Synthetic Skin: la soft robotics

Visualizzazione del progetto Synthetic Skin presso il Museumsquartier di Vienna (foto di Maya Pindeus)
Visualizzazione del progetto Synthetic Skin presso il Museumsquartier di Vienna (foto di Maya Pindeus)

Il progetto di laurea per l’University of Applied Arts di Vienna, realizzato da Maya Pindeus, con lo studio Zaha Hadid Architects, si intitola Synthetic Skine intende realizzare un nuovo tipo d’architettura interattiva. Utilizzando i principi robotici nel processo di progettazione e di fabbricazione, la ricerca articola un’architettura che si adatta spazialmente alle mutevoli esigenze dei suoi utenti e al suo ambiente.

Vista dello spazio interattivo ed adattabile (foto di Maya Pindeus)
Vista dello spazio interattivo ed adattabile (foto di Maya Pindeus)

Il progetto “Synthetic Skin” combina in ambito architettonico i principi cinematici con i progressi della pneumatica: introduzione della tecnica della soft robotics, “robotica morbida”, sostituisce alcuni principi di funzionamento meccanico dell’architettura, trasformandola in oggetto interattivo che segue, per forme e mobilità, il paradigma biologico.

Le strutture sono ideate per rispondere ai fattori del contesto (foto di Maya Pindeus)
Le strutture sono ideate per rispondere ai fattori del contesto (foto di Maya Pindeus)

I “robot morbidi” hanno una vasta gamma di differenti modelli di deformazione strutturale, azionata da sistemi pneumatici che prevedono il conseguente gonfiaggio degli elementi.
La modalità di funzionamento è ispirata dalle strutture biologiche degli animali, come i tentacoli dei molluschi o i tronchi toracici di mammiferi, ed ha la particolarità di permettere le deformazioni senza la necessità di giunzioni esterne.

Vista planimetrica del modello di progetto (foto di Maya Pindeus)

L’uso di questa tecnica robotica è stato impiegato per configurare strutture spaziali che possono adattarsi a diversi scenari.
Lo spazio del Museumsquartier di Vienna è stato scelto come location per l’applicazione della tecnologia: in questo ambito è stata realizzata una struttura multifunzionale ed interattiva.

Prototipi di studio per la realizzazione di strutture “soft robotics” ispirate alle forme animali (foto di Maya Pindeus)

La “pelle sintetica” modifica la sua struttura spaziale realizzando diversi scenari utili nel contesto di questo spazio urbano culturale, realizzando una superficie di copertura per eventi che prevedono un flusso di visitatori costante, giorno e notte.

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