marazzi stabilimento fiorano modenese

Nuovo stabilimento produttivo per Marazzi

Ha una capacità produttiva annua di oltre nove milioni di metri quadri di grès porcellanato. È il nuovo stabilimento di Marazzi, inaugurato nei giorni scorsi a Fiorano Modenese (Mo). L’azienda, entrata a far parte del Gruppo Mohawk Industries, ha in programma un piano di investimenti sul territorio italiano, finalizzati ad attività di innovazione tecnologica e rafforzamento della propria capacità produttiva. Il nuovo sito è stato costruito a fianco dell’impianto già esistente: la produzione passa dunque da quattro a nove milioni di metri quadri di grès porcellanato ogni anno, grazie all’installazione di nuove presse, forni e tecnologie innovative per la colorazione, la decorazione digitale, la squadratura, la movimentazione del materiale ceramico e così via.

Stabilimento Marazzi a Fiorano Modenese (Mo)
Stabilimento Marazzi a Fiorano Modenese (Mo)

Lo stabilimento di Fiorano Modenese si estende su una superficie di 37.500 metri quadri, dei quali oltre 9.000 sono dedicati alla nuova produzione. I lavori hanno coinvolto tutta l’area con oltre 15.000 metri quadri di nuova pavimentazione e oltre 30.000 metri quadri di asfaltatura per la nuova viabilità. Per la realizzazione della struttura sono stati utilizzati più di 6.000 metri cubi di cemento armato e 275.000 chilogrammi di ferro, con alta attenzione all’impatto ambientale di tutto il sito: la fornitura energetica è garantita da un impianto di cogenerazione che lavora insieme a sistemi di recupero del calore. Inoltre è previsto un impianto di recupero delle acque utilizzate per la produzione delle piastrelle.

Stabilimento Marazzi a Fiorano Modenese (Mo)
Stabilimento Marazzi a Fiorano Modenese (Mo)

Marazzi, attraverso questa nuova struttura, ha aumentato anche la propria forza lavoro di circa il 30%: nello stabilimento di Fiorano sono impiegate attualmente 270 persone.
Mauro Vandini, amministratore delegato di Marazzi, ha affermato: «Siamo molto soddisfatti del nuovo impianto di Fiorano, che utilizza quelle che oggi sono le tecnologie italiane più all’avanguardia per la produzione della migliore ceramica nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza degli addetti. Ritengo che questo progetto sia l’esempio di come le eccellenze dell’industria italiana, in settori come la ceramica nei quali siamo riconosciuti come i migliori al mondo, possano attrarre importanti investimenti internazionali con un indotto molto positivo e diretto sul territorio».

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