Progetto Flaminio a Roma: vince Studio 015 Paola Viganò

Il masterplan del progetto vincitore (foto 015 Paola Viganò)
Il masterplan del progetto vincitore (foto 015 Paola Viganò)

Il vincitore del concorso Progetto Flaminio a Roma è lo Studio 015 Paola Viganò. Ad annunciarlo Marco Sangiorgio, direttore Generale Cdp investimenti che ha bandito un concorso di progettazione urbana per l’area che ospiterà la futura Città della Scienza, spazi pubblici e funzioni private prevalentemente residenziali. Il progetto nasce dall’acquisizione da parte del committente dell’ex Stabilimento Macchine Elettriche di Precisione dell’Agenzia del demanio.

Il progetto si appoggia all’ipotesi di un trasporto pubblico su via Guido Reni che diventa così una strada lenta e alberata (foto 015 Paola Viganò)
Il progetto si appoggia all’ipotesi di un trasporto pubblico su via Guido Reni che diventa così una strada lenta e alberata (foto 015 Paola Viganò)

La struttura urbana proposta da Studio 015 Paola Viganò ritrova la porosità negata dai grandi recinti militari, stabilendo una continuità importante tra i due assi del tridente (viale Pinturicchio a nord viale del Vignola a sud) e coinvolgendo la piazza del Maxxi. La Città della Scienza viene posizionata a nord‐est, in continuità con lo spazio del Maxxi. Nel caso in cui la costruzione implichi tempi prolungati, il programma funzionale del museo potrà essere ospitato nel grande hangar esistente, restaurato e riadattato per il nuovo utilizzo. Le attività commerciali sono collocate al livello stradale verso via Guido Reni, mentre la parte più interna dell’area è dedicata ai servizi di carattere pubblico; i livelli superiori degli edifici ospitano le funzioni residenziali.

Previsti percorsi pedonali nei giardini a uso delle residenze (foto 015 Paola Viganò)
Previsti percorsi pedonali nei giardini a uso delle residenze (foto 015 Paola Viganò)

L’Hotel è collocato sul limite sud‐est dell’area, lungo l’asse parallelo a via Guido Reni. Le attività collettive sono ospitate nei due edifici su viale del Vignola e destinati l’uno alle attività di associazioni locali, l’altro a uno spazio aperto polivalente (ad esempio una serra urbana). Nel loro insieme, i due edifici e la strada su cui si affacciano costituiscono una nuova centralità urbana. Il progetto si appoggia all’ipotesi di un trasporto pubblico su via Guido Reni che diventa così una strada lenta e alberata. È previsto un solo asse carrabile perpendicolare a via Guido Reni; per il resto la circolazione è orientata nord‐sud ed organizzata su strade residenziali, ad esclusione dell’asse diagonale tra via Guido Reni e viale del Vignola, e ai percorsi pedonali tra i giardini.

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