Specchio strumento di indagine della realtà

La Gibigiana

Fino al 10 agosto 2013 la Fondazione Achille Castiglioni di Milano ospita una mostra sperimentale, curata da Marco Marzini e dedicata alla Gibigiana, lampada disegnata da Achille Castiglioni nel 1980 ed allora prodotta da Flos.

La mostra sarà l’occasione per osservare i materiali d’archivio di Gibigiana, fino ad oggi racchiusi nelle scatole della stanza dei prototipi, uniti da un filo conduttore per tracciare l’evolutivo e incessante percorso progettuale di Achille Castiglioni.

L o specchio, elemento narrativo principale della mostra

Il progetto parte dal tentativo di risolvere un problema quotidiano “di due persone che vivono in uno stesso ambiente e magari dormono insieme e uno dorme e l’altro legge”.

Nasce così la Gibigiana, un apparecchio illuminante con luce riflessa concentrata e orientabile. Lo specchietto posto alla sommità dell’apparecchio serve per orientare il flusso luminoso proveniente dalla sorgente luminosa nascosta all’interno della scocca in acciaio. La luce viene così orientata soltanto dove serve, per permettere a due persone, nel medesimo ambiente buio, di svolgere contemporaneamente attività differenti con differenti condizioni di luce.

L’ingresso alla mostra

“Il componente principale di progettazione” è l’annullamento della sorgente luminosa attraverso la riflessione sullo specchio più in alto.

L’ispirazione arriva da uno tra ragazzini, quando fra i banchi di scuola si riflette un raggio di Sole con l’orologio, sui muri dell’aula, in faccia ai compagni di classe oppure sulla schiena del professore: la gibigiana appunto.

La riflessione è anche il tema del percorso allestito negli spazi della Fondazione Achille Castiglioni, dove specchi ultraleggeri coinvolgono lo spettatore svelando ciò che è nascosto.

La riflessione, quindi, come filtro per leggere la realtà e lo specchio come strumento di indagine.

Una delle scatole dove sono conservati i prototipi
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