The Number 6 a Torino di Gruppo Building

La corte interna con l’istallazione luminosa di Richi Ferrero (foto Piero Ottaviano)
La corte interna con l’istallazione luminosa di Richi Ferrero (foto Piero Ottaviano)

The Number 6 è il nome con il quale è stato ribattezzato Palazzo Valperga Galleani di Canelli di Barbaresco, situato appunto al numero 6 di via Alfieri, nel cuore di Torino, dopo l’intervento di ristrutturazione firmato da Building Engineering, la società che lo ha riportato alla sua vocazione di dimora prestigiosa nobiliare.

Vista del terrazzo dell'attico (foto Piero Ottaviano)
Vista del terrazzo dell’attico (foto Piero Ottaviano)

Il progetto, insignito del premio “The Building of the Year” 2015 nella categoria ristrutturazioni, ha previsto un’importante operazione di recupero dell’edificio barocco con la riqualificazione di 6.500 metri quadrati per ricavarne alloggi di lusso, box interrati, una spa e una palestra.

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Un intervento che ha prestato grande attenzione alle preesistenze, a cui ha cercato di integrare soluzioni abitative innovative.

Uno degli ambienti del piano nobile riportato agli antichi splendori da un minuzioso intervento di recupero (foto Piero Ottaviano)
Uno degli ambienti del piano nobile riportato agli antichi splendori da un minuzioso intervento di recupero (foto Piero Ottaviano)

L’edificio, realizzato nel 1663 da Maurizio Valperga e ampliato nel 1781 da Michele Luigi Barberis, ha dettato fino al XVIIIº i canoni estetici e architettonici di riferimento per la Torino dell’epoca.

La zona benessere, con sauna, bagno turco e doccia emozionale (foto Piero Ottaviano)
La zona benessere, con sauna, bagno turco e doccia emozionale (foto Piero Ottaviano)

Nel corso dei secoli successivi ha subito profonde trasformazioni sia nella forma sia nella destinazione d’uso: l’originaria funzione residenziale ha lasciato il posto ad attività legate ai servizi e al terziario.

Un accesso alla corte interna rivestito da pannelli in fibra legnosa ad alta densità (foto Piero Ottaviano)
Un accesso alla corte interna rivestito da pannelli in fibra legnosa ad alta densità (foto Piero Ottaviano)

Il progetto di recupero ha puntato sulla riappropriazione della vocazione originaria del palazzo, evidenziandone la connotazione di edificio residenziale di alto standing.

Le parti comuni, laddove non vincolate da preesistenze di pregio, sono realizzate nella bicromia bianco-nero (foto Piero Ottaviano)
Le parti comuni, laddove non vincolate da preesistenze di pregio, sono realizzate nella bicromia bianco-nero (foto Piero Ottaviano)

Nei suoi cinque piani più due ammezzati sono stati ricavati 36 appartamenti, una moderna Beauty & Spa al servizio dei condomini (sauna, bagno turco e doccia emozionale) e una palestra attrezzata. I 36 posti auto automatizzati sono stati realizzati nei sei piani interrati raggiungibili grazie a due ascensori.

La camera da letto padronale dell’attico (foto Piero Ottaviano)
La camera da letto padronale dell’attico (foto Piero Ottaviano)

Le unità abitative hanno tagli che variano dai 70 ai 400 metri quadrati dell’attico e sono state progettate limitando al massimo le interferenze con le strutture originali e gli elementi storici preesistenti tutelati dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Culturali.

Sezione di dettaglio dell'attico
Sezione di dettaglio dell’attico

Il lusso si respira nell’androne, nello scalone imponente, negli ampi spazi affrescati del piano nobile riportati agli antichi splendori, ma anche nelle soluzioni modernissime e ricercate scelte per le parti comuni e per gli alloggi.

Pianta del piano terra
Pianta del piano terra

Ai materiali pregiati selezionati per i rivestimenti si affianca un complesso progetto domotico che consente il controllo dei servizi e di tutte le parti impiantistiche, dalla distribuzione dell’acqua all’energia, dal riscaldamento alla gestione della sicurezza e dei contatti con il personale di servizio, e che comporta l’ottimizzazione delle risorse energetiche e la massima economia di servizio.

Pianta arredata dell’attico
Pianta arredata dell’attico

La climatizzazione, estiva e invernale, è garantita da una pompa di calore elettrica ad alta efficienza con recupero di calore per la produzione di acqua calda sanitaria nel periodo estivo; i fluidi sono distribuiti ai pannelli radianti posati a pavimento. Gli appartamenti sono dotati di trattamento dell’umidità attraverso un gruppo di ventilazione con batteria di pre-trattamento dell’aria in uscita.

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L’impianto consente di gestire in autonomia le temperature ideali dell’abitazione nel rispetto della massima economia di esercizio: la suddivisione in zone distinte consente, infatti, di gestire profili di temperature differenti.

