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Villa Micheli a Ceccano
L'intervento è consistito nella ricostruzione di un casino di campagna, edificato nel XVIII secolo dalla famiglia Colonna su di un terrazzamento artificiale disposto lungo la strada Ceccano-Pofi e crollato per fatiscenza intorno alla fi ne del XX secolo. Rigettando la riproposizione filologica e intendendo salvaguardare le qualità ambientali del lussureggiante quadro naturale circostante (punteggiato da imponenti pini mediterranei e cedri di alto fusto), il progetto, ispirato all'inclusivismo sperimentato da Piero Bottoni nel restauro di villa Muggia a Imola, ha praticato una sorta di "anastilosi creativa". Ovvero ha assunto come velario il fronte principale, unica struttura originale residua, restaurandolo e configurandolo in guisa di belvedere affacciato verso i monti Ausoni, e ha introdotto un corpo edilizio stereometrico di pari ingombro, ma contrassegnato da un linguaggio espressivo schiettamente contemporaneo e articolato in due unità residenziali autonome sovrapposte. In particolare la terrazza di copertura, recuperando la suggestione moderna della tolda navale, è suggellata da un'altana sormontata da due lucernari ed è rivestita con un involucro di lamiera metallica di rame stagnato la cui innovatività si raffronta con la vetustà della facciata settecentesca. I locali tecnici e la cantina, denunciati esternamente da una canna fumaria di forma troncoconica, sono stati ricavati inferiormente al giardino. La finitura delle superfici murarie esterne è stata realizzata in intonaco tinteggiato relativamente al corpo di fabbrica principale e in lamiera di rame stagnato relativamente all'altana che corona la terrazza di copertura; gli infissi esterni sono stati realizzati in profilati di alluminio verniciato; la scala elicoidale, i parapetti e le canne fumarie sono stati realizzati in lamiera di acciaio inox; le pavimentazioni esterne sono state realizzate parte in Pietra Serena GranitiFiandre, parte in pietra arenaria martellinata e parte in listelli di legno. Gli interni, sia spazialmente che figurativamente, sono caratterizzati dal rapporto di continuità con il parco.

Località: Ceccano (Frosinone)
Committente: Mario Micheli
progetto architettonico: HOF (Paolo Belardi, Alessio Burini)
progetto strutturale: Studio Baliani (Roberto Baliani, Sergio Calabrò)
direzione dei lavori: Studio Baliani (Roberto Baliani), Marco Barola
direzione artistica: HOF (Paolo Belardi, Alessio Burini), Marco Barola
progetto impianto elettrico: Fabio Celani
progetto impianto termoidraulico: Guido Verna
Progetto: 2002-2003
Realizzazione: 2004-2006
superficie del lotto: 1.800m2
superficie complessiva: 320m2
volume complessivo:1.100m2
importo dei lavori: 950.000 euro
opere civili: Cedap, Ceprano (Fr)
opere di restauro: Tecnireco, Spoleto (Pg)
opere di lattoneria: Fumagalli Maurilio, Lagonegro (Pz)
opere in acciaio inox: I° LAV. INOX, Perugia
opere in ferro: Fucelli Bruno & Roberto, Perugia
opere elettriche: Guido Verna
opere termoidrauliche: Fabio Celani
Pavimentazione esterna: GranitiFiandre Pietra Serena semilucidata vari formati
Fotografi e Studio Jemolo (Andrea Jemolo, Eliana Pallisco)

