La sostenibile leggerezza del cemento

Il 16 aprile è stata una giornata memorabile per Italcementi che ha inaugurato i.lab, il nuovo centro di ricerca sui materiali realizzato su progetto di Richard Meier. 

Per chi percorre l’autostrada A4 provenendo da Milano, la parete vermiglia che delimita a nord il parco tecnologico Kilometro Rosso segnala l’approssimarsi di Bergamo. Il nuovo edificio dedicato alla ricerca sui materiali del Gruppo Italcementi sorge proprio al termine del muro, alleggerendone l’immagine con i suoi generosi aggetti bianchi.

La forma appuntita della copertura, che accompagna lo sguardo verso i colli della Città Alta, è risultato dell’impianto planimetrico a «V» del complesso edificato: protegge l’atrio d’ingresso su più livelli, che introduce sia all’area per le attività collettive e congressuali, nell’ala ovest, sia alla zona dedicata ai laboratori di ricerca e agli uffici, nell’ala nord.

 

L’edificio si sviluppa su cinque livelli, di cui tre ipogei. I laboratori per la ricerca e sviluppo sono situati nei piani inferiori: tutti godono di riscontro diretto d’aria e luce verso l’esterno, grazie all’ampio invaso che circonda l’intero edificio permettendo l’ingresso, nella corte interna, di un brano di territorio che recupera la tradizione agricola del luogo.

Nei due piani fuori terra si trovano gli uffici e la biblioteca scientifica, raggiungibili anche attraverso una rampa scenografica che si snoda a fianco dell’atrio. Ovunque, il candore delle superfici in cemento amplifica l’effetto vivificante della luce solare che penetra dalle ampie vetrate perimetrali, rendendo gli spazi interni piacevoli e accoglienti.

 

Il grande auditorium che occupa gran parte dell’ala ovest esemplifica la capacità del maestro di Newark nell’accostare con naturalezza forme e materiali: il disegno rigoroso delle strutture in cemento facciavista fa da contrappunto a uniformi superfici in pietra scura locale e alla scansione verticale delle lame in legno, con funzione antiriverbero.

L’intero edificio sembra concepito per dimostrare le potenzialità espressive e tecnologiche del cemento che, sapientemente lavorato come in poche altre occasioni ci è capitato di apprezzare, plasma ambienti volta per volta diversi, dando vita a un repertorio di soluzioni architettoniche di estrema efficacia e intensità.

L’attenzione prestata agli aspetti ambientali e della sostenibilità è un tratto fortemente caratterizzante dell’intero progetto: l’impiego di inerti riciclati, l’uso di materiali locali e di provenienza certificata, gli elevati livelli prestazionali raggiunti dall’involucro edilizio e le scelte energetiche e impiantistiche hanno concorso alla certificazione Platinum secondo lo standard Leed.

 

Eccellenza nell’innovazione

Il manto di rivestimento esterno di i.lab è composto dal cemento fotocatalitico Tx Active, con caratteristiche autopulenti: per questa applicazione è stata appositamente sviluppata una miscela di calcestruzzo bianco ad alta resistenza, in grado di rispondere ai requisiti di resistenza statica, durabilità e inalterabilità nel tempo.

Alcune pareti interne sono realizzate con pannelli prefabbricati realizzati con i.light, il cemento trasparente utilizzato per la prima volta nel Padiglione Italiano all’Expo 2010 di Shanghai. L’unione di un polimero più trasparente del vetro con una malta di nuovissima concezione, capace di lasciar filtrare la luce, restituisce manufatti solidi e traslucidi.

Le rampe d’accesso ai piani interrati e al giardino, come anche le aree di cordonatura intorno alle piante, sono pavimentate con i.idro Drain: il mix-design di questo prodotto combina la resistenza di una pavimentazione in calcestruzzo con le caratteristiche drenanti di un terreno naturale.

Con Effix Design, una malta a elevate prestazioni meccaniche ed estetiche studiata per la realizzazione di elementi in cemento non strutturali, disponibile anche in versione fotocatalitica, sono stati rifiniti alcuni elementi di arredo, in esterno e in interno.

 di Giuseppe La Franca

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