Quasi terminato il biomuseo di Gehry a Panama

 

Frank Ghery, Biomuseum. Foto Victoria Murillo, courtesy of biomuseo

Primo progetto del canadese Frank Gehry in America Latina, il Biomuseum si propone di fornire un centro scientifico per documentare e mostrare il ricco patrimonio di specie marine e terrestri dell’istmo di Panama, che ha avuto un grande impatto sulla biodiversità a livello mondiale.

Frank Gehry, Biomuseum. Foto Victoria Murillo, courtesy of biomuseo

Finanziato dalla Fondazione Amador,  con il patrocinio governativo e il supporto scientifico dello Smithsonian Istitute e dell’Università di Panama, il progetto ha grande importanza sociale per il paese e la regione.
L’edificio di 4000 metri quadri conterrà otto gallerie permanenti progettate da Bruce Mau, un atrio pubblico, spazi espositivi temporanei, un negozio, caffetteria, mostre esterne e un giardino botanico progettato da Edwina Von Gal.

Frank Gehry, Biomuseum. Foto Victoria Murillo, courtesy of biomuseo

Molti degli elementi strutturali diverranno anche elementi informativi ed istruttivi, con un colonnato parzialmente interno di 16 pilastri che descrivono gli effetti del genere umano sull’ecosistema panamense.

Il Panamarama, uno spazio coperto a tripla altezza coperto da 14 schermi proietterà il visitatore in una storia virtuale.

Frank Gehry, Biomuseum. Foto Victoria Murillo, courtesy of biomuseo

La maglia strutturale è costituita da una fitta serie di colonne in cemento conformati a mo’ di alberi, con rami angolari metallici che sostengono le tettorie placcate in metallo, simulando una serie di curve colorate e forme geometriche ripiegate su se stesse, avvolte tra facciate continue di grandi dimensioni.

Frank Gehry, Biomuseum. Courtesy of biomuseo
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