Synth[e]tech[e]cology, la Bt Tower secondo Chang-Yeob Lee

Vista dalla nuova Bt Tower ecologica (foto di Chang-Yeob Lee)

Intitolata “Synth[e]tech[e]cology – Greenhouse Gas to Economic Asset”, l’originale tesi di Laurea di Chang-Yeob Lee è stata discussa dall’autore presso il Royal College of Art and Architecture di Londra, esponendo soluzioni architettoniche che emergono dall’uso di prototipi robotici quali elementi della progettazione.

Schema di funzionamento della nuova struttura bio-catalitica (foto di Chang-Yeob Lee)

Il titolo della tesi comprende e presenta i tre temi chiave del progetto di Lee: l’artificio, la tecnologia e l’ecologia. La proposta del progetto di tesi, oggi fortemente utopica, riguarda infatti la possibilità di trasformazione della Bt Tower di Londra in una struttura verticale dedicata alla depurazione dell’atmosfera dall’inquinamento.

Tavola di presentazione del sistema depurativo realizzato da un reticolo di cavi e dispositivi filtranti (foto di Chang-Yeob Lee)

Questo obiettivo ecologico è perseguito attraverso la riconversione della funzione di telecomunicazione della torre: il progetto intende trasformare la torre in eco-grattacielo, sfruttandone l’altezza e tramite la realizzazione di un futuristico sistema di filtraggio, realizzato da un intreccio disomogeneo di cavi.

La stratificazione nella struttura (foto di Chang-Yeob Lee)

Nella sua ricerca, Lee ha preso in esame una serie di fattori, quali quello sociale, politico e sanitario, affrontando la malattia respiratoria come una questione fondamentale all’interno di Londra e del clima unico nella città.

Schema dello spostamento degli inquinanti aerei (foto di Chang-Yeob Lee)

D’altra parte, l’autore non presta particolare attenzione al fattore economico che l’effettivo studio di fattibilità del progetto e la sua realizzazione implicherebbero, suggerendo l’investimento nell’opera di depurazione atmosferica come un grande beneficio proprio in tempi di crisi e scarsità di risorse.

Studio della dinamica di captazione degli inquinanti (foto di Chang-Yeob Lee)

Questa concezione deriva dall’idea che l’inquinamento potrebbe tradursi in una fonte energetica, seppur ancora non siamo in grado di utilizzarla. Citando Buckminster Fuller, l’autore spiega che: «L’inquinamento è nulla se non la risorse che non stiamo raccogliendo. Permettiamo la sua dispersione perché ignari del suo valore».

Vista dell’interno della struttura (foto di Chang-Yeob Lee)

In questo senso, la trasformazione della torre in uno spazio eco – catalitico, un reticolo stratificato e composto di griglie che attraggono elettrostaticamente l’inquinamento atmosferico, assume l’importanza di una visione innovativa ancora inesplorata. Il progetto prevede inoltre di ospitare al suo interno un centro di ricerca per esplorare nuovi metodi di movimentazione dell’aria, con il proposito di ottimizzare la raccolta della materia inquinante e massimizzare l’efficienza della struttura.

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