Ricostruzione à la carte

Lo studio neozelandese Warren and Mahoney, in accordo con la diocesi locale, propone tre opzioni di ricostruzione della cattedrale anglicana di Christchurch, costruita nel XIX secolo e semidistrutta dal terremoto nel 2011, che saranno sottoposte a una pubblica indagine di gradimento.

Le tre ipotesi proposte (foto di Andrew Collins)

“Renewed Ancient Vision” è il motto adottato per il triplice concept che offre nel menù la possibilità del rifacimento “com’era”, della riedificazione di sapore neo-neogotico e, infine, dell’acconciatura “moderna”. La critica anglosassone ha stroncato la proposta come “bizzarra” e “architettonicamente analfabeta”, goffa nell’espressione stilistica e nel rapporto con la storia, preferendo l’idea della ricostruzione in continuità con il monumento originale.

Il sindaco di Christchurch sostiene invece come simbolicamente ed economicamente adeguata  l’opzione “contemporanea”; il primo test online ha dato come risultato: 30,6 per cento a favore del restauro integrale, 24,2 per cento per la riprogettazione in foggia tradizionale e 39,6 per cento che approva la totale ricostruzione. Nel frattempo è iniziata l’erezione della cattedrale temporanea, con telaio strutturale in tubolari di cartone progettata, da Shigeru Ban.

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