Porta Nuova Building. L’onda bianca di Piuarch

L’edificio in dialogo tra contesto urbano e nuovo costruito (foto di Andrea Martiradonna)

Recentemente insignito del titolo di “Architetto Italiano 2013”, lo studio milanese  Piuarch realizza un’architettura essenziale e disegnata da forme sinuose, che propone un nuovo principio trasformativo per l’area di Porta Nuova. Affiancato dalle alte torri disegnate da Cesar Pelli, l’edificio proposto dallo studio Piuarch costituisce un elemento di contrappunto per il trattamento materico delle chiare facciate e per la sua configurazione, sviluppata sull’orizzontale, con un’altezza inferiore di quella indicata dal masterplan dello studio americano.

L’architettura nella piazza Gae Aulenti (foto di Andrea Martiradonna)

L’edificio per showroom ed uffici che costituisce una quinta della nuova piazza Gae Aulenti, a Milano, intraprende, nel vasto ambito di riqualificazione dell’area, una relazione di continuità con il centro storico urbano e il suo tessuto edificato. Rimasta per un lungo periodo vuota e in abbandono, l’area di Porta Nuova si estende per circa 300mila metri quadrati, costituendo per i diversi ambiti urbani, uno spazio di connessione oggi riconfigurato dall’articolata serie d’interventi di nuova costruzione.

Inserimento planimetrico del progetto nel contesto urbano (foto di Piuarch)

In tale contesto e affiancato dalle alte torri disegnate da Cesar Pelli, l’edificio proposto dallo studio Piuarch costituisce un elemento di contrappunto per il trattamento materico delle chiare facciate e per la sua configurazione, sviluppata sull’orizzontale, con un’altezza inferiore di quella indicata dal masterplan dello studio Pelli. Mantenendo, comunque, i vincoli superficiali previsti, l’onda bianca stabilisce la continuità della forma sinuosa e definisce lo spazio della piazza come concluso e accogliente, adatto a rallentare il percorso del visitatore, indirizzandolo verso l’ingresso del parco.

Il fronte sud affacciato verso la città (foto di Andrea Martiradonna)

L’architettura è ideata come luogo di connessione tra lo spazio urbano esistente e l’area pubblica della piazza, posta ad una quota più elevata rispetto alle strade circostanti. Il bordo urbano tra i due affacci viene consolidato dalla costruzione continua che ne rafforza gli ambiti spaziali, raccordandoli attraverso un podio trasparente: attraverso di esso risulta facile individuare il sistema d’ingressi e risalite che disegnano il contesto pubblico, rendendolo accessibile.

La facciata nord, verso la piazza, illuminata durante la sera (foto di Piuarch)

Le due differenti volumetrie previste dal masterplan sono, appunto, articolate in un unico volume che è attraversato, a livello del podio, da un vuoto centrale. Quest’ultimo spazio a doppia altezza collega i percorsi risalendo il dislivello tra la piazza e la strada disposta lungo il fronte sud, ma diviene anche un accesso diretto alle due lobby d’ingresso, in cui sculture luminose guidano lo sguardo nei percorsi in direzione degli uffici superiori. Gli interni si dispongono sulla superficie di 22.500 metri quadrati collegati da nuclei scale e ascensori che sono situati nel centro dell’edificio, in modo da definire ambienti di lavoro flessibili. La distribuzione degli spazi in cinque livelli, oltre al piano terra affacciato verso la strada, determina l’altezza complessiva di 30 metri, scelta fondamentale per stabilire il rapporto con le quote d’elevazione relative al costruito residenziale circostante.

