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Rivestimenti interni in pietra

Autore testo: Lorenzo Soro, Valentina Susini

Le pietre si differenziano dai marmi e graniti per la loro inattitudine ad essere lucidate.
Comprendono rocce di vario tipo tra le quali quelle utilizzate per rivestimenti possono venire così raggruppate:
 
Rocce endogene effusive
Ne fanno parte i porfidi.
Porfidi: presentano un impasto omogeneo, quasi vetroso, costituito da cristalli di miche, quarzo e ortoclasio. Le colorazioni vanno dal nero, al verde al rosso sempre in tonalità scure. Sono estratti in: Piemonte, Lombardia, Trentino, Toscana.
 
Rocce esogene (sedimentarie)
Comprendono i calcari compatti, le arenarie, i tufi calcarei.
Calcari compatti: originatisi per sedimentazione, presentano una struttura compatta e superficie non lucidabile. Sono estratti in: Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Marche, Romagna, Abruzzo.
Arenarie: sono rocce sedimentarie formatesi per ricomposizione di sabbie e frammenti rocciosi. A seconda della provenienza assumono diverse denominazioni (pietra serena, pietra dorata, pietra forte, macigno). Sono estratte in: Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Friuli, Emilia.
Tufi calcari: sono rocce sedimentarie formatesi per deposito chimico. Vengono estratti in Sardegna, Toscana, Emilia, Friuli, Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria.
 
Rocce metamorfiche
Nel campo dei rivestimenti, tra le rocce metamorfiche, vengono utilizzati gli Gneiss. Si tratta di rocce a struttura cristallina composta di quarzo, feldspati e miche. Vengono estratti prevalentemente in Lombardia e Piemonte. 
 
PRESTAZIONI E REQUISITI
Per applicazioni in interno, le pietre vengono poco utilizzate .
 
Porfidi
Presentano ottima resistenza meccanica ma essendo un materiale notevolmente duro risultano difficili da lavorare. Sono non lucidabili e presentano colorazioni in tonalità scure.
 
Arenarie
Sono pietre facilmente lavorabili, levigabili ma non lucidabili.
 
Tufi calcarei
Vengono usati per rivestimenti anche se poco resistenti ma facilmente lavorabili.
 
Gneiss
Sono facilmente divisibili in lastre. Hanno una struttura compatta e poco porosa, non presentano elevata resistenza all'usura.
Su tutte le superfici è possibile effettuare i vari tipi di lavorazioni superficiali quali: la levigatura, la lucidatura (anche se nella maggior parte dei casi le pietre non vengono lucidate), La bocciardatura, la sabbiatura e la stuccatura. 
 
Vedi la tabella sulle proprietà di alcune pietre

POSA IN OPERA
nella scelta della posa in opera più idonea, vanno considerate alcune condizioni:
il tipo di struttura di supporto;
le condizioni del sottofondo, che deve essere pulito ed asciutto;
il tipo del materiale di collegamento.
La posa in opera dei rivestimenti interni può avvenire utilizzando tre tecniche:
Posa con malta
Le lastre vengono applicate sulla struttura di supporto tramite malta normale o bastarda, oppure tramite miscele a base di cemento e additivi plastici. Lo spessore dello strato di collegamento è di 1-2 cm.                            
Bisogna prestare particolare attenzione al fatto che i vari materiali (malta, rivestimento lapideo, supporto murario) presentano coefficienti di dilatazione diversi.
Importante la consistenza della malta che se è troppo liquida può subire dei ritiri eccessivi ed essiccarsi troppo a causa dell'evaporazione dell'acqua, oppure l'acqua in eccesso può provocare macchie sulle lastre del rivestimento che la assorbono.
Questi fatti, possono provocare il distacco delle lastre, per cui si consiglia l'utilizzo della posa in opera con malta per rivestimenti che non superino i tre metri di altezza.
Per aumentare la tenuta si possono aggiungere zanche con la funzione di solo ritegno; le zanche vengono fissate alla struttura di supporto per mezzo di tasselli ad espansione, seguito dal posizionamento delle lastre e dalla riempitura con malta, che viene fatta colare nello spazio tra lastre e supporto murario.
 
Posa con collanti
Questo tipo di posa viene effettuata stendendo uno strato di adesivo da 3 a 5 mm per mezzo di una spatola dentata.
La superficie del supporto deve essere liscia e a piombo.
I giunti aperti vengono sigillati con prodotti elastici (silicone).
 
Posa a telaio
E' un sistema che viene utilizzato in ambienti interni di grandi dimensioni. Le lastre vengono assemblate a pannelli prefabbricati e applicate su un telaio metallico fissato precedentemente al supporto murario. Questo sistema è adatto soprattutto per la ristrutturazione di vecchie superfici degradate.
 
Bibliografia:
S. Casini (tesi di laurea), La facciata in pietra- tecnologie e metodi progettuali, Università degli studi di Firenze, Facoltà di Architettura,1994.
C. Amerio (a cura di), Strumenti per la tecnologia delle costruzioni e la progettazione edilizia, Società editrice internazionale, Torino, 1996.
E. Gregorini, I rivestimenti interni- materiali e sistemi, Maggioli Editore, Rimini, 1996.
Pietre naturali nelle costruzioni, Andrea Boeri, Milano, Ulrico Hoepli Editore spa, 1996
M. di Sivio, Facciate di pietra ' il marmo nell'architettura contemporanea: tecnologia dei paramenti esterni tra innovazione e tradizione, Alinea editrice, Firenze, 1993.
C. Amerio, G. Canavesio, Tecniche ed elementi costruttivi, vol.4°, fa parte di 'Strumenti per la tecnologia delle costruzioni e la progettazione edilizia, collana a cura di C. Amerio, Società editrice internazionale, Torino, 1996.