Restauro del Monastero di Santa Clara a Pavia – Vittorio Prina

Il monastero di Santa Clara, dedicato a Santa Maria delle Grazie, si trova a Pavia e costituisce «l’unico complesso giunto in uno stato di relativa completezza e sicura leggibilità» dal 1200 ai giorni nostri. Alla fine del Settecento Leopold Pollach ristrutturò il complesso al fine di adattarlo a sede di collegio per studenti: sono stati realizzati l’androne d’ingresso, che interrompe il collegamento tra le due chiese (la chiesa delle monache si affacciava perpendicolarmente nella chiesa per gli esterni) e lo scalone nell’angolo sud-est; sono stati rialzati i volumi verso corte, eliminando le finestrelle corrispondenti alle cellette e creando nuove aperture. Il collegio non entrò mai in funzione e il monastero diventò la sede della Caserma Calchi; in seguito vennero ricavati alloggi per sfollati, dipendenti pubblici, rimesse dei mezzi Asm, officine, sino all’abbandono.

Il monastero di Santa Clara restaurato
Il monastero di Santa Clara restaurato

La condizione in cui versava il complesso all’inizio dei lavori di restauro, diretti dall’architetto Vittorio Prina, era di esteso degrado: la chiesa delle monache e gli spazi più importanti erano suddivisi in alloggi; la chiesa per esterni era sede di un’officina così come molti locali erano destinati a deposito di mezzi pesanti o altro. Gli elementi architettonici di nuova costituzione sono perfettamente riconoscibili e caratterizzati da un linguaggio non mimetico: i volumi a nord, addossati alla parete esterna del monastero, sono stati sovralzati, consolidati e finiti all’esterno con intonaco di calce in cocciopesto. Al loro interno è ospitata la grande scala di sicurezza ottagonale con passerella, in ferro e pietra, interamente appesa al soffitto: elementi perfettamente distinguibili rispetto alla compagine muraria esistente. L’intervento costituisce un omaggio-citazione dell’opera di Franco Albini.

Il monastero di Santa Clara restaurato
Il monastero di Santa Clara restaurato

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