Segni astratti per l’allestimento di Garcia e Cumini

Vista del Foscarini Spazio Brera (foto di Foscarini)
Vista del Foscarini Spazio Brera (foto di Foscarini)

Una galleria di forme ed emozioni interpretate da Vicente Garcia Jimenez e Cinzia Cumini: questo il nuovo allestimento di Foscarini Spazio Brera, dove le ultime novità della collezione 2014 sono rappresentate con motivi geometrici, elementi lineari, forme e segni astratti e resi distintivi.

Negli interni le lampade sono rappresentate da segni e forme (foto di Foscarini)
Negli interni le lampade sono rappresentate da segni e forme (foto di Foscarini)

Lo showroom conferma la sua vocazione istrionica e in continuo mutamento grazie ad un’installazione dinamica e composita, un progetto che vedrà protagoniste le lampade Foscarini: Anisha, Caboche, LeSoleil, Lightwing, Tuareg, Rituals, Aplomb e Bahia verranno proposte per mezzo di un pattern, che ne racconterà, in una ripetizione modulare, la personalità, la forma e le geometrie.

La ripetizione modulare di elementi formali disegna lo spazio (foto di Foscarini)
La ripetizione modulare di elementi formali disegna lo spazio (foto di Foscarini)

Ognuno di questi pattern, collocati nello spazio come grandi quadri che fanno da sfondo e cornice ai diversi modelli di lampade, sarà stampato su lastre colorate e intagliate, creando un effetto di trasparenze e contrapposizioni tra pieni e vuoti.

L'allestimento è stato realizzato da Jimenez e Cumini Associati (foto di Foscarini)
L’allestimento è stato realizzato da Garcia Cumini Associati (foto di Foscarini)

«Spirali, vortici, quadrati, cerchi, fiori, linee… quando la mente è assorta la mano disegna apparentemente senza controllo. Una gestualità che accomuna tutti, schemi ricorrenti che caratterizzano la libertà del pensiero e inaspettatamente creano forme nuove,- spiegano i progettisti e proseguono -Questo dialogo silenzioso tra la mente e il braccio, tra il sogno e il segno ha ispirato Pattern. Le lampade, i loro contorni o gli elementi che le caratterizzano sono gli attori di questo nuovo schema: non sono più singoli oggetti ma sono parte di un complesso disegno grafico che incanta lo spettatore con il suo movimento».

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