Rudolf Perathoner e le stazioni di valle e monte della cabinovia Dantercepies

 

L’accesso alla stazione valle con lo scenografico elemento di copertura delle scale pedonali e mobili

Le stazioni di valle e monte della cabinovia Dantercepies a Selva di Val Gardena dialogano con l’ambiente naturale spettacolare delle Dolomiti altoatesine grazie alla conformazione curvilinea e alla leggerezza del vetro.

Tavola di progetto 3D dell’elemento di copertura che contraddistingue la stazione di valle

Nel cuore della Val Gardena, in Alto Adige, la riqualificazione e il ridisegno architettonico della cabinovia Dantercepies è diventata l’occasione per cercare un nuovo dialogo fra infrastruttura e paesaggio naturale dolomitico. Dando vita a un vero e proprio landmark riconoscibile ma ben integrato nel proprio contesto ambientale e paesaggistico, con una forte valenza funzionale e frutto dell’impiego di soluzioni costruttive innovative.

Veduta della facciata principale della stazione di valle a due piani fuori terra

Il progetto, che ha previsto la realizzazione delle nuove stazioni di valle e di monte, è firmato dall’architetto Rudolf Perathoner (Studio di Architettura Perathoner di Selva di Val Gardena, Bolzano) per la società Seggiovie Dantercepies, attiva dal 1949 e concessionaria della cabinovia esaposto ad ammorsamento automatico “Selva Gardena Dantercepies”, che è parte del carosello sciistico del “Sella Ronda” fra i più rinomati e frequentati a livello mondiale.

Dettaglio dell’accesso alla stazione di valle con la doppia scala di accesso all’imbarco

La condizione imprescindibile che ha dato impronta al progetto riguarda le caratteristiche naturalistiche del sito: Selva di Val Gardena è, infatti, meta e punto di partenza per escursionisti e scalatori sia locali che turisti fin dall’inizio del secolo scorso. Varato nel 1975 e riammodernato in una prima fase nel 1992, l’impianto è stato nuovamente ridisegnato dall’ultimo progetto con un taglio architettonico marcatamente contemporaneo ma rispettoso dei vincoli ambientali e paesaggistici. Cardine principale del percorso di progettazione è stato quello di collocare gli edifici in perfetta aderenza alla morfologia del terreno in modo da limitare gli interventi di scavo e rinterro.

Planimetria della stazione di valle in corrispondenza del piano imbarco

Le due stazioni si presentano con un linguaggio comune impostato su registri modulati in base alle condizioni dell’area nella quale si collocano. La stazione di valle gioca su un doppio livello espressivo e funzionale. Da un lato, una buona parte del volume edificato è ipogeo, riducendone l’impatto fisico e visivo. Dall’altro, la conformazione della costruzione fuori terra ha una forte vocazione al dialogo e all’inserimento attivo nel paesaggio grazie alla morbidezza delle sagome, ai profili curvilinei, alla leggerezza strutturale e all’impiego di ampie superfici con tamponamento vetrato.

Sezioni trasversali e longitudinale della stazione di valle

Elemento architettonico di spicco è la grande copertura a forte effetto plastico che protegge l’accesso alla struttura, con scala pedonale e mobile, che si presta anche alla protezione di uno spazio a tribuna e punto di ritrovo coperto in prossimità dell’impianto, armoniosamente integrato con il corpo edilizio dalla linea essenziale.

Connessione fra il corpo di imbarco della cabinovia e la stazione di valle

Per quanto riguarda la stazione di monte, progettata ed eseguita in sei mesi, l’edificio nasce direttamente dalla morfologia del terreno e si pone in relazione all’adiacente radiotrasmettitore, in un dialogo serrato con il paesaggio montano mozzafiato giocato anche in questo caso con l’impiego di strutture architettoniche leggere e chiusure vetrate.

La stazione di monte, in dialogo con il declivio naturale del paesaggio montano

La complessità della configurazione architettonica degli edifici, a cominciare dalla copertura della stazione a valle, hanno richiesto l’impiego di sistemi per la progettazione in 3D, che hanno permesso di gestire lo studio e l’evoluzione del progetto dallo schizzo a matita fino ai disegni esecutivi. L’apporto tecnologico e costruttivo è stato determinante per realizzare il progetto rispettandone le caratteristiche spinte di organicità e integrazione con il paesaggio: fra i passaggi delicati, la copertura della stazione a valle ha richiesto l’impiego di casseforme con stampi in polistirolo espanso eseguiti direttamente su disegno, forniti dall’azienda Arbloc.

Cassero innovativo
La conformazione plastica della nuova stazione per impianto di risalita a Selva di Val Gardena ha richiesto un accurato lavoro di sagomatura e lavorazione delle casseforme, in particolare per la costruzione del grande elemento di copertura a sporto dal profilo curvilineo che contraddistingue la stazione di valle.

Gli stampi in polistirolo espanso per la costruzione dell’elemento copertura della stazione di valle

L’azienda Arbloc di Salgareda (TV), specializzata nella produzione di casseforme di polistirolo espanso rivestito per la realizzazione di interventi di carpenteria complessa, ha fornito al cantiere gli stampi (eseguiti su disegno) in polistirolo espanso a densità variabile da 40 a 20 Kg/m3, con rivestimento in resina Syform spruzzata per uno spessore di circa 1,5 mm. Il negativo in polistirolo è stato abbinato al cassero di produzione della Ulma Construction di Monguelfo (Bz).

Particolare della copertura di approdo al piano di imbarco della stazione

Sul polistirolo sono state poi realizzate le forometrie rinforzate per il passaggio dei tiranti e studiati gli incastri idonei per garantire superficie regolare durante la fase del getto.

Rudolf Perathoner
Rudolf Perathoner, nato a Bolzano nel 1975, consegue nel 2002 il diploma di laurea in Architettura alla Leopold-Franzens-Universität di Innsbruck (Austria). Due anni dopo apre il proprio studio professionale di architettura a Selva di Val Gardena. Oltre alla progettazione e direzione lavori delle stazioni della cabinovia Dantercepies, fra le opere in Val Gardena si contano anche la progettazione dell‘impianto funiviario per le stazioni di valle e monte a Forcella del Sassolungo (2008), la progettazione e direzione lavori per la stazione di valle della funicolare a Resciesa (2010), oltre a numerosi progetti per abitazioni private e hotel. Nel 2012 si classifica primo al concorso internazionale per un edificio polifunzionale a Barbiano (Bz).

Scheda
Stazioni per impianto di risalita Dantercepies
Località
Selva di Val Gardena (BZ)
Committente
Società Seggiovie Dantercepies, Selva di Val Gardena (BZ)
Progettista
Rudolf Perathoner-Studio di Architettura Perathoner, Selva di Val Gardena (BZ)
Impresa costruttrice
Schweigkofler, Barbiano (BZ)

di Lucilla Chiarini

 

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