la piazza brulicante di cittadini incuriositi e interessati a questo nuovo volto della città: «è l’idea di una città diversa, spaziosa. I milanesi hanno bisogno di camminare in piena libertà – continua Kipar – ed è questo che abbiamo realizzato. In contrappunto alla verticalità degli edifici, è l’orizzontalità degli spazi pubblici a essere preminente: una volta completate le opere, la permeabilità pedonale dell’area passerà dal 13 al 70 per cento, 2 km di piste ciclabili attraverseranno l’intervento, circa 750 alberi saranno messi a dimora. Sarà possibile passeggiare in continuità dal Duomo attraverso Brera e Corso Como fino all’Isola, sarà possibile pedalare protetti dal traffico veicolare dalla Stazione Centrale a Piazza della Repubblica fino alla Stazione Garibaldi.

Questo ampio squarcio che promette passaggi tra garage in realtà è diventata un’occasione per produrre un’opera che racconta un po’ le voci e la vita della città. Quindi è una metafora, noi sappiamo benissimo che le città non sono fatte di strade e di piazze soltanto, sono sistemi di relazioni dove le persone hanno un valore enorme.

Alberto Garutti, artista

I tubi di ottone, di Alberto Garutti, collegano i diversi livelli della piazza

La cucitura ai bordi del parco pubblico progettato da Petra Blaisse, la piazza di Garibaldi racchiusa tra le torri di Pelli, la promenade lungo gli edifici-cristallo di Kohn Pederson Fox Associates,  il giardino di quartiere al piede del Bosco Verticale di Boeri: questi i nostri quattro temi in Porta Nuova, insieme a tutto il tessuto connettivo che permette l’effettiva interazione dei diversi spazi pubblici. Questi sono gli elementi su cui abbiamo lavorato in termini di disegno urbano per la realizzazione di un importante tassello di città permeabile.

Tanto verde e tanta permeabilità pubblica si trova proprio nel centro di Milano, all’interno della vasta strategia dei Raggi Verdi che sa essere la spina di Milano, città Europea per eccellenza».

 
Gli ottoni di Garutti
Gli ottoni di Garutti
A dare il benvenuto arrivando da corso Como, è stata installata all’ingresso della nuova agorà la prima opera urbana permanente di Alberto Garutti, maestro della public art (a cui qualche giorno prima dell’inaugurazione della piazza, il Pac ha dedicato una retrospettiva).
Ai piedi dell’Unicredit Tower, che con i suoi 231 metri d’altezza è l’edificio più alto d’Italia, nel podio-cerniera tra Brera e l’Isola, ventitre tubi di ottone percorrono i quattro piani di rampe sotterranee del parcheggio, e “sbucano” da un grande vuoto per collegare tra loro, attraverso  le voci, i suoni e i rumori, i diversi livelli della città del futuro. 
 
Foto di Marco Garofalo
Calcestruzzo di qualità per una piazza d’autore
Il progetto di Porta Nuova rappresenta anche un’occasione per promuovere il tema della qualità urbana e per proporre nuovi processi di trasformazione sostenibile nelle città. Questi processi abbracciano certamente i temi di carattere urbano e morfologico ma sono fortemente legati ad aspetti di carattere edilizio, come la scelta dei materiali utilizzati da declinare e formulare per consentire la fattibilità tecnica di progetti all’avanguardia. Così, per contrastare l’alto rischio di fessurazioni collegato ai getti massivi delle platee di fondazione e aumentato, in questo caso, dal notevole spessore delle stesse, Holcim  ha formulato calcestruzzi ad hoc, attraverso una serie di test e qualifiche concordate con la direzione lavori e i responsabili di cantiere. Sono stati quindi confezionati calcestruzzi ad alta lavorabilità e basso calore d’idratazione C30/37, e C32/40 per ovviare ai problemi di fessurazione legati allo sviluppo delle alte temperature in caso di getti massivi. Per ottenere le caratteristiche necessarie sono stati utilizzati il Cem IV/A 32,5 Holcim (cemento pozzolanico) caratterizzato da un contenuto fattore clinker, aggregati provenienti dalle cave Holcim, con marcatura Ce con livello di attestazione 2+ e filler con elevate caratteristiche di pozzolanicità, proprietà che contrasta appunto lo sviluppo del calore d’idratazione e, di conseguenza, il rischio di fessurazioni e permette allo stesso tempo di aumentare l’eco-efficienza del calcestruzzo.

 di Francesca Malerba

Leggi l’articolo sull’inaugurazione della piazza Gae Aulenti

 

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