Anche l’illuminazione è automatizzata e regolabile, con la possibilità di accensione dei punti luce con comandi digitali a parete che possono essere equipaggiati con un dispositivo per regolare la luminosità o temporizzarlo a seguito di eventi (anche di tipo atmosferico), e di programmarne l’accensione e lo spegnimento. Anche all’esterno, nel cortile, l’illuminazione è automatizzata, sia i corpi illuminanti a pavimento, le gemme della scultura arborea e i vasi sospesi sui ballatoi, che sono dotati anche di irrigatore automatico. Come non poteva essere altrimenti, la sicurezza dell’edificio è affidata alla domotica: il controllo degli accessi comuni e privati avviene tramite telecamere digitali e ogni appartamento possiede un impianto antintrusione personalizzabile. In ogni alloggio un microprocessore con comando touch screen gestisce attraverso uno schermo tattile tutte le funzioni domotiche della casa, che possono essere controllate anche tramite web server utilizzando la connessione internet o con telefono cellulare.

 

Il Giardino verticale
All’interno della corte barocca del palazzo, di giorno aperta al pubblico, l’artista Richi Ferrero ha ideato un’istallazione che rievoca l’originario giardino seicentesco, trasponendo nelle due dimensioni, orizzontale e verticale, un disegno di ciottoli, luci ed essenze vegetali.

Particolare del giardino (foto Piero Ottaviano)
Particolare del giardino (foto Piero Ottaviano)

Il giardino barocco è in realtà sospeso nello spazio aereo del cortile: l’albero scultoreo illumina le sue gemme in dialogo con i ciottoli in resina della pavimentazione, ma anche con le ringhiere dei lunghi ballatoi puntellati da una moltitudine di vasi ornati da essenze sempreverdi ricadenti, creando giochi di luci mutevoli.

 

Sistemi a secco in cartongesso
In un intervento di recupero che punta sul rispetto e sulla valorizzazione dell’estetica originaria e dell’impianto planimetrico, la scelta è ricaduta sull’uso di sistemi a secco in cartongesso per la realizzazione di pareti divisorie, controsoffitti e contropareti. Saint-Gobain Gyproc ha contribuito a raggiungere il principale obiettivo dei progettisti offrendo tutta la gamma in produzione: lastre in gesso rivestito e gesso fibrato, pannelli isolanti e strutture metalliche. Questi elementi, combinati tra loro, hanno permesso la realizzazione di unità abitative rispettose delle preesistenze, ma allo stesso tempo dotate di comfort e funzionalità. In particolare, grazie alla tecnologia brevettata Activ’Air, i sistemi a secco Habito Activ’Air assicurano sia alta resistenza ai carichi, sia qualità dell’aria indoor, eliminando sino al 70% della formaldeide presente negli ambienti interni.

Gruppo Building
Il gruppo Building è stato fondato a Torino nel 1983 con l’obiettivo di realizzare progetti in grado di distinguersi dalla produzione seriale attraverso la gestione diretta dell’intero processo, dall’acquisizione delle aree alla progettazione, alla costruzione, alla commercializzazione e amministrazione delle proprietà. Dopo un importante sviluppo nel settore delle costruzioni a carattere industriale, terziario e commerciale, il gruppo Building ha rivolto la sua attenzione anche all’edilizia civile e residenziale, con interventi volti al recupero di edifici storici in aree urbane. Tra le realizzazioni: Settimo Cielo Retail Park a Settimo Torinese, il centro commerciale Il Ducale a Vigevano (Pv), il complesso produttivo Leonardo da Vinci Building Center a Cascine Vica (To), il restauro del Castello di Piobesi Torinese, il centro commerciale North Mall a San Pietroburgo in Russia.

SCHEDA
Scheda
The Number 6
Località
Torino, Italia
Cliente
Building Domus, Piero Boffa, Luca Boffa
Progetto
Building Engineering
Impresa di costruzioni
Building S.p.A.
Design team
Luca Petrone, Salvatore Grillo, Marco Gribaudo, Daniele Uria, Paolo Palomba, Omar Brotto, Fabio Mellina Gottardo, Cristina Scarpetta, Laura Sarasino, Andrea Serapioni, Cristina Stra- nieri, Roberto Daloiso, Danilo Brotto, Mario Uria
Progettazione impianto termico
Giorgio Fuschini
Impianto elettrico
Stiel srl – PI Massimiliano Bertaglia
Progettazione strutturale
Luigi Quaranta
Restauro
Barbara Rinetti
Progetto del Verde
Flavio Pollano
Art Director
Richi Ferrero
Fotografia
Piero Ottaviano
Realizzazione
2011-2013
Area
9500 metri quadrati
Costo di costruzione
16 milioni di euro

Partner professionali e aziende
Corpi illuminanti
Ilti, Sera Lighting
Rivestimenti
Casalgrande Padana, Cotto d’Este, Effepimarmi, Pibamarmi, Sm’Art, Riverstone, Cesi, Sicis, Casa dolce casa14Ora Italiana
Parquet
Mardegan, Original parquet
Zona benessere
Stenal
Ascensori
Schindler
Arredi su misura e boiserie
Boschis
Sanitari
Agape
Docce
Disenia
Accessori da bagno
Lineabeta
Parcheggi automatizzati
Ideal Park

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