Shanty-Scaper: una visione verticale del futuro per gli slums indiani

Particolare dello Shanty-Scaper a Chennai City, India  (foto di S. Bhatla, S. Sundar)
Particolare dello Shanty-Scaper a Chennai City, India (foto di S. Bhatla, S. Sundar)

Suraksha Bhatla e Sharan Sundar hanno dato forma al progetto intitolato Shanty-Scaper: un’innovativa proposta per un edificio alto che attraverso l’uso dei materiali, il programma funzionale, la visione estetica e l’organizzazione spaziale, rinnova il modo d’intendere l’architettura verticale e il rapporto di questa tipologia con il contesto naturale e costruito.
L’edificio è stato ideato, infatti, quale risposta alle condizioni di vita degli slums indiani, e in particolare per il Nochikuppam slum di Chennai City.
Nella regione Indiana, negli ultimi dieci anni, si è potuto verificare il raddoppiarsi nel numero di indidividui al di sotto della soglia di povertà. Ciò avviene nel contesto di una popolazione destinata a crescere ma sempre più divisa tra benessere e condizioni inaccettabili di sopravvivenza.
Nello slum di Nochikuppam risiedono circa 5mila famiglie di pescatori che vivono in meno di 1500 baracche: l’unica risposta data indirettamente dal governo del paese a questa situazione è la proposta e costruzione pragmatica di un certo numero d’abitazioni, ai margini della città, per il reinsediamento degli abitanti delle baraccopoli.

Lo Shanty-Scaper è ideato per attribuire una nuova forma urbana allo Nochikuppam slum (foto di S. Bhatla, S. Sundar)
Lo Shanty-Scaper è ideato per attribuire una nuova forma urbana allo Nochikuppam slum (foto di S. Bhatla, S. Sundar)

Questa soluzione è evidentemente una falsa risposta poichè circa il 20 per cento delle nuove residenze è rimasta vuota e ben il 50 per cento degli aventi diritto non vi risiede, ma piuttosto lascia in subaffitto le abitazioni ad altri. Ciò accade perchè gli abitanti non possono permettersi di risiedere tanto lontano dal centro della città, dove non è possibile accedere a servizi ed opportunità di lavoro.
A fronte di tutto ciò va considerato il costo ingente della costruzione di tali residenze e che, in ogni caso, il numero delle abitazioni non è di fatto sufficiente a reinsediare tutti gli abitanti delle baracche.

Una tavola di presentazione del progetto 'Shanty-Scaper' (foto di S. Bhatla, S. Sundar)
Una tavola di presentazione del progetto ‘Shanty-Scaper’ (foto di S. Bhatla, S. Sundar)

Gli slums sono una tematica di difficile gestione – seppur spesso affrontata da architetti ed urbanisti – che a Chennai City ha assunto una dimensione ingentissima ma formalmente ignorata dal governo della città e dalle sue reti di servizi, tanto da divenire sostanzialmente invisibile.
Questa situazione, l’altissimo costo del suolo nella città di Chennai, ha spinto Suraksha Bhatla e Sharan Sundar a proporre lo strutturarsi di una nuova forma di costruito verticale spontaneo che si innesta sulla tipologia del grattacielo. Il progetto del Shanty-Scaper mira, grazie a un nuovo processo di autocostruzione, a fornire lavoro e spazi sociali – oltre a quelli residenziali – per gli abitanti degli slums.

Il grattacielo, in un’ottica attuale e necessaria del recupero e riuso, è stato pensato come composizione di materiali e detriti della città: tubi, lamiere ondulate e legname danno forma a una nuova comunità. Questa realizza essa stessa un servizio nuovo per l’ambito urbano, come un mercato ittico situato al piano terreno dell’edificio; ma, ugualmente, così configurata, si rende riconoscibile per avere accesso in modo efficente allo spazio urbano ed ai suoi servizi.

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