Un anello di metallo per il Pecci di Prato, firmato Maurice Nio
Il Museo Pecci di Prato, avamposto fiorentino dell'arte contemporanea, avrà presto un'immagine tutta nuova opera dell'architetto olandese Maurice Nio. La necessità di dotare il museo di nuovi spazi più funzionali, oltre che di ridefinire i suoi rapporti con la città, hanno portato allo sviluppo di un progetto dalla forte valenza iconica. Il museo, infatti, si inserisce in un territorio a vocazione industriale, economicamente fertile, ma ancora privo di segni architettonici di spicco. Estensione e raccordo della struttura museale esistente, realizzata da Italo Gamberini nel 1988, il nuovo edificio mira ad essere un landmark all'ingresso est di Prato, lungo la direttrice ad alto scorrimento che da Firenze conduce a Pistoia. Il progetto di Nio, infatti, favorisce la permeabilità fra il centro e il suo territorio. L'edificio esistente viene integralmente conservato e lasciato intatto in tutti i suoi aspetti. Ad esso si accosta, in forma di anello, un nuovo volume che ricalca il disegno del parco circostante e si orienta verso la dimensione pubblica. Grazie alla nuova entrata, al bookshop, alla caffetteria e agli spazi per la didattica situati all'interno di un corpo trasparente al piano terra, il Centro si rivolge all'esterno, sollecitando curiosità, ed invitando all'interazione. Il punto più alto del complesso espositivo è raggiunto da un elemento simile ad un'antenna capace, da un lato, di rappresentare la volontà di captare le nuove forme di creatività vive nel territorio, dall'altro di denunciare la presenza importante di un luogo deputato alla loro promozione. Il progetto dell'olandese poggia su un sistematico ripensamento delle funzionalità espositive che si manifestano all'esterno attraverso la realizzazione di un oggetto inusuale che si offre a molteplici chiavi di lettura. In più, il progetto è pensato per integrare e riorganizzare la distribuzione dei percorsi, moltiplicando le possibilità di fruizione e di esposizione. "Rispetto al carattere rigido e meccanico della struttura preesistente - in parte ispirato all'architettura industriale di Prato -, il nuovo progetto - racconta Nio - propone un linguaggio intessuto di forme fluide e sognanti. Abbraccia e circonda l'edificio originario, sfiorandolo solo quando è necessario". Da qui la scelta di una struttura portante in acciaio per la realizzazione della forma dell'edificio, "L'anello è curvato in due direzioni e l'unico materiale in grado di avvolgere le curve sinuose dell'edificio è proprio il metallo. Inoltre volevamo una pelle edilizia che fosse il più possibile simile a quella di un serpente o di un pesce" Il rivestimento esterno dell'edificio, infatti, è stato concepito con una speciale lega di rame e zinco dall'effetto visivo simile a quello del bronzo. Le lastre di 100x43cm, disposte a scaglie, creano una texture che fa vibrare la superficie dell'edificio grazie ai giochi di luce ed ombra creati dalla leggera sovrapposizione degli elementi metallici. "Inoltre l'impiego di una struttura portante in acciaio consente di avere un cantiere molto semplice da gestire, sono infatti tutti elementi già modellati e da montare in sito. Con questa tecnica costruttiva, a differenza del cemento armato, è possibile ridurre notevolmente gli scarti di cantiere a beneficio dell'ambiente". Sostiene Maurice Nio che, non solo ha dato una nuova iconicità al Museo Pecci ma lo ha reso, anche se solo sulla carta per ora, un edificio altamente sostenibile.
Flores Zanchi

Luogo: Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, Italia
Progettista: Maurice Nio (NIO architecten)
Design team: Joan Almekinders, Emanuela Guerrucci, Maurice Nio, Giuseppe Vultaggio
Analisi geologiche: Controlli Sicurezza Ambientale sas, Damiano Franzoni
Sicurezza: Studio Tecnico dott. Ing. Dante Di Carlo
Strutture: Ingenieursbureau Zonneveld
Costo: Euro 9.000.000
Dimensioni:
superficie totale: 2934,7m2
piano terra: 1044,7m2
primo piano: 1890m2
Tempi:
progetto: 2006
inizio dei lavori: 2007
termine dei lavori: 2010

