Rudy Ricciotti e la marsigliese trina arborea del Mucem

Vista del fronte sud del Mucem (foto di Lisa Ricciotti)

Marsiglia, Capitale europea della cultura 2013, ospita il Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo, luogo simbolico in cui dar vita a un programma associativo e cognitivo dedicato alle singolarità e complessità del mondo affacciato su questo mare.

Planimetria del complesso espositivo con in evidenza la passerella di collegamento tra le due parti (foto di Agence Rudy Ricciotti)

Sospeso tra cielo e mare, galleggiante sul molo all’entrata del vecchio porto di Marsiglia, il Mucem è un progetto sul e per il Mediterraneo, il primo museo dedicato alla ricchezza culturale del Mare Nostrum, metafora di un modo di guardare al luogo geografico e storico come forma aperta e condivisa di una comune  civilizzazione, dove si radicano i fenomeni sociali e culturali contemporanei.

Waterfront notturno del Porto Vecchio di Marsiglia (foto di Lisa Ricciotti)

La decisione di insediare il Mucem a Marsiglia è una scelta quanto mai simbolica poiché coinvolge la città crocevia dei contatti tra le sponde del bacino mediterraneo.

Fronte nord-est con l’attacco tra prospetto vetrato e pelle decorativa in cemento (foto di Lisa Ricciotti)

Il polo museale rappresenta qui l’evoluzione del Museo di arte e tradizioni popolari creato nel 1937; l’ambito disciplinare si è espanso oggi fino a includere antropologia, politica, sociologia, archeologia, storia dell’arte, contribuendo così all’intersecarsi dei metodi di studio e degli approcci scientifici. Il sito scelto, il molo J4, di fronte al forte Saint-Jean, dove il Porto Vecchio e la Joliette si incontrano, è, per sua parte, strettamente connesso a questa tematica, testimoniando in ogni sua parte la storia civile e militare di Marsiglia.

L’edificio al crepuscolo illuminato da Yann Keralé (foto di Lisa Ricciotti)

La trasformazione del waterfront del porto, ha avuto due obiettivi: convertire l’area in un nuovo centro di sviluppo economico e dare impulso ai quartieri adiacenti, creando connessioni diversificate tra le parti di città.

Pianta del piano terra del museo (foto di Agence Rudy Ricciotti)

Il processo ha subito un’accelerazione con la scelta di Marsiglia come Capitale europea della cultura per il 2013 e la creazione negli ex edifici delle industrie della seta e del tabacco, nel distretto Balle de Mai, di tre spazi dedicati all’arte.

Sezione da nord-ovest a sud-est (foto di Agence Rudy Ricciotti)

Il fulcro della trasformazione è l’edificio progettato da Rudy Ricciotti per un totale di oltre 40mila metri quadrati: un quadrato di 72 metri per lato ne ha inscritto un altro di 52 che comprende le sale espositive e per conferenze; attorno gli spazi di servizio.

Passaggio tra fronte vetrato e trina cementizia all’altezza del primo piano (foto di Lisa Ricciotti)

Tra l’esterno e il cuore dell’edificio, su due lati, si crea un percorso racchiuso dall’involucro che riveste e protegge dall’eccessivo irraggiamento le vetrate perimetrali, dove il cemento si raffina in una scrittura organica, rendendo l’architettura evanescente figura d’ombre pronta a raccogliere i riflessi argentei dell’acqua.

Particolare del pilastro di forma organica (foto di Agence Rudy Ricciotti)

In questo spazio ibrido, all’interno del quale trovano collocazione le pilastrature, prendono piede due rampe che conducono alla sommità dell’edificio, da dove è possibile raggiungere il forte Saint-Jean percorrendo una passerella sospesa sul mare. Sulla terrazza di copertura – una piattaforma pavimentata in legno che ospita  il ristorante – l’involucro esterno si eleva e ripiega in orizzontale a formare un pergolato.

La terrazza del ristorante con il rivestimento che si piega a formare un pergolato (foto di Lisa Ricciotti)

L’utilizzo di questa trina cementizia che consente di ridurre le dimensioni delle parti strutturali, al punto da trasformare l’involucro in una ragnatela leggera e concreta allo stesso tempo, è reso a possibile dall’uso di calcestruzzo ad alta resistenza armato con trucioli metallici.

Particolare costruttivo del sistema di facciata (foto diAgence Rudy Ricciotti)

Gli elementi prefabbricati dell’involucro e della passerella pedonale sono realizzati con lo stesso materiale; il loro aspetto omogeneo fa percepire quindi questo passaggio come un prolungamento naturale del volume, un ramo che si protende dall’intrico di rampicanti che rivestono il solido vetrato, restituendone un’immagine ognora cangiante.

Interno di una sala espositiva (foto di Lisa Ricciotti)

Le chiusure vetrate sono: nella parte espositiva, protetta dalla pelle in cemento, costituite da pannelli preassemblati fissati con silicone strutturale; nella facciata della parte amministrativa, libera da brise-soleil, composte da vetri montati su un telaio a pannelli bombati. La notte, l’installazione di luci colorate, creata da Yann Keralé, offre una drammatizzazione scenografica aggiuntiva al décor compositivo.

di Vanina Sartorio

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