Struttura antica, funzionalità contemporanea

Il grande patio coperto dominato dalla scala imperiale

L’edificio oggetto dell’intervento di restauro, completato alla fine del diciannovesimo secolo in stile neo-classico, è sempre stato utilizzato come sede delle Corti supreme della Regione di Castilla e León, la Procura e l’alta corte distrettuale.

Il forte degrado della struttura imponeva tuttavia un trasferimento degli uffici, di fronte al quale  il Ministero della Giustizia ha affrontato la possibilità di un intervento di ristrutturazione: il progetto di Primitivo Gonzalez celebra con fermezza e supporta questa opzione, presentando le strategie per adattare le caratteristiche dell’edificio alle esigenze attuali, l’utilizzo, la convenienza, l’estetica …
La proposta di ristrutturazione ha ridefinito il layout distributivo: oltre ad utilizzare il piano sottotetto e a creare una nuova cantina, ha proposto la conversione del seminterrato in un piano terra con accesso al palazzo a questo livello. Una rampa in leggera pendenza collega l’ex seminterrato con il livello stradale, facilitando inoltre l’accessibilità all’edificio, in precedenza condizionata dai gradini che conducevano all’ingresso.

Vista del primo piano

La posizione dei cortili interni al livello seminterrato ha facilitato quest’operazione: se il sistema giudiziario in precedenza stava “sopra” il grande pubblico, si trova ora “a livello strada”, più vicino, più accessibile, mostrando il desiderio di essere più democratico.
L’impianto della costruzione è costituito da una forma rettangolare con i corridoi che definiscono due grandi cortili interni, separati dall’imponente “scala imperiale”; si tratta di uno schema distributivo elementare, che ha permesso un facile riadattamento, pur mantenendo il layout principale.

I patii sono stati coperti per rendere le aree pubbliche più grandi possibili, formando un unico grande spazio luminoso, mentre le aule dei tribunali sono stati alloggiati in “scatole di legno” e rese visibili ed accessibili dai corridoi.
Il progetto prevede un grande foyer d’ingresso per rafforzare il collegamento tra questo spazio ed i sistemi distributivi, mentre la scala imperiale, prima schermata dietro pareti divisorie, è ora visibilmente collegata al foyer, mettendo in evidenza l’unificazione del palazzo.
Le facciate nobili, in pietra, contrastano con gli elementi costruttivi interni, dove l’uso del cartongesso e del color oro mascherano un edificio realizzato con elementi di qualità inferiore.
Il progetto valorizza l’edificio senza sacrificarne l’uso contemporaneo, agendo nella convinzione che l’unico modo per mantenere in vita questi edifici sia conciliare la loro forma strutturale con la loro capacità di adattarsi alle attuali esigenze funzionali.

Vista del cortile interno, prima e dopo l’intervento

 

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