Theme Auditorium, una serie di conferenze a Leuven

1auditoriumPresso l’Auditorium Stuk di Leuven proseguono “Theme Auditorium. Lecture series architecture, urbanism & design“, una serie di conferenze tenute da progettisti e realizzate a cura di Maria Alessandra Segantini, C+S Architects.

Gli incontri prevedono la partecipazione di Giancarlo Mazzanti, Bernard Khoury, Mos, 51N4E, Jo Noero, Andrés Jaque, a2o e Nieto Sobejano chiamati a discutere dei poteri della committenza e dell’ingerenza politica nella pratica progettuale dell’architettura contemporanea.

Servendo, in passato, i poteri di forza e di propaganda e, non così diversamente nel periodo contemporaneo, il potere più sottile e scivoloso della finanza, l’architettura ha dimostrato di essere molto duttile ma, al tempo stesso, uno strumento fondamentale. Le precedenti realizzazioni, spesso prodotti e manifesti di dittatura, sono stati sostituiti oggi dai sottili strati di pelli vetrate nelle torri che rappresentano un flusso senza fine di denaro, invisibile, nel cielo che gli edifici stessi, all’infinito, riflettono.

L’influenza della proprietà privata non si limita alla progettazione ed alla costruzione di nuove città, ma è estesa al loro controllo ed alla governance del territorio. Le città sono i nuovi ‘prodotti’ commerciali venduti come spazi in cui una rete ‘intelligente’ semplifica la gestione e migliora la qualità della vita.

Ma questa visione può costituire, invece, una nuova propaganda scivolosa in cui le uniformi contemporanee sono costituite dalle connessioni informatiche che indossiamo e dove sprechiamo il tempo libero nelle reti super-controllate del regno urbano?

Come fanno gli architetti ad affrontare questa nuova complessità della disciplina e il loro rapporto con le forme contemporanee del progetto attraverso cui il potere si esprime?

Qual è il loro ruolo ambiguo ma impegnativo nella società contemporanea? Qual è il ruolo dell’architetto in contesti politici diversi?

La serie di conferenze affronta la complessità del rapporto tra il potere, la politica e la produzione della forma al di là delle opere di emergenti, o più stabilmente affermati, architetti ed accademici.

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