Riforma pensionistica per i geometri

La Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti (Cipag) ha reso noto, mediante il comunicato stampa riportato di seguito, che il Ministero del Lavoro ha approvato la riforma pensionistica della stessa Cipag.

Con apposita comunicazione il Ministero del Lavoro ha approvato la riforma pensionistica della Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti (CIPAG).

Con questo provvedimento si mette il sigillo ufficiale al superamento del test di sostenibilità a 50 anni, garantendo così ai propri iscritti un tranquillo futuro previdenziale.

Siamo soddisfatti del risultato ottenuto. Siamo intervenuti in modo da distribuire l’onere per raggiungere la sostenibilità a 50 anni su tutta la platea dei nostri iscritti, pensionati compresi” – ha dichiarato Fausto Amadasi Presidente CIPAG .-  E’ stato disegnato un solido sistema previdenziale di categoria che contempla il mantenimento di una prestazione premiante calcolata con sistema di calcolo reddituale e con accesso a 70 anni, ferma rimanendo la possibilità di accedere anticipatamente ad una prestazione calcolata con un sistema misto (contributivo/retributivo in pro rata) e l’ulteriore alternativa di accedere ad una pensione contributiva i cui requisiti di accesso sono stati armonizzati con il sistema generale.

Il sistema così riformato è stato esaminato positivamente dai Ministeri Vigilanti  che con la nota del Ministero del Lavoro – ritenendo soddisfatti i requisiti di sostenibilità cinquantennale richiesti dall’art. 24, comma 24 della Manovra Salva Italia –  hanno valutato con esito positivo la riforma previdenziale  sotto i diversi profili delle valutazioni attuariali, della congruità dell’aliquota contributiva, nonché dei  tassi di sostituzione in tal modo assicurati.

I principali interventi nel dettaglio sono:

Innalzamento graduale dell’età richiesta per il retributivo a 70 anni, con possibilità di accesso alla vecchiaia con calcolo misto a 67 anni: questo  passaggio viene previsto con gradualità dal 2014 al 2019, elevando ogni anno di sei mesi l’età richiesta. Rimane ferma la possibilità di accedere al trattamento di vecchiaia con calcolo misto (retributivo/contributivo) ad un’età inferiore, prevedendo anche qui  un innalzamento graduale dell’età anagrafica dagli attuali 65 anni ai 67 anni.

Introduzione dei requisiti dell’assicurazione generale obbligatoria per la pensione contributiva con aumento graduale dell’età anagrafica: la modifica dei requisiti per il perfezionamento della pensione contributiva, prevedendo che la stessa possa essere liquidata in favore di coloro che abbiano almeno 20 anni di contribuzione effettiva con un ammontare mensile della prima rata di pensione non inferiore a 1,5 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. Si prescinde da tali requisiti solo per il pensionando in possesso di un’età anagrafica pari a 70 anni con 5 anni di anzianità contributiva. E’ stato introdotto un innalzamento graduale dell’età da 65 a 67 anni, elevando ogni anno di sei mesi l’età richiesta.

Indicizzazioni: i redditi da considerare per le pensioni retributive non saranno più rivalutati al 100 per cento ma solo al 75 per cento con il rispetto del pro rata. Per le pensioni superiori ai 1500 Euro mensili lordi è previsto il blocco della rivalutazione nel biennio 2013-2014 mentre per quelle superiori ai 35.000 Euro annui lordi il blocco proseguirà anche nel quinquennio 2015-2019. Tale limite viene rivalutato nel tempo con l’andamento degli indici ISTAT.

I giovani: per i giovani si introduce l’accredito figurativo dell’intera contribuzione soggettiva ai fini della determinazione del montante contributivo per il calcolo delle pensioni di vecchiaia e anzianità liquidate dalla Cassa.

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