Presentata a Vancouver la stampa 3d per emersione

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Mentre rimaniamo ancora affascinati dalla tecnologia di stampa additiva, che, per creare un oggetto 3d prevede la stratificazione di materiale che l’ugello della macchina, comandata dal software, lascia uscire come dalla sac à poche del pasticcere, alla Ted Conference di Vancouver la società americana Carbon3D ha presentato Clip, una tecnologia che permette, secondo le dichiarazioni dell’azienda, di creare oggetti ad una velocità da 25 fino a 100 volte superiore a quella di altri dispositivi di stampa 3d.

Clip di Carbon 3D (foto di Carbon 3d)
Clip di Carbon 3D (foto di Carbon 3d)

La tecnologia Continuous Liquid Interface Production utilizza, invece che la stampa a strati, una resina fotosensibile che reagisce alla luce Uv e all’ossigeno, si basa cioè sul bilanciamento dell’interazione tra la luce ultravioletta, che innesca la fotopolimerizzazione, e l’ossigeno che, invece, inibisce la reazione.

Le parti che costituiscono la tecnologia Clip (foto di Carbon 3D)
Le parti che costituiscono la tecnologia Clip (foto di Carbon 3D)

Controllando il flusso di ossigeno attraverso la finestra, che come una lente a contatto è trasparente alla luce e permeabile all’ossigeno, Clip crea una “zona morta” di qualche decina di micrometri nel contenitore di resina dove la fotopolimerizzazione non può verificarsi. Dalla “zona morta” emerge l’oggetto con caratteristiche meccaniche migliori di quelle stampate tradizionalmente e con superfici lisce simili a quelle stampate per iniezione.

Foto comparativa della superficie dell’oggetto stampato al microsopio elettronico a 130x (foto di Carbon 3D)
Foto comparativa della superficie dell’oggetto stampato al microsopio elettronico a 130x (foto di Carbon 3D)
Joseph DeSimone (foto Carbon 3D)
Joseph DeSimone (foto Carbon 3D)

Secondo l’azienda americana «La tecnologia esistente della stampa 3d, quella definite additiva, non è altro la tecnologia che la stampa 2d, “più e più volte”».

La tecnologia può essere utilizzata per creare oggetti anche da elastomeri, che ha applicazioni che vanno dalle parti di automobili a scarpe da ginnastica. Per mettere a punto la tecnologia Clip, Carbon3D, fondata nel 2013, ha già raccolto  40 milioni dollari già in finanziamenti grazie al contributo di investitori, tra cui Sequoia Capital.

Jim Goetz (foto di Sequoia)
Jim Goetz (foto di Sequoia)

«Per far uscire la stampa 3d  dalla nicchia di prototipazione in cui è rimasta intrappolata per decenni, è necessario trovare una tecnologia dirompente che affronti da un nuovo punto di vista i principali punti di debolezza della stampa 3d».

Francesca Malerba

 

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