Subnature, per ripulire le acque urbane

Il paesaggio determinato dal progetto Subnature (foto di Carla Lores e Michael Yarinsky)

Subnature è un progetto svolto presso il Pratt Institute e ideato da Carla Lores con Michael Yarinsky. ll progetto mira ad appianare il divario tra un paesaggio, con le sue risorse, allo stato pulito e quello contaminato, promuovendo il desiderio di un nuovo modello di periferia urbana.

Schema progettuale dell’effluvio delle acque reflue (foto di Carla Lores e Michael Yarinsky)

A New York come in molteplici siti metropolitani, infatti, la domanda di acqua sta sempre più crescendo a causa dell’aumento della popolazione e per l’ulteriore sviluppo suburbano nelle aree periferiche: i siti idrogeologici di raccolta delle acque reflue non sono più in condizioni igeniche sicure, come si pensava una volta, ma sempre più contaminate da molteplici fonti inquinanti e rischiano di mescolarsi con il territorio e altre fonti idriche pulite.

Modellazione del sistema progettuale (foto di Carla Lores e Michael Yarinsky)

Prendendo ad esempio la città di Carmel nella contea di Putnam, in Georgia, che è dotata di vasche, integrate nella comunità di periferia, per la captazione delle acque, si può notare come il sistema attualmente in vigore per la dispersione delle acque reflue abbia un altissimo rischio di contaminazione dei bacini idrografici.

Schemi progettuali per la pianificazione del sistema (foto di Carla Lores e Michael Yarinsky)

La chiave per la strategia di bonifica presentata è il rapporto tra acque reflue e la possibilità di filtraggio nel territorio che risulta determinato da una topografia di canali d’acqua effluente da siti specifici di raccolta. Il particolare paesaggio proposto nel progetto è stato generato in base a uno studio topologico usando sabbia e cavità per definire la densità di drenaggio che è in rapporto alle aree delle acque sotterranee a rischio di contaminazione .

Vista del paesaggio di cavità conformate dalle acque (foto di Carla Lores e Michael Yarinsky)

In questo modo gli elementi naturali diluiscono quelli sintetici e nocivi, il territorio diviene uno spazio d’esondazione definito da componenti che permettono sia il flusso di acqua che piccoli materiali ma allo stesso tempo sono capaci di contenere il suolo e le piante.

Vista del nuovo ambiente e della sua possibile fruizione pubblica (foto di Carla Lores e Michael Yarinsky)

Il sistema passivo dispone di un sistema d’illuminazione ed è attivato da pompe integrate che conducono gli inquinanti e il biogas verso siti di lavorazione. Infine questo paesaggio è proposto come luogo piacevole, secondo un ideale quasi bucolico, per gite fuori porta ed attività ricreative dove la vista spazia sull’ambiente composto di sentieri attorniati di cavità e vegetazione.

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