Perrault e la stazione Garibaldi della metropolitana di Napoli

La piazza sotterranea si anima all’apertura della stazione (foto di Ufficio progettazione Metropolitana di Napoli)

Con l’apertura della stazione di piazza Garibaldi il percorso della linea 1 della metropolitana di Napoli copre ora 18 chilometri di rete con 17 stazioni; la nuova fermata costituisce uno strategico nodo di interscambio tra la periferia e il centro della città, in connessione con le tratte ferroviarie.

Gli alberi metallici di Perrault (foto di Ufficio progettazione Metropolitana di Napoli)

Progettata da Dominique Perrault cui è affidato anche il ridisegno complessivo della piazza, la stazione si sviluppa a partire da un invaso ipogeo sopra il quale sono sospese le coperture in vetro, mentre una pensilina gigante, formata da alberature d’acciaio con fronde in tessuto, si fonda nel sotterraneo per poi estendersi come una compatta foresta in superficie.

Napoli, piazza Garibaldi durante i lavori della linea 1 della metropolitana (foto di Ufficio progettazione Metropolitana di Napoli)

La piazza è da decenni un insieme eterogeneo, un esteso vuoto di 360 metri per 165, in sostanza un bacino che opera come luogo di scambio intermodale senza che si sia mai giunti a conferirgli una configurazione e una dotazione adeguata a questa dimensione urbana. Lo spunto dato dall’inserzione della nuova stazione della linea metropolitana consente di ideare la riforma di uno spazio potenzialmente vitale, ma ora oppresso dal traffico automobilistico, con sezioni pedonali frammentate e percorsi discontinui.

Dominique Perrault

«Diciamo la verità, in qualche misura siamo un po’ gelosi degli altri siti della metropolitana di Napoli, dove ci sono le rovine, le tracce della storia. Così abbiamo creato le nostre tracce di storia e abbiamo incassato nel suolo una grande galleria che appare in modo del tutto particolare in superficie, attraverso la luce naturale. La rete sotterranea, punteggiando la città permette di introdurre la qualità della luce naturale in profondità, fino alla stazione della metropolitana, 40 metri sotto il livello del terreno». Dominique Perrault

Una vista dell’atrio con la copertura vetrata (foto di Ufficio progettazione Metropolitana di Napoli)

Il progetto opera per suddivisioni, creando una pluralità di luoghi, di modo che si moltiplichino le possibilità d’uso e l’urbanità dell’ambiente. Perrault periferizza i flussi di traffico e ne libera il cuore, giocando con ironia sul fatto che il sostrato di piazza Garibaldi sia privo, al contrario di tutta quanta la città, di resti archeologici; questa figurazione è l’origine dell’idea della stazione metropolitana, dove l’esterno si confonde con l’interno, le infrastrutture si mischiano alla scena urbana e la profondità si mette in mostra in modo tale che l’esperienza sotterranea appaia un prolungamento degli usi e delle vedute della parte superiore.

Sezione sulle scale e le banchine (foto di Dominique Perrault Architecture)
Alberto Ramaglia

«Si tratta di un grande passo avanti per la città, per gli stili di vita e le abitudini di spostamento dei cittadini. Abbiamo lavorato senza sosta per portare a compimento questo traguardo e possiamo dire con orgoglio di avercela fatta grazie alla collaborazione di tutti.»

Alberto Ramaglia, Amministratore delegato Azienda napoletana mobilità

 

La stazione Garibaldi non è quindi la semplice “bocca” della metropolitana, ma uno spazio animato che si estende, si allunga e scioglie per mettere in contatto e in tensione gli elementi presenti sulla piazza.

L’atrio d’accesso alle scale mobili (foto di Ufficio progettazione Metropolitana di Napoli)
Anna Donati

«L’apertura di piazza Garibaldi è un importante risultato voluto con determinazione dal comune di Napoli e che metterà in collegamento veloce la stazione centrale con molti quartieri della città: abbiamo la certezza che il 2014 parte con il rilancio del trasporto pubblico.»

Anna Donati, referente per la mobilità sostenibile del sindaco di Napoli

 

Questa “architettura della relazione” si basa sulla mobilità, il posizionamento e l’interattività per fondare uno spazio il quale, dopo il passaggio al livello interrato, si accentra nel corpo delle scale mobili che, ancora, si piegano e aprono, incrociandosi con regolarità sotto il variare del cielo di Napoli.

Il blocco scale mobili (foto di Ufficio progettazione Metropolitana di Napoli)

Esse appaiono quasi una scultura di metallo, con angoli duri e scintillanti, la cui serpeggiante regolarità si insinua tra montanti e traversi giganti, necessari alla stabilizzazione strutturale dell’infrastruttura; essa alla fine appare con una sezione simile al classico “tube” londinese, con il piano banchina collocato a circa 40 metri di profondità.

Uno scorcio di “Stazione”, opera di Michelangelo Pistoletto (foto di Ufficio progettazione Metropolitana di Napoli)
Antonella Valenti

«La stazione Garibaldi è veramente un’opera grandiosa e futuristica.  Quel particolare sistema di scale mobili dà una sensazione di maestosità e la copertura che appare come rami d’albero è un’idea di grande effetto e mi piace notevolmente.»

Antonella Valenti, arpista del teatro San Carlo di Napoli

 

Punto culminante di questo dispositivo, un’opera di Michelangelo Pistoletto, disposta lungo il marciapiede d’attesa, ai piedi della scale mobili. Denominata, senza margini di dubbio, “Stazione” è composta da pannelli in acciaio specchiante su cui compaiono, a grandezza naturale, figure di utenti in attesa, in cammino oppure in conversazione tra loro. Ai reali viaggiatori presenti in stazione non resta che confondersi all’opera artistica e diventarne così i veri protagonisti.

di Roberto Ferri

Scheda
Stazione della metropolitana di piazza Garibaldi, Napoli
Committente
Metropolitana di Napoli
Progetto
Dominique Perrault Architecture, Parigi
Ingegneria
Bollinger + Grohmann, Francoforte
Cesma, Bordeaux
Esecuzione
Metropolitana di Napoli
Metropolitana Milanese
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