Cascina Tregarezzo, Milano Werner Tscholl Architekt
Il progetto di Werner Tscholl prevede la ristrutturazione, il recupero e l'ampliamento della Cascina Tregarezzo per una sede di nuovi uffici della Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. in Segrate, Milano. Data la particolare tipologia dell'utenza che utilizzerà il nuovo edificio per uffici, e la preesistente architettura di grande valore, realizzato dall'architetto brasiliano Oskar Niemeyer, le scelte progettuali sono state indirizzate verso la massima trasparenza e leggerezza tecnologica dell'opera. Inoltre il progetto si è concentrato a migliorare l'impatto architettonico dei nuovi volumi costruiti in armonia moderna con la villa padronale ristrutturata, ottenendo un incremento della qualità tecnologica dell'involucro edilizio che nel primo progetto si connotava con una immagine più industriale che edile-terziario. L'edificio è situato all'interno della striscia di terreno compresa tra la strada a enscorrimento veloce via Rivoltana, che ne forma il limite nord, la strada di pertinenza del parcheggio nuovo che definisce il limite est e la strada di pertinenza del grande parcheggio a sud. In prossimità si estende il complesso degli uffici di grande valore architettonico realizzato da Niemeyer. L'intervento interessa una superficie coperta di circa 3368 mq di cui circa 514 mq di restauro del corpo villa della vecchia cascina su due piani e circa 2854 mq dei nuovi corpi laterali su due livelli fuori terra ed un piano interrato. Il corpo della villa della vecchia cascina rimane il nodo centrale del nuovo complesso con l'ingresso principale, ma viene ampliata con due corpi laterali in vetro contenuti tra una piastra/brise soleil continua di acciaio a forma di ferro di cavallo che ripropone il cortile originario della vecchia cascina. Questo ampliamento è concepito come una sorta di involucro protettivo per le "scatole" più piccole interamente rivestite in vetro. Le scatole di vetro, organizzate su due livelli, con forma ad L e ad I, contengono gli spazi degli uffici, mentre la villa è riservata agli spazi comuni. A sud si apre un grande portale formato dalle due lastre di acciaio. Inoltre per conferire maggiore particolarità l'involucro è stato risolto come edificio "galleggiante", alzando il livello del pianoterra di circa un metro dal suolo. Dall'esterno, la sensazione di "galleggiamento" dell'edificio è sottolineata dalla soluzione della rampa ed il ponte in acciaio zincato che consente l'accesso al corpo centrale della villa. Per il corpo della villa rimanente è stata pensata una ristrutturazione totale sia esterna che interna, con demolizioni parziali e con un ampliamento sul lato ovest su due piani per uniformare la sagoma del tetto. La hall d'ingresso è caratterizzata da un'ampia facciata strutturale vetrata che, oltre a conferire leggerezza e luminosità garantisce un'immediata visuale sui corpi laterali degli uffici. Il corpo della villa con i corpi degli uffici è connesso con corpi di fabbrica più bassi vetrati. Dall'atrio centrale al pianoterra il corridoio porta ai due corpi laterali degli uffici. Una scala rettilinea dall'atrio porta alla quota del primo piano degli uffici (+ 4.55), dove due passerelle inclinate collegano la villa con i corpi ad L e a I degli uffici. Su ambedue i lati corti della villa sono collocati i bagni; le tre stanze centrali sia al piano terra che al primo piano saranno usate come sale di riunione. I due corpi uffici laterali hanno forma a L sul lato ovest, e forma a I sul lato est. La soluzione organizzativa e funzionale proposta accoglie il concetto dell'open space, articolato su due livelli. Per conferire all'edificio un'immagine di elevata trasparenza e leggerezza tecnologica dell'opera, è stato utilizzato un sistema di facciata strutturale a giunto minimo (max. vista 5 cm) con vetri con massima trasparenza. A metà circa di ambedue i corpi si trovano le scale di emergenza. La struttura portante dei nuovi corpi d'ampliamento è realizzata in carpenteria metallica, con pilastri e travi in HEB, con soletta di completamento in calcestruzzo. Le pareti terminali dei corpi degli uffici e i muri interni dei vani scala, con diversi spessori, sono tutte realizzate in cemento armato a faccia vista. Su tutto il perimetro esterno degli uffici il solaio in cemento armato sarà realizzato in faccia a vista per creare un continuum di superficie, mentre la parte interna è rivestita con un controsoffitto ribassato di ca. 1.11 m, realizzato con pannelli in lamiera microforata e verniciata per garantire un ottimale comfort acustico. La vecchia villa è costruita con mattoni pieni, le parti nuove da realizzare saranno costruite con mattoni di Poroton, con elevata coibentazione per muri esterni e con elevato performance acustico all'interno. La tipologia strutturale dell'edificio è caratterizzata da una struttura in calcestruzzo armato per il piano interrato, con tamponamenti e pareti divisorie in blocchi di cemento murati a vista. La struttura dei corpi fuori terra è una struttura in pilastri e travi d'acciaio con soletta in cemento armato. Per conferire un maggiore slancio architettonico alla struttura portante nella zona di calpestio, su i muri di testa e sulla parte del tetto sia all'intradosso che all'estradosso è poggiato un pacchetto di rivestimento costituito da pannelli rettangolari forati in lamiera d'acciaio zincati; ciò permette di ottenere una struttura continua semitrasparente della piastra metallica del pavimento e della copertura. Sul tetto questi pannelli formano un sistema di brise soleil che consente non solo di filtrare la luce assicurando una notevole schermatura solare delle superfici vetrate ma anche di smaterializzare la massa. Tutti gli elementi tecnologici del tetto saranno realizzati in modo che non sporgano dalla sagoma del tetto.
Alessandra Coppa

Developer: Generali Properties Asset Management Spa
Proprietà: Generali Properties Spa
Progetto: Recupero Cascina Tregarezzo ampliamento sede Arnoldo Mondadori Editore Spa
Localizzazione: Comune di Segrate
Progettisti: Werner Tscholl Architekt con Enrico Franco, CeAS, Tecnoconsult Harrasser
Tempi di realizzazione: ottobre 2005 - giugno 2007
Destinazione d'uso: direzionale - uffici e area meeting
Superficie: 5.800m2
Costo dell'opera: Euro 13.000.000

 

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