Struggling Cities: una lettura del progetto urbanistico giapponese

Modelli in scala, foto e animazioni presenteranno al pubblico italiano come le “città combattenti” e la loro ideazione progettuale abbiano realizzato le premesse, non sempre accolte, delle attuali metropoli giapponesi. Si intitola Struggling Cities e, curata da Naohiko Hino, è un’esposizione, che fino al 15 marzo si terrà a Roma presso l’Istituto di Cultura Giapponese relativa al progetto urbanistico condotto in Giappone a partire dagli anni Sessanta.

Arata Isozaki, Clusters in the Air (Foto di Takashi Ohtaka)

La mostra si articola in quattro sezioni tematiche che presentano la “storia della città ideale”, i “progetti urbani ambiziosi in Giappone”, le Città del mondo: anni Sessanta – Settanta ed infine, le “problematiche urbane ai giorni nostri”. La prima sezione propone la lettura della diversità morfologica urbana, attraverso la presentazione di progetti concettuali che propongono un’idea peculiare della trasformazione urbana e sociale.
La seconda, illustra tre importanti progetti urbani presentati in Giappone nei primi anni sessanta: le tre visioni ideali, mai realizzate, sottolineano le problematiche e i cambiamenti che le città, non solo Tokyo, attraversavano all’epoca.
La terza sezione presenta i progetti urbani moderni ideati e realizzati, non senza variazioni, fino agli anni Settanta.
Infine, nella quarta sezione, l’esposizione si riconnette con l’urbanizzazione mondiale e Tokyo diviene l’esempio paradigmatico per considerare la resilienza urbana delle grandi metropoli e la possibilità del progetto urbanistico contemporaneo d’essere ancora strumento modificatore efficace.

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