Nella rigenerazione sostenibile il futuro delle nostre città e del Paese

«La rigenerazione sostenibile della città e del territorio che rappresenta una vera e propria priorità per gli italiani e per lo sviluppo del Paese deve esserlo anche per il nuovo  Governo ed è  quindi, doveroso che questo tema sia immediatamente posto all’ordine del giorno di uno dei prossimi Consigli dei Ministri».  Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. «Non si può più indugiare – continua – ed è ormai tempo di realizzare un progetto integrato sull’habitat, capace di mettere assieme la rigenerazione degli spazi pubblici con il ciclo virtuoso dei rifiuti; il risparmio energetico e idrico con la qualità dell’architettura; la mobilità intelligente con la sicurezza delle case, dimostrando –  se mai ce ne fosse ancora bisogno – che rigenerazione e sviluppo vanno a braccetto, che un habitat migliore è anche un fruttuoso investimento economico, così come lo è in Germania, in Svezia, in Francia e in ogni altro paese civile.

Servono idonee risorse e per rendere disponibili gli indispensabili finanziamenti privati il modello di riferimento potrebbe essere quello della Cassa Depositi e Prestiti tedesca che, mettendo a reddito i risparmi energetici realizzati ha avviato  investimenti di rigenerazione urbana per 60 miliardi di euro, ricavandone anche un utile economico. Urgente poi – continua ancora – razionalizzare subito l’insieme delle norme che regolano le costruzioni, ormai incomprensibili, contraddittorie, affastellate in migliaia di regole, provvedendo ad approvare una legge urbanistica nazionale adeguata alla realtà, declinabile regionalmente, ma sulla base di un progetto complessivo per l’intero territorio italiano.

L’unica via di uscita per superare l’asfissia in cui si trova il mercato dei lavori pubblici – oggi inaccessibile, per i troppi vincoli, al 99,7% dei professionisti italiani – è quella di tornare ad una legge simile alla prima Merloni, che premi i concorsi di architettura e quindi il merito dei progettisti e non – come accade ora – l’entità del loro fatturato e la dimensione dei loro studi.

Dalla sistematica distruzione del territorio – conclude Freyrie –  dalla  indifferenza alla qualità del progetto e dalla mancanza di tutela del paesaggio e dell’ambiente  si deve uscire con idee e proposte coraggiose  ed innovative, come il  progetto “Riuso”, per la rigenerazione urbana sostenibile lanciato dagli architetti italiani insieme ad Ance e a Legambiente e Urban Pro  “Patto per le Città” sottoscritto insieme a Confcommercio e Union Camere».

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here