Serlachius Museum Gösta: una foresta astratta tra i boschi

L'accesso al Serlachius Museum Gösta (foto di Tuomas Uusheimo)
L’accesso al Serlachius Museum Gösta (foto di Tuomas Uusheimo)

L’architettura della nuova ala per l’arte contemporanea del Serlachius Museum Gösta è stata progettata da MX_SI architectural studio, a seguito della vittoria, nel 2011, del concorso internazionale per l’ampliamento del museo. Il nuovo edificio è connesso al Joennimei Manor, la residenza costruita nel 1935 che ha storicamente ospitato il museo, oltre a costituire gli spazi di abitazione per i proprietari della collezione esposta.

Il museo circondato dal giardino (foto di Pedro Pegenaute)
Il museo circondato dal giardino (foto di Pedro Pegenaute)

L’estensione fornisce, quindi, un ambito museale aggiuntivo per la raccolta dell’arte contemporanea e per l’esposizione di mostre temporanee. La nuova ala del museo è disposta perpendicolarmente all’asse principale della casa esistente alla quale si affianca, concludendone la visione prospettica rispetto al percorso principale e disponendosi in direzione del lago vicino.

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“Il progetto è concepito come una foresta astratta e densa”, hanno spiegato gli architetti in un comunicato, “una foresta che rappresenta e si traduce in una serie di cornici di legno parallele che definiscono la geometria e la struttura del nuovo edificio”. L’architettura è infatti realizzata con l’abete rosso locale che configura portali strutturali ripetuti lungo l’estensione di tutto il corpo del museo. Attraverso la copertura di altezza variabile, più bassa dove il museo affianca l’abitazione e che va, via via, innalzandosi verso la vista del lago, l’edificio rafforza la forma della piazza antistante Joennimei Manor e articola il paesaggio naturale circostante in un racconto dinamico ma essenziale.

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Diverse aperture e incisioni angolari interrompono la forma allungata del museo, il cui involucro è composto da vetri riflettenti: questi, posati tra i montanti in legno, rendono visivamente l’architettura parte del paesaggio naturale circostante. “Per ridurre l’impatto visivo di un edificio in un contesto così delicato, l’edificio cerca di scomporre in frammenti più piccoli”, hanno commentato gli architetti. Inoltre aggiungono: “Il risultato delle incisioni è la percezione di uno spazio infinitamente rispecchiato, in cui le porte od i passaggi pedonali verso la foresta suddividono otticamente l’edificio in senso trasversale. Queste invasioni trasformano quello che sarebbe stato un percorso lineare, in uno emotivo, grazie al ritmo della ripetizione costante dei telai strutturali ed a interruzioni che permettono agli spazi esterni di penetrare all’interno dell’edificio”.

Il nuovo ponte in acciaio corten (foto di Eugeni Bach)
Il nuovo ponte in acciaio corten (foto di Eugeni Bach)

Parte dell’intervento prevedeva l’introduzione di un ponte che collegasse il parco della villa con la piccola isola antistante, ripristinando la struttura di attraversamento esistita per decenni e purtroppo crollata.Il nuovo ponte si collega alla riva del parco leggermente in pendenza, con sponde asimmetriche e un’estremità lievemente rialzata, in equilibrio sulla costa rocciosa dell’isola.

Vista del ponte dall'isola davanti al museo (foto di Eugeni Bach)
Vista del ponte dall’isola davanti al museo (foto di Eugeni Bach)

La sua struttura è realizzata in lamiera di acciaio corten, piegata in quattro punti per creare una sezione strutturale che potesse supportare un parapetto da un lato, e, dall’altro, una superficie d’appoggio in larice, la cui sezione si modifica lungo il percorso per formare una seduta centrale.

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