| Nuovo parco al Portello, Charles Jencks e Andreas Kipar | |
testo e immagini a cura di Carlotta Eco |
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SCHEDA PROGETTO
Titolo: Nuovo parco urbano dell'area Nuovo Portello a Milano Il contesto Sull'ex area industriale milanese del Portello sorgono ora le colline verdi di un nuovo parco urbano. Progettate da Charles Jencks e Andreas Kipar, esse sorgono sulle macerie della vecchia fabbrica dell'Alfa Romeo e sono costituite dal materiale di scavo di nuove costruzioni. La proprietà (Auredia s.r.l) ha infatti deciso di creare un parco in verticale per risolvere l'oneroso problema dello smaltimento delle macerie e delle enormi masse di terreno di risulta. Per questo, è stato stipulato un accordo con il Comune di Milano (un piano integrato di intervento PII) che, in cambio di uno sconto sugli oneri di urbanizzazione, prevede che la società ceda una parte del terreno e prenda in carico la realizzazione del parco pubblico. inserimento progetto nel fotopiano (3) vista dall'alto della colllina a "s" (4) Le curve di Charles Jencks Per il disegno del parco è stato chiamato l'architetto-paesaggista inglese Charles Jencks, sin da subito affiancato da Andreas Kipar (Land srl). Insieme, i due hanno sviluppato sino agli esecutivi il progetto. Jencks, rispondendo a un desiderio del committente e in linea con la sua poetica, ha voluto tradurre i concetti di velocità e dinamicità della città nelle forme di un paesaggio artificiale. Il risultato è una composizione che si basa su tre colline. Due di esse, deformate e allungate, confluiscono l'una verso l'altra sino a creare un rilievo a forma di "s"; la terza, alta 22 metri, è di forma conica e, dalla sua base, partono due percorsi disposti a elica in modo che si possa risalire e poi riscendere la collina percorrendo due vie separate. I tre elementi racchiudono uno spazio interno (con un laghetto), che diviene così un luogo silenzioso e protetto dai rumori del traffico dalle grandi barriere acustiche verdi. A lato dell'area, un piccolo hortus conclusus - pensato soprattutto per i pazienti del vicino ospedale affetti dalla malattia di Alzheimer - introduce la visita al parco più grande. Nel suo insieme, il tema del percorso vuole richiamare il concetto di tempo rappresentato con allusioni simboliche e aforismi incisi all'interno delle pavimentazioni oltre che attraverso la presenza di una gran varietà di essenze distinte per periodo di fioritura. Bonifica e movimenti di terreno Le movimentazioni di terreno sono state precedute dalle operazioni di bonifica e di trattamento dei detriti dei padiglioni dell'ex Alfa Romeo. Opportunamente frammentati e separati, i detriti hanno costituito il substrato di base per rialzare l'intera area-parco di tre metri rispetto al livello stradale. A questo scopo è stato per primo costruito un recinto, un muro di cemento armato che corre lungo tutto il perimetro, in grado di contenere i detriti e la terra. riempimento del muro (3), il muro finito visto dalla strada (4) Tre aree tre tempi Il cantiere è stato suddiviso in tre fasi d'intervento; il primo step è stato realizzare il giardino pensato per gli anziani, oggi terminato e rigoglioso; la seconda fase di intervento ha coinvolto l'area più grande delle tre colline, e il suo completamento è previsto per il 2009. L'apertura del parco e del giardino è vincolata, purtroppo, al completamento della terza area, che prevede la realizzazione di un sottopasso stradale e la creazione dell'unica strada d'accesso per i veicoli al parco. Terre armate La tecnica di costruzione delle colline artificiali, una volta reperito il materiale, è abbastanza semplice. Il terreno, previamente selezionato, setacciato e miscelato a seconda delle varietà presenti sull'area, è stato raccolto in cumuli per mezzo delle scavatrici. Nel caso la pendenza dei cumuli superi i 30 gradi si rende necessario un rinforzo delle terre. Questa viene disposta a strati, circa ogni 50 cm, e coperta con teli di tessuto non tessuto per contenere la terra. Il lavoro dei topografi ha permesso di tracciare le curve e le inclinazioni, esattamente secondo le linee di progetto, per mezzo di una "stazione totale": uno strumento al laser per le misurazioni altimetriche. Particolare attenzione è stata dedicata alla logistica dei percorsi e delle piste per i mezzi pesanti (camion e scavatrici) creati per raggiungere le parti alte delle creste. Una volta completata la forma della collina hanno dovuto retrocedere chiudendo per sempre la strada ai veicoli. sezione della collina armata (4) Idrosemina Una volta creata la struttura delle colline in terra armata si è passati all'idrosemina, il sistema che premette di spruzzare sul terreno una miscela liquida costituita da sementi per prato, collante naturale, materiale inerte e colorante. Irrorata la terra con il sistema di irrigazione si è attesa la crescita dell'erba, che nel giro di un mese, ha dato i primi risultati. Per raggiungere, nel giro di circa tre anni, la piena maturità del prato sarà necessario ripetere l'idrosemina alcune volte. Parallelamente all'idrosemina sono iniziate le prime piantumazioni fra le quali anche quelle di essenze, in particolare aceri e platani, provenienti dalla Banca del Verde (l'onlus che si occupa di qualità del verde urbano). Manutenzione La particolarità del nuovo parco, costituito da verdi scarpate e da pavimentazioni di materiali di tipo diverso (levocell, rizzarda) rappresenta per l'amministrazione comunale una sfida dal punto di vista della gestione e della manutenzione. Sarà necessario istituire una squadra di operatori specializzati e soprattutto acquisire macchine in grado di "mantenere in forma" le colline. i primi tagli d'erba (3,4) |
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