Premio Sirica: i vincitori

Sono stati proclamati i vincitori della seconda edizione del Premio  Raffaele Sirica. Di seguito il comunicato stampa del Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori.

Luciano Cupelloni (Ordine di Roma) “Recupero e riqualificazione dei padiglioni del Campo Boario, Roma” , Salvatore Daga e Fabrizia Sanna (Ordine di Nuoro) “ Restauro di una casa barbaricina”, Gavoi, Nuoro  sono, rispettivamente,  il vincitore ed i secondi classificati Progetti realizzati, categoria “Recupero di edifici esistenti” – della seconda edizione del Premio Raffaele Sirica, Sicurezza dell’abitare e Rigenerazione urbana sostenibile, bandito dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e che si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali e della partnership della Società Saint-Gobain/Weber Italia.

Nella categoria “Nuove costruzioni” – sempre per quanto riguarda Progetti realizzati – il primo ed il secondo premio sono stati assegnati rispettivamente a Alfonso Cendron (Ordine di Treviso)  “Progetto di una abitazione unifamiliare” e a Valter Salton (Ordine di Belluno) “Realizzazione d una nuova casa interamente in legno” Mel, Belluno.

Ad Eva Sonia Vittori e a Cecilia Vera Pérez–Gacitùa (Ordine di Asti) “Progetto di recupero del Teatro Scribe” di Torino e ad Alessandra Bruccoleri, Maria Antonietta Orefice e Stefania Gelo (Ordine di Agrigento) “Progetto di recupero abitativo nel centro storico” Agrigento, sono andati, rispettivamente, il primo ed il secondo premio nella categoria Nuovi progetti di idee – Recupero di edifici esistenti o nuove costruzioni.

Menzioni d’onore a Massimo Gin, Alessandro Calzati, Matteo Pellizzari, Donatella Tonitto (Ordine di Venezia) “Ristrutturazione edilizia a uso residenziale di una ex fornace”, Murano, Venezia; Andrés Holguìn e David Morales (Ordine di Venezia) “Riconversione della Tesa 105 all’Arsenale”, Venezia;  Stefano Piraccini (Ordine di Forlì-Cesena) “Riqualificazione del borgo di Formignano” Cesena; Maurizio Bradaschia (Ordine di Trieste) “Progetto della nuova sede MIOJ”,  Cordovado (PN); Michele Tognon e Giacomo Gianetti (Ordine di Padova) “Progetto e inserimento urbanistico di un nuovo edificio”, Curtarolo (PD); Guido Tommesani, Sergio Aristei, Sandro Costantini, Marco Mezzi, Alberto Parducci, Roberto Radicchia e Fausto Vinti (Ordine di Terni) “Progetto del centro regionale di protezione civile “ Foligno (PG); Giovanni Fiamingo, Vito La Spina, Piera Mancuso, Mariella Nalli e Marco Terranova (Ordine di Catania) “Trasformazione sostenibile del territorio”, Barcellona Pozzo di Gotto (ME); Giuditta Parodi (Ordine Genova) “Progetto di riqualificazione Oratorio Nostra Signora del Suffragio”, Genova; [ia]2 – Gianluigi Pollio, Chiara Barbieri, Aniello Camarca, Ornella Mazzarella, Michele Pirozzi, Maurizio Toreno e Adriano Tortora (Ordine di Napoli) “Progetto di un edificio residenziale per la riqualificazione di un’area industriale”, Arzano (NA).

L’organizzazione del Premio dedicato a Raffaele Sirica, per oltre dieci anni alla guida degli architetti italiani, centrato sui temi della sostenibilità e della sicurezza dell’abitare, fa parte delle iniziative che il Consiglio Nazionale degli Architetti sta promuovendo per far sì che la riqualificazione e la manutenzione del patrimonio immobiliare e dell’ambiente diventino priorità per garantire qualità e sicurezza ai cittadini, per promuovere i valori culturali del territorio, e diventino anche  un volano  economico per il settore delle costruzioni, così duramente colpito dalla crisi.

L’impegno degli architetti italiani – che insieme a Legambiente e ad Ance hanno lanciato Ri.u.so., il progetto per la rigenerazione urbana sostenibile, divenuto ora parte del Piano Città del Governo –  per  la trasformazione delle città e lo sviluppo sostenibile del territorio si fonda su alcuni principi irrinunciabili: fermare il consumo del suolo, risparmiare energia e acqua, usare materiali eco-compatibili, realizzare infrastrutture digitali nelle città e nelle case, aiutare il processo di razionalizzazione del ciclo dei rifiuti e per la mobilità sostenibile, rigenerare gli spazi pubblici.

Per il Consiglio Nazionale “su questi principi e sul riequilibrio degli investimenti dalle infrastrutture alla manutenzione devono basarsi  le soluzioni per la salvaguardia del territorio tenuto conto che, nel nostro Paese, secondi i dati del Cresme,  sei milioni e mezzo di edifici sono ancora a rischio sismico e un milione e mezzo a quello  idrogeologico”.

 

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