Renzo Piano e l’Harvard Art Museums di Cambridge

Harvard Art Museums, Cambridge, USA (Foto di Peter Vanderwarker)
Harvard Art Museums, Cambridge, USA (Foto di Peter Vanderwarker)

Apertura alla luce e alla città, dialogo fra spazi espositivi e luoghi per la ricerca, interazione fra arte e architettura, confronto fra memoria storica e cultura progettuale contemporanea sono solo alcune delle chiavi di lettura di un progetto, quello per l’Harvard Art Museums di Cambridge, che riunisce in un’unica struttura e sotto lo stesso tetto tre fra i più importanti musei d’arte degli Stati Uniti: il Fogg Museum, il Busch-Reisinger Museum e l’Arthur M. Sackler Museum.

Un momento dell’inaugurazione dell’Harvard Art Museums (Foto di Stephanie Mitchell)
Un momento dell’inaugurazione dell’Harvard Art Museums (Foto di Stephanie Mitchell)

Realizzato da Renzo Piano in collaborazione con lo studio Payette di Boston, il progetto aggancia all’edificio originario in mattoni del Fogg Museum una struttura dal linguaggio attuale in acciaio, vetro e legno.

00.HarvardSe dovessi descrivere l’Harvard Art Museums in un’immagine sintetica, direi che il piano terra ha un carattere urbano; il secondo e il terzo sono destinati all’arte e a chi desidera conoscerla; il quarto e il quinto ospitano spazi per gli studenti. (…) La parte nascosta della macchina museale è il luogo nel quale le opere d’arte sono catalogate e protette dall’azione del tempo; mentre il resto dello spazio, sotto la grande lanterna a vetri, è aperto alla città e alla luce naturale.”
Renzo Piano (Foto di Stefano Goldberg)

Il pubblico visita le opere d’arte durante la cerimonia di apertura del museo (Foto di Nic Lehoux)
Il pubblico visita le opere d’arte durante la cerimonia di apertura del museo (Foto di Nic Lehoux)

L’accostamento procede per interferenze e proprio da queste trae una nuova forma di energia espressiva capace di coinvolgere il tessuto urbano nel quale il complesso museale si inserisce.

Vista notturna dell’ampliamento con il nuovo ingresso su Prescott Street (Foto di Peter Vanderwarker)
Vista notturna dell’ampliamento con il nuovo ingresso su Prescott Street (Foto di Peter Vanderwarker)

Lo storico cortile del Fogg Museum, che ricorda una piazza italiana, è il cuore dell’intero spazio museale, nel quale l’insegnamento, l’esposizione e la conservazione delle opere d’arte sono al centro di un percorso di formazione e professionale fra i più qualificati al mondo.

La facciata del museo mostra il corpo dell’ampliamento verso sud (Foto di Nic Lehoux)
La facciata del museo mostra il corpo dell’ampliamento verso sud (Foto di Nic Lehoux)

Ed è a partire dalla missione dell’Harvard Art Museums che i progettisti configurano una teoria di ambienti perfettamente funzionali alle esigenze della comunità – studenti, ricercatori, insegnanti- che li vive e li abita.

DavidMaherCambridge è fortunata a ospitare delle istituzioni artistiche di fama mondiale nella propria comunità. Sono felice che i cittadini siano stati invitati all’inaugurazione e sono certo che essi contribuiranno a celebrare questa importante risorsa culturale.”
David Maher, sindaco di Cambridge

In più, il museo stabilisce, già a partire dalla corte aperta al pubblico proprio come una piazza, un contatto diretto e costante con la città, con i suoi abitanti, con i visitatori ai quali sono aperti non solo gli spazi espositivi ma anche quelli nei quali studenti e ricercatori sono alle prese con le tecniche di conservazione delle opere d’arte.

L’aggancio dell’ampliamento alla struttura originaria del Fogg Museum (Foto di Nic Lehoux)
L’aggancio dell’ampliamento alla struttura originaria del Fogg Museum (Foto di Nic Lehoux)

«L’Harvard Art Museums è un museo universitario, un luogo per collezionare ed esporre l’arte, un grande laboratorio per la ricerca a contatto diretto con le opere d’arte (…)», ha affermato Renzo Piano.