Particolare del prospetto nord, ritmato da grandi vetrate (foto di Andrea Martiradonna)

Il grande volume dell’edificio è racchiuso orizzontalmente da una bianca copertura, che sottolinea l’interezza orizzontale del corpo architettonico piegandosi a concludere i fronti laterali più corti. Qui l’involucro si connette, senza soluzione di continuità, con il solaio che divide il livello del podio dai quattro piani superiori degli uffici, realizzando un’ampia cornice che sottolinea e rende riconoscibile il volume principale come elemento visivamente sospeso da terra. La pulizia dell’idea progettuale si concretizza, nell’elemento di copertura, attraverso l’apparente semplicità costruttiva delle imponenti superfici bianche continue, realizzate con rivestimento di pannelli autopulenti in fibra di vetro e prive di giunti di dilatazione a vista.

Particolare del prospetto sud protetto da un sistema di schermi solari (foto di Andrea Martiradonna)

La cornice aggettante verso la piazza costituisce anche, sul primo piano del fronte nord, un ambiente esterno terrazzato ad uso degli uffici, che, ai piani dirigenziali, sono ulteriormente intervallati da corti interne con pareti colorate, offrendo una maggiore illuminazione naturale e la possibilità di diversificare gli spazi in unità lavorative indipendenti.

Interno, particolare della facciata sud (foto di Andrea Martiradonna)

Attraverso le diverse scansioni modulari, le facciate vetrate concorrono a differenziare l’ambito del podio, che accoglie gli showroom, rispetto a quello superiore degli uffici, dove i prospetti si distinguono nuovamente per il trattamento non invariato tra i due fronti principali a nord e a sud, rispettivamente rivolti l’uno verso la piazza e l’altro sulla strada urbana. La facciata a nord è quindi ritmata, con un disegno sfalsato sui vari piani, da grandi vetrate che costruiscono un fronte chiaro e leggibile per lo spazio pubblico; quella a sud, invece, è suddivisa da vetrate regolari, protette con un sistema di schermi solari, dal passo ravvicinato, che ne scandiscono l’andamento.

di Marisa Carelli

 

Milano Porta Nuova

Inserita tra Corso Como, la Stazione Garibaldi, il quartiere Isola e Piazza della Repubblica, l’area di Porta Nuova era originariamente occupata dallo scalo ferroviario che, smantellato da decenni, aveva lasciato il sito abbandonato fino ai primi anni 2000. Individuata dal Piano Regolatore del 1953 come zona d’espansione per uffici, era stata in parte definita nelle volumetrie dal Piano d’Indirizzo del 1991, redatto da Nicolin, Casiroli e Teyssot.

Vista dell’edificio nel sito in costruzione di Garibaldi-Repubblica (foto di Andrea Martiradonna)

Oggi l’area fa invece capo all’operatore privato Hines, che ha acquisito i lotti d’intervento tra il 2004 e il 2007, affidandone la progettazione a tre studi principali: Cesar Pelli per Garibaldi-Repubblica; Kohn Pedersen Fox per le Varesine; Boeri per le aree inerenti al quartiere Isola. Al centro degli interventi, l’ampio parco pubblico”La biblioteca degli alberi”, è affidato con concorso dell’amministrazione alla paesaggista Petra Blaisse, mentre sull’area intervengono numerosi altri studi per il disegno urbano e l’ideazione dei singoli edifici.

 

Piuarch

Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini, Monica Tricario (foto di Piuarch)

Lo studio Piuarch è fondato nel 1996 da Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario, che lavorano uniti dalla volontà di fondere esperienze diverse in un progetto comune di architettura. Attualmente, un team totale di 35 persone provenienti da percorsi professionali eterogenei, garantisce una ricchezza espressiva e un approccio al progetto non convenzionale.

 

SCHEDA
Porta Nuova Building, Milano
Committente
Hines Italia
Progetto architettonico
Piuarch: Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini, Monica Tricario (design principals);  Yusuke Aizawa, Erica Cazzaniga, Marco Dragoni, Yuji Kobayashi, Andres Mahdjoubian, Hirotaka Oishi, Antonio Pisanò, Claudia Savastano, Salvatore Seggio (design team)
Progetto esecutivo architettonico
Tekne
Progetto strutturale
Msc Associati
Progetto impiantistico
Ariatta Ingegneria dei Sistemi  
Progetto del verde
Land 
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