to Disconfirm: a Bologna, una nuova ricerca artistica

Dettaglio di In Between Camps photo series, 2013 (foto di Matteo Guidi, Giuliana Racco)
Dettaglio di In Between Camps photo series, 2013 (foto di Matteo Guidi, Giuliana Racco)

Sarà inaugurata il prossimo 23 aprile, presso la Galleriapiù di Bologna, la mostra to Disconfirm: curata da Vincenzo Estremo, l’esposizione è realizzata attraverso i lavori degli artisti César Escudero Andaluz, Matteo Guidi, Giuliana Racco, Amanda Gutiérrez, Massimo Ricciardo.
Dando spazio e coniugando ricerche diverse tra loro, in questa mostra l’arte si ritrova a riscrivere pezzi di storia e a ri-questionare assunti identitarii comunemente accettati, ma soprattutto a negare assunti già dati.

File_Món. 2012_Captura de pantalla 2013-11-30 a las 18 40 54 (foto di César Escudero Andaluz)
File_Món. 2012_Captura de pantalla 2013-11-30 a las 18 40 54 (foto di César Escudero Andaluz)

Se la vita e l’identità sono come i puzzle di cui scrive Perec, “non nel soggetto del quadro o nella tecnica del pittore sta la difficoltà; ma nella sapienza del taglio, e un taglio aleatorio produrrà necessariamente una difficoltà aleatoria, oscillante fra una facilità estrema per i bordi, i particolari, le macchie di luce, gli oggetti ben definiti, le pennellate, le transizioni, e una difficoltà fastidiosa per tutto il resto: il cielo senza nuvole, la sabbia, i prati, i coltivi, le zone d’ombra”. [G. Perec. La vita, istruzioni per l’uso]

Time Topography Liverpool, video still (foto di Amanda Gutiérrez)
Time Topography Liverpool, video still (foto di Amanda Gutiérrez)

Così, nella narrazione del passato, la formazione dell’identità ha rappresentato uno strumento di controllo ed un oggetto da definire e ridefinire. Eppure, negli ultimi anni, le narrazioni che hanno contribuito a formare quella che definiamo “la storia” si sono arricchite di una pluralità di racconti; l’identità è diventata qualcosa in grado di affermare nel tempo – e nella sua misurazione – un oggetto storico riferibile ad una geografia, una collocazione.
Anche l’arte visiva si appropria delle tecniche delle narrazioni contemporanee forgiando per sé, strumenti culturali in grado di produrre e sviluppare un’adeguata analisi della storia e dell’identità.
to Disconfirm mette in evidenza i modi di smentire, raccontando le pluralità identitarie in molteplici narrazioni; introiettando, nell’intrinseca e necessaria inutilità della ricerca artistica, la possibilità di comunicare e negare frammenti della realtà.

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