The “Berlin Brain”

Grazie alla sua conformazione ha già guadagnato tra gli abitanti di Berlino il nomignolo di “Berlin Brain”: è la Biblioteca di Filologia della Libera Università di Berlino, recentemente terminata da Foster + Partners.

Inquadramento planivolumetrico (Foster + Partners)

Frutto di decenni di ricerca e sperimentazione nel campo delle tecnologie passive ed attive applicate agli edifici per aumentarne l’efficienza energetica, la biblioteca si compone di due parti progettuali interconnesse: il corpo principale che ospita le collezioni di ben undici differenti biblioteche, e il restauro degli edifici del campus esistente.

La biblioteca nel contesto del campus universitario (foto di Reinhard Gorner)

Il campus, inaugurato nel 1971, venne disegnato da Candilis Josic Woods e Schiedhelm secondo l’idea di garantire la possibilità di riconfigurazione degli edifici, dettata dalle eventuali future esigenze dell’Università. Le strutture sono infatti raggruppate attorno ad una serie di strade interne favorendo il decentramento dei differenti edifici nel complesso ma, ugualmente, rendendo facile la circolazione e comunicazione tra i vari poli.

Pianta piano terra (Foster + Partners)

Foster e il suo team hanno voluto conservare la struttura universitaria secondo il progetto originale, razionalizzando con una logica contemporanea la disposizione degli spazi interni. In particolare sono stati conservati e mantenuti, dove possibile, gli infissi interni; sostituiti i rivestimenti dei pavimenti con nuovi “originali”, prodotti dal medesimo fornitore, e si è intervenuto sul sistema di pannelli in facciata. Progettati dall’ingegnere Jean Prouvé, secondo le misure proporzionali del Modulor di Le Corbusier, i pannelli di facciata erano realizzati in acciaio cor-ten: materiale che, pur avendo caratteristiche di auto protezione, si trovava in uno stato di così avanzata corrosione da dover essere sostituito. Mantenendo l’aspetto rossastro originale il team ha posizionato, quindi, nuovi pannelli in bronzo autoprotettivo e più resistente al degrado.

L’edificio si trova direttamente connesso con l’università (foto di Reinhard Gorner)

La nuova biblioteca, poi, trova luogo nell’unione di sei cortili precedentemente separati ed è definita come un recinto aerodinamico, sviluppato per ospitare la massima quantità di superficie calpestabile, racchiusa nella minima dimensione volumetrica. In tal modo la struttura rimane in scala con gli edifici del complesso universitario e permette la formazione di cortili su tutti le direzioni circostanti.

Spaccato assonometrico (Foster + Partners)

Il progetto combina gli elementi strutturali, portanti, realizzati in cemento armato con un involucro leggero e trasparente, per soddisfare le esigenze di illuminazione e ricambi d’aria necessari per le lunghe permanenze degli studenti all’interno di questo spazio.

Vista dell’interno (foto di Rudi Meisel)

Durante le fasi di sviluppo progettuale gli elementi che costituiscono i piani hanno via via assunto forme curvilinee che permettono di determinare un dinamismo formale nell’edificio ed ottenere ampi spazi soppalcati a doppia altezza.

Vista dei piani soppalcati dall’alto (foto di Rudi Meisel)

Gli studenti possono accedere alle raccolte bibliografiche alloggiate nel nucleo centrale sviluppato su quattro piani e sedersi ai banchi di lettura che circondano ogni piano.

Particolare degli interni e della facciata (foto di Reinhard Gorner)

L’involucro dell’edificio si stratifica di tre parti. Il rivestimento esterno realizzato in alluminio opaco e pannelli di vetro trasparente, che seguono il percorso solare, aiuta a regolare la temperatura interna; il telaio di supporto in acciaio, formato da geometrie radiali e colorato, come per gioco, di giallo ed, infine, una membrana traslucida in vetro che funge da diffusore di luce naturale durante tutta la giornata, lasciando intravedere il cielo al di sopra.

Particlare dei banchi di lettura che seguono l’andamento curvilineo dei piani (foto di Reinhard Gorner)

Il doppio involucro è in grado di funzionare come condotto termico dell’aria che circola attraverso l’apertura e chiusura di alcuni pannelli regolando così la temperatura interna ed aiutando a limitare i consumi per il riscaldamento e raffrescamento dell’edificio.

di Marisa Carelli

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