 Vista della corte e della copertura attraverso una delle gallerie espositive (Foto di Nic Lehoux)
Vista della corte e della copertura attraverso una delle gallerie espositive (Foto di Nic Lehoux)

L’uso preponderante del vetro è inteso a donare costantemente la possibilità di spaziare con lo sguardo, di esplorare arte e architettura allo stesso tempo, in un disegno che le vede interagire costantemente.

Harvard University president, Drew Gilpin FaustRenzo Piano ha realizzato un edificio meraviglioso tanto quanto le opere d’arte che ospita e al tempo stesso attento alle esigenze delle persone che al suo interno lavorano. La struttura, inoltre, inviterà cittadini e visitatori a godere degli impareggiabili tesori dell’università.”
Catherine Drew Gilpin Faust, presidente Harvard Art Museums (Foto di Stephanie Mitchell)

L’edificio del Fogg Museum, realizzato negli anni Venti del secolo scorso da Coolidge, Shepley, Bulfinch e Abbot Architects, ha subito negli anni degli ampliamenti che nel complesso apparivano disordinati e non unitari.

 Sovrapposizione dei nuovi livelli che insistono sulla corte preesistente (Foto di Nic Lehoux)
Sovrapposizione dei nuovi livelli che insistono sulla corte preesistente (Foto di Nic Lehoux)

Il progetto di Renzo Piano smantella questi ultimi, restaura e ristruttura il complesso museale originario, dà vita a un nuovo più organico e compatto ampliamento su Prescott Street.

  Lo Straus Center, dedicato allo studio delle tecniche di conservazione delle opere (Foto di Nic Lehoux)
Lo Straus Center, dedicato allo studio delle tecniche di conservazione delle opere (Foto di Nic Lehoux)

Una scelta che rende possibile una migliore fruizione della collezione, arrivata a contare oltre 250 mila pezzi provenienti da tutto il mondo e da epoche diverse (vasi greci, statuette romane di bronzo, monete bizantine, pietre di Giada cinesi, stampe giapponesi, acqueforti di Rembrandt, nature morte di Paul Gauguin, fotografie di Diane Arbus, disegni di Lyonel Feininger).

Thomas Lentz Abbiamo chiesto a Renzo Piano di concepire la struttura in modo da accogliere un nuovo tipo di laboratori che rispecchiasse la nostra missione di insegnamento multidisciplinare. Volevamo inoltre rafforzare il ruolo dei musei come parte integrante dell’ecosistema culturale di Cambridge e Boston.”
Thomas W. Lentz, direttore Harvard Art Museums (Foto di Stephanie Mitchell)

A partire dalla corte centrale, che catalizza la luce naturale e la diffonde negli ambienti che gravitano attorno a essa, si articolano i vari livelli dell’Harvard Art Museums: i primi sono destinati alle mostre temporanee e alle collezioni permanenti, i successivi ospitano gli spazi dedicati allo studio, alla ricerca e alla conservazione delle opere.

Planimetria con pianta del primo livello
Planimetria con pianta del primo livello

«Una stratificazione di spazi e servizi che procede verso l’alto attraverso ambienti sempre più specializzati», spiega Piano. L’ultimo livello, esattamente sotto la copertura a vetri, permette di spaziare con lo sguardo sia in direzione del cuore dell’edificio, sia verso la città e il parco del museo.

Sezione est – ovest. La corte raccoglie la luce naturale attraverso la copertura a vetri
Sezione est – ovest. La corte raccoglie la luce naturale attraverso la copertura a vetri

Gli spazi pubblici e quelli di supporto agli eventi speciali sono stati ampliati, incluso l’auditorium al piano interrato. Mentre l’originario ingresso su Quincy Street si rivolge direttamente sul campus universitario, il nuovo su Prescott Street apre simbolicamente il museo alla comunità locale.

 Particolare costruttivo del giardino d’inverno
Particolare costruttivo del giardino d’inverno

Il nuovo volume, rivestito in legno di cedro giallo dell’Alaska e affiancato al Fogg Museum, ospita sui suoi lati più corti due corpi in aggetto – i giardini d’inverno – realizzati in vetro, acciaio e pannelli di legno scorrevoli.

Il giardino d’inverno con alcune sculture di Lorenzo Bernini (Foto di Nic Lehoux)
Il giardino d’inverno con alcune sculture di Lorenzo Bernini (Foto di Nic Lehoux)

Questi ultimi, quando arretrano, come sipari di un teatro, offrono ai visitatori ora la vista sulla città ora sul Carpenter Center for the Visual Arts, unica opera di Le Corbusier negli Stati Uniti risalente all’inizio degli anni Sessanta e che oggi ospita l’Harvard Film Archive.

Gli elementi chiave del progetto
Gli elementi portanti attorno ai quali ruota il progetto sono: la Calderwood Courtyard, l’Art Study Center, lo Straus Center, la Lightbox Gallery, il Materials Lab. La Calderwood Courtyard, già presente nella struttura originaria del Fogg Museum, è il cuore del nuovo museo.

La rampa che collega il museo al Carpenter Center for the Visual Arts (Foto di Peter Vanderwarker)
La rampa che collega il museo al Carpenter Center for the Visual Arts (Foto di Peter Vanderwarker)

Aperta al pubblico, la corte catalizza la luce naturale e costituisce lo snodo del sistema di circolazione. L’Art Study Center ospita aree per lo studio e per la ricerca, oltre a offrire la possibilità di esaminare da vicino le opere d’arte originali. Lo Straus Center è dedicato alle attività di ricerca e di conservazione ed è concepito in modo tale che i visitatori possano osservare i lavori di restauro in corso oltre le pareti di vetro. La Lightbox Gallery, all’ultimo piano, permette di osservare da vicino la copertura di vetro e offre un’ampia visuale sui livelli sottostanti e sulla corte al piano terra. Il Materials Lab è il laboratorio dedicato allo studio dei nuovi materiali adoperati in campo artistico.

L’ampliamento dell’Harvard Art Museums (Foto di Peter Vanderwarker)
L’ampliamento dell’Harvard Art Museums (Foto di Peter Vanderwarker)

Renzo Piano Building Workshop
Renzo Piano nasce a Genova nel 1937. Durante l’università, al Politecnico di Milano, lavora nello studio di Franco Albini. Dopo la laurea (1964) compie numerosi viaggi in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Nel 1971, a Londra, fonda lo studio “Piano & Rogers” in collaborazione con Richard Rogers, con cui vince il concorso per il Centre Pompidou di Parigi, città nella quale si trasferisce. Dai primi anni ‘70 agli anni ‘90 collabora con Peter Rice, creando l’”Atelier Piano & Rice”. Infine, nel 1981, costituisce il “Renzo Piano Building Workshop” con sedi a Parigi, Genova e New York. Il 4 settembre 2013 è stato nominato Senatore a Vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e nel maggio 2014 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dalla Columbia University, New York, Usa.

Scheda
Harvard Art Museums
Cambridge, Massachusetts, Usa
Committente
Harvard Art Museums
Progettista
Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con Payette
Gruppo di progettazione
M. Carroll e E. Trezzani con J. Lee, E. Baglietto, S. Ishida, R. Aeck, F. Becchi, B. Cook, M. Orlandi, J. Pejkovic, A. Stern, J. Cook, M. Fleming, M. Palacio, S. Joubert; M. Ottonello (Cad), F. Cappellini, F. Terranova, I. Corsaro (modelli)
Consulenti
Robert Silman Associates (strutture); Arup (Mep) engineering, lighting design, ingegneria dei sistemi di facciata, code consulting, consulenza Leed); Nitsch Engineering (ingegneria civile); Anthony Associates (esperto di costruzioni in legno); Davis Langdon; Sandy Brown Associates (acustica); Carl Cathcart (arboricoltura); Building Conservation Associates (consulenza per la ristrutturazione)
impresa di costruzione
Skanska Usa

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