Salvare la filiera delle costruzioni

Paolo Buzzetti, presidente di Federcostruzioni

In occasione dell’assemblea del 24 luglio 2013, cui hanno partecipato tutte le maggiori associazioni del sistema industriale delle costruzioni, Federcostruzioni, attraverso le parole del suo presidente Paolo Buzzetti, denuncia: « Si è inceppato il funzionamento interno alla filiera delle costruzioni. L’acuirsi della stretta creditizia, come emerge anche oggi dagli ultimi dati di Bankitalia, nei confronti dell’edilizia sta determinando un vero e proprio blocco delle forniture di materiali e prodotti verso le imprese di costruzioni.  Senza credito i cantieri si fermano. Diventa essenziale intervenire per restituire affidabilità e credibilità alle imprese, riattivando i flussi finanziari ordinari e rispettando i termini di legge previsti per i pagamenti delle committenze pubbliche».

Giorgio Squinzi, presidente di Confidustria

A seguire l’intervento del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, sottolinea come solo la ripresa del settore edile possa far ripartire l’economia italiana: «Se vogliamo che il settore torni a crescere in tempi rapidi, fungendo così da traino anche per gli altri comparti produttivi, abbiamo immediato bisogno di interventi specifici che rilancino gli investimenti in infrastrutture, in opere pubbliche, attraverso la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente, con un’attenzione all’efficienza energetica e un occhio al dissesto idrogeologico. Il momento è delicato. Dobbiamo lavorare seriamente, con impegno e responsabilità da parte di tutti, e sostenere il Governo a compiere scelte politiche veloci, concrete e lungimiranti».

Federcostruzioni chiede quindi un incontro urgente al Governo durante il quale discutere del necessario allentamento della stretta creditizia, della messa a punto di un grande piano di investimento di opere pubbliche e della riqualificazione del patrimonio edilizio e delle città

«Va garantito il lavoro, quello delle imprese e quello dei loro dipendenti e collaboratori. Ogni giorno  – ricorda il presidente di Federcostruzioni – scompaiono decine di imprese e si perdono posti di lavoro. Ormai per quanto riguarda la filiera delle costruzioni ci si sta avvicinando ad un numero sconvolgente: settecentomila persone entro l’anno, dall’inizio della crisi, non lavorano più. Serve un Piano straordinario da destinare a opere essenziali per i cittadini riallineando il nostro Paese agli standard europei, dai quali ci siamo allontanati progressivamente proprio a causa dell’abbandono degli investimenti, soprattutto in manutenzione».

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO