L’A2M di Sciveres e Grasso Cannizzo

(foto di Filippo Poli)

Il programma costruttivo dell’intervento di nuova edificazione previsto sulla collina che domina Marina di Ragusa prevede un’aggregazione delle case a schiera. Il progetto delle residenze sociali A2M, di Nunzio Gabriele Sciveres e Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, trasforma il vincolo tipologico in un’opportunità per sfruttare le caratteristiche fisiche dell’area e anteporre il comfort ambientale e la qualità dello spazio domestico alle ragioni della mera speculazione fondiaria.

Vista generale dell’intervento (foto di Filippo Poli)

Pertanto le unità si dispongono con il lato lungo secondo una giacitura ortogonale rispetto alla direzione nord-sud e alla linea di massima pendenza al fine di coniugare al meglio le esigenze di soleggiamento e ventilazione naturale, di ampliamento della vista verso il mare e di maggiore privacy degli spazi esterni.

Vista del complesso verso il mare (foto di Filippo Poli)

L’esito è un sistema a “schiera slittata”, in cui le 25 unità sono aggregate in 6 fasce profonde ognuna 5 m e orientate secondo la direzione est-ovest , nelle quali si alternano volumi edificati e spazi aperti.

Vista sulle abitazioni limitrofe (foto di Filippo Poli)

Elaborando 10 tipologie di unità distinte, viene scongiurato il limite dell’uniformità del tipo a schiera: ampie porte-finestre su pareti opposte stabiliscono continuità tra interno ed esterno, favorendo ventilazione naturale e garantendo la doppia esposizione e uguale vista sul mare per tutte le unità.

Viabilità interna (foto di Filippo Poli)

Per quanto riguarda gli spazi esterni, lo sviluppo del giardino sui lati lunghi della casa garantisce anche maggiore privacy nei patii e nelle verande, mentre le ampie zone ombreggiate all’esterno moltiplicano la superficie abitabile.

I cortili, i muri di cinta le verande (foto di Filippo Poli)

Un percorso carrabile ad anello, e a senso unico di percorrenza, serve tutte le unità. Con “A2M Social Housing”  i progettisti hanno vinto l’edizione 2013 del Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin.

di Valeria Marsaglia

 

 


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