Opere pubbliche alla Biennale

Nel suo allestimento alla Biennale di Venezia, Oma (curatore Reinier de Graaf con Laura Baird) celebra misconosciuti, e in certi casi ora perduti, capolavori architettonici realizzati da funzionari pubblici. Quindici edifici collocati in diverse città europee testimoniano come negli Sessanta e Settanta gli edifici di pubblico servizio fossero una potente fonte di ispirazione; nel contesto della Mostra internazionale di architettura 2012, questa sezione spera di fornire un piccolo contributo verso la ricerca di un terreno comune (“common ground”) di ricerca. Utile soprattutto nell’era delle cosiddette “archistar”, dove il pensiero di sospendere l’esercizio della professione privata a favore di una pratica pubblica e condivisa appare remoto e insostenibile. Reinier de Graaf richiama il periodo d’oro dell’architettura pubblica – “di breve durata, periodo fragile, di ingenuo ottimismo” -sottolineando il paradosso per cui  l’affabile ideologia del “welfare” scelse di essere rappresentata soprattutto dallo stile architettonico identificato come Brutalismo. In mostra vi sono opere di architetti impiegati nel Greater London Council, nel Dipartimento lavori pubblici di Amsterdam, presso il Senatsbauverwaltung di Berlino Ovest e il lavoro di vari progettisiti in Francia e in Italia.

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