Piuarch per la sede di IDF Habitat a Champigny Sur Marne

Visualizzazione dell'edificio per uffici a Champigny-sur-Marne (foto di Piuarch)
Visualizzazione dell’edificio per uffici a Champigny-sur-Marne (foto di Piuarch)

Lo studio Piuarch si è aggiudicato il concorso di progettazione internazionale indetto dalla società IDF Habitat per la realizzazione della sua sede, di 2700 metri quadrati, a Champigny-sur-Marne.
Il progetto di Piuarch fa parte del piano attuativo che avvia la trasformazione di una vasta area nel cuore della città di Champigny-sur-Marne, a 12 km da Parigi, lo ZAC – Zone d’Aménagement Concerté, des Bords de Marne.
Un’area in riva al fiume oggi separata dalla città da un imponente edificio per uffici dell’Air Liquide e da un terrapieno ferroviario della Società Nazionale delle Ferrovie Francesi.

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L’ambizioso piano urbanistico prevede che il nuovo sviluppo urbano non si colleghi in maniera passiva al resto della città ma ne costituisca un nuovo motore sociale, culturale e produttivo, con un programma che comprende la realizzazione di un Museo della Resistenza, un centro intercomunale di documentazione pedagogica, un laboratorio di arti plastiche, una residenza alberghiera di 6.500 metri quadrati e 15mila metri quadrati di uffici, a cui si aggiunge la nuova sede di IDF Habitat, oggetto del progetto di Piuarch.
La progettazione di un edificio amministrativo diventa anche l’occasione per ridefinire lo spazio urbano: realizzata assieme all’architetto Stefano Sbarbati, risponde, infatti, alla doppia intenzione di realizzare un edificio efficiente e definire il perimetro e il ruolo della piazza antistante come luogo pubblico.
Il posizionamento dell’edificio disegna il contesto urbano, lasciando libero il centro dell’area di progetto per la realizzazione di una zona alberata.
Lineare ed efficiente, con il fronte rivolto verso la piazza, l’edificio si articola su vari piani come una loggia, accessibile dall’interno degli uffici per permettere un affaccio sulla città: nella visione di Piuarch, questo è un esempio di come l’architettura possa contribuire a definire i vuoti, trasformandoli in spazi di socialità.

 

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