Rhome for denCity: il progetto vincitore del Solar Decathlon

Rhome for denCity, vista dall’accesso (foto di Lorenzo Procaccini)

L’Italia vince il campionato del mondo dell’efficienza energetica, dell’innovazione, della sostenibilità e della bellezza con il progetto Rhome for denCity, la casa solare ideata e costruita dal Dipartimento di Architettura di Roma Tre.

Rhome è il progetto vincitore del Solar Decathlon 2014 (foto di Lorenzo Procaccini)

Sbaragliando i progetti di Germania, Cile e Olanda, che avevano guadagnato alcuni importanti riconoscimenti nelle prove previste nel concorso del Solar Decathlon,il progetto italiano ha vinto la competizione, lanciata in origine nel 2002 dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, e che quest’anno si è tenuta a Versailles dal 27 giugno al 12 luglio.

Vista da nord-ovest del modulo abitativo (foto di Lorenzo Procaccini)

«Quella di stanotte è anche la vittoria dell’Italia che sa produrre innovazione, creatività, impegno in un settore di punta – dichiara Chiara Tonelli, team leader di Rhome – Ed è anche Il risultato di questi mesi di lavoro intenso, la summa della passione e perseveranza di tutta la squadra. Non abbiamo puntato a vincere le singole prove, ma soprattutto ad assicurare il reale funzionamento dell’abitazione, per farla diventare non un sogno ma una possibilità concreta: Rhome non nasce per rimanere su un foglio di carta, ma per costituire una vera alternativa in grado di far fronte alle sfide ambientali ed energetiche. Rhome è una casa che risponde alla necessità di aumentare la densità urbana eliminando sprechi energetici, bruttezza, abusivismo, degrado e aumentando la coesione sociale e la capacità di risposte collettive alla crisi».

La facciata sud-est di Rhome (foto di Lorenzo Procaccini)

Le prove del Solar Decathlon hanno costituito un severo test per Rhome, l’abitazione studiata per la riqualificazione delle aree abusive di Tor Fiscale a Roma, sottoponendola a verifiche di costruzione e qualità architettonica; ingegneria; efficienza energetica; sostenibilità; design e trasportabilità; comunicazione e sensibilizzazione del pubblico.

Vista del prospetto a sud (foto di Lorenzo Procaccini)

Ed ancora, il bilancio energetico, le condizioni di comfort, il funzionamento della casa sono stati monitorati dai giudici durante tutta la durata della competizione.
Dieci prove – il Decathlon, appunto – che hanno evidenziato come questa casa pensata per produrre più energia di quanta ne consumi, per utilizzare strumenti di difesa passiva dalle temperature sia calde che fredde, per tenere sotto controllo la qualità dell’aria e permettere funzioni abitative così come di lavoro, sia una proposta vincente nella prospettiva di una società capace di basse emissioni di carbonio.

La casa è concepita per riqualificare le aree romane edificate abusivamente (foto di Lorenzo Procaccini)

«Il team composto da più di 40 giovani, tra studenti e dottorandi, che ha lavorato per mesi al progetto presentato a Versailles, dimostra come questa attività di ricerca abbia anche un’importante valenza didattica”, – afferma il Rettore dell’Università Roma Tre Mario Panizza. -Nel nostro Ateneo riteniamo prioritario favorire l’apprendimento attraverso esperienze concrete per preparare gli studenti all’ingresso nel mondo del lavoro. È un’occasione di crescita, avvicina alle responsabilità professionali e soprattutto permette di condividere esperienze all’interno di un gruppo orientato allo stesso obiettivo».

Gli spazi della loggia, connessi con gli ambiti di soggiorno (foto di Lorenzo Procaccini)

Gioco di squadra, innovazione e un’attenzione particolare all’integrazione e inclusione sociale rappresentano i punti di forza del prototipo Rhome, che ha convinto la giuria anche per la reversibilità degli spazi, gli arredi recuperati, un sistema ben equilibrato di raffrescamento e riscaldamento e la capacità del team di gestire la casa con facilità, adattandola giorno per giorno alle condizioni climatiche.

Vista della cucina (foto di Lorenzo Procaccini)

La presenza di sponsor italiani di altissimo livello, rappresentativi della green economy più competitiva, ha completato il quadro del progetto di Roma Tre: il risultato è una casa trasportabile in treno, conveniente e minimale.

La loggia orientata verso sud (foto di Lorenzo Procaccini)

Costruita in legno certificato a basso impatto ambientale, la casa è composta da 65 metri quadrati di comfort e tecnologie applicate, dotata d’illuminazione naturale e artificiale di avanguardia, con una forte attenzione alla qualità dell’aria interna per garantire il massimo comfort e la massima salubrità: una casa architettonicamente bella, pensata per conciliare sobrietà ecologica e qualità del